la Fiera Letteraria - XV - n. 8 - 21 febbraio 1960

LAFIERA LETTERAR '.Anno À'V • N. 8 SETTIMANALE DELLE LETTERE DELL ARTI E DELLE SCIENZE Domenica 21 febbraio 1960 SI PUBBLICA LA DOMENICA QUESTO UMERO L. 100 DIREZIONE. AMMlNISTRAZlONE: Roma - Via dJ Porta C.astello, 13. Telefoni: Redaz.ioae 655.481 • Amministraz..ìone 655.158 • PUBBLlCl'lA': Ammlnistraz1one: e LA FlEHA LETTERARIA 11 - Via di Porta CaSlello. lS ttoma • 'fA~~-t~~~ L 150 al millimetro • ABBONAMENTI: Annuo L. 4.000. ~mestre L. ~.ISO • Trimestre L. 1.100 _ Estero: Annuo L. '1,000. Copta arretrata L. 150 . Spedizione ln conto corTeT1te postale (Gruppo Ill · Conto eoi-rente postale n. RILEGGENDO LE NOVELLE DI MARINO MORETTI L'ULTIMOGRANDE INDIVIDUALISTA DELLADEMOCRAZIA MODERNA * Anton Cecov e sua moglie In una lmmarlnc • ufficiale• so– vleUcL In uno del prossimi numeri Il grande scrittore russo a.ara rtcord:lto In occasione del centenario della nascita DIARIO .A.LL 'ARIA APERTA *. Le vie della cultura unitaria ESALTAZIONE DELLA VITA * di illARIO PICCHI Le discussJonl e le pole– rn1che a proposito dei pre– mi letterari sono quasl sempre oziose, quando non addirittura sciocche; e ba– sta che passl un Po' d1 tempa, qualche mese è suf– ficiente, perché le esage– rate reazioni del primo momento si colleghino al il-vello giusto, o svaniscano. Quando alla raccolta di Tutte le novelle d1 Mari– no Motèttl (Mondadorl, 1959 seconda edlz.lone dopo due mesi) fu assegnato il Premio Viareggio, alla fine dell'estate scorsa, s1 pote– rono leggere sulla stampa interventi opportuni ed 1noppartun1: molti parve– ro dlsplaclutl che U popo– lare premio fosse toccato ad uno scrittore schivo, tranquillo e non legato ai soliti gruppi per i quali l'esercizio dell'attività let– teraria de\•e svolgersi sol– tanto in forme massoni– che; che per una volta le previsioni fossero state smentite e che, màgari senza intenzione, soltan– to il merito artlstlco avesse pesato sulla bUancia. tanto il prodotto d'una vi– sione sentimentalmente affettuosa della vita, come è stato detto troppe vol– te. Accanto alle pa_glne che parrebbero conferma– re questa opinione, altre ve ne sono in cui il rap• porto madre-figlio è cru• damente osservato e de· scritto: ma in a mbedu e i casi mJ pare che es.so an• drebbe visto com e la p arte d'un'equazlone, da comple– tare così: madre• figlio= vita-creatura, e ancora da completare con quest'af· fermazione: e la madre vera è la vita> (p. 549, Perché si fa sera). Ho usato la parola e cruda– mente>, contrapposta a e sentimentalmente>, per· ché nella conclllaz1one d1 questi due estremi la sua narrativa trova l'equi• Ubrlo: col passar degli an– ni la visione di Morettl, senza mutare sosta.nzlal• mente, ha arricchito ed approfondito t suoi tem1, accentuando di pari passo il tragico e l'umano degli elementi che la compon– gono. provinciale, motonotono, piccolo, gretto prevale nelle successive ... >; nel primo romanzo Il sole del sabato, e e in esso sol– tanto, il M. intravede la soluzione del problema della vita >; nelle opere successive (fino al 1940), e sempre lo stesso mate– riale: la propria personale esperienza, le cose viste, le persone umili e rasse• gnate, l'ambiente mode– sto; non una visione spe– culativa tot.alitarla del mondo>. A parte il ridicolo di certe asserzioni, come la visione e totalitaria>, buo– na parte della sostanza di questo giudizio meritereb– be di essere confutata, an– che perché giudizi ad esso som.lgllantl, prodotto d1 conformismo critico, capi– ta d1 leggerne ancora. Lo scrittore persegue la ricer– ca d'una sua verità, espri– me la sua personale vislo· ne del mondo, valendosi del mezzi che ha a dispo– slzlone o d1 cui egli vuol disporre per 1 suol scopi: siano ambienti provincia– li o cittadini, personaggi umW o magniflci. vicende semplici o elaborate o strane. Constatare, come per giudicarne la qualità, 3.IA.RIO PJCCID (contlnu;-;- pa,. 2) Lloyd Wright il modernismo f ig·urativo di GLAlJCO CAJIB0l 1 Il modernismo figurativo negli Stati Uniti risale alla memorabile mostra tenuta all'Armory di New York nel 1912. quando cubisti. fauvisti e futuristi fecero esplodere le forme consue– te nel regno della secisibi– lità americana; e da allora gli sperimentatori dell~ ar– ti plastico-visive si misero in gara coi con!ratelli eu– ropei per dissolvere mondi scontati e, se possibile. crearne di nuovi. Figure come Jackson Pollock, John Marin. Willem de Kooning sono note ai cul– tori europei dell'arte di avanguardia, e la scuola dell'espressionismo astratto vrnta in America notevoli esponenti. Pubblicato a cu– ra del Museum of Modero Art di New York. un libro di Andre Camduff Ritchie sulla pittura e scultura astratte in America docu– mentava qualche anno fa tendenze e risultati in tale corrente. mentre John Baur parlava nel 1951 di « rivo– luzione e tradizione nell'ar– te moderna americana » (vedasi la traduzione che del suo libro ha dato l\Iel- incrostazioni preudoellent– che o pseudogotiche di cui ogni banca st ammantava quale fregio di rispettabili- tà. e favorendo lo sviluppo di nuovi moduli cosU'Uttlvi sorti dalle condizioni locali e dalla natura dei materiali che l'industria poneva a di– sposizione. Sulllvan nobi– litò U magazzino. creò il grattacielo. e rese quindi possibile la nascila di una architettura americana mo– derna. stimolata poi dagli apporti europei di Mies van der Rohe e Walter Gro– pius. che a Chicago istltul una • nuova Bauhaus • (lnstitute of Design) Ma contro l'astrattismo g1;0me– trizante di Gropius e della sua scuola. che ha eretto palazzi d! vetro squadrato a Chicago e New York (come lo Unìted Nations Building) doveva levarsi la massima personalità figurativa ame- * Sono più. di cinquant'an– ni che, su giornali, su ri– viste e in Ubri, si leggo– no novelle di Marino Mo– retti; e le cento che sono radunate ora in que§to fit– to volume non sono tutte quelle scritte dal prollflco narratore, e quasi tutte erano già uscite preceden– temente: pure la raccolta ha un carattere d1 novità ppercbé essa è stata com– posta dall'autore secondo un planop reciso. 1n fun– zione del quale le novelle sl collocano nella parte ed al posto che a loro spetta senza sforzo, con sponta– neità, come le tessere d'un mosaico che l'artista può disporre secondo questo o quel disegno, e ad esso obbediscono e conformano la propria lncllviduaUtà. Personaggt secondari, Da vita a vita, Presente del presente, Racconti brevi, sono le quattro parti del– la raccolta, e comprendono novelle scritte durante cinquant'anni che, pur tra e contrasti di tono e di stile>, si uniformano per– fettament-e all'intento del– l'autore d'Illustrare < per· sonaggi secondari e poco felici congiunture de 11 a vita corrente intuite nella scoperta personale d e 11 a realtà>. Alcuni racconti di que– sto gruppo sono belllsslml: 1-------------------------------1 e La pera >, e La principes– sa >, e La salute della mamma>, e Il ~bln1e• re >, e La. valigia>, e Da vita a vita>: 1n essi il pes– simismo ed assieme l'amo– re e la profonda fiducia nella vita, la tenerezza, la ironia, la capacità di rap– presentazione e di pene– trazione ln!lnlteslmale di uno st.lle che s1 crea nel suo farsi strumento d1 esplorazione e di perce– zione della vita, tutti ele– menti rilevanti della nar– rativa morettlana, si fon– fono nell'equilibrio della compiutezza. Quella ricer– ca della poesia che nasce da semplici accadimenti della vita, volutamente cercati o riportati nella loro essenziale semplicità, tra esseri semplici <gente che vive insieme, o che si incontra); quella ricerca, fondamentale ed Insoppri– mibile nelle novelle di Mo– retti, trova qui la piena riuscita del momenti felici. Essa si svolge In direzioni diverse, da cui il racconto acquista U suo sapore pir· tlcolare: nel e Carablnie– re > la vicenda è ridotta all'essenziale e tutto è in funzione dell'unica scena: una madre che aspetta il ritorno in licenza del figlio soldato e, non sapendo che questi è carabiniere, fugge appena lo vede spuntare sulla strada, credendo di essere perseguita per un minuscolo {urto commes· so tempo addietro, fugge, atterrita, finché cade e su un letto d1 erba lieve, dol– clsslma, tutta trapunta di florelllnl gialU di campo >. ln questa caduta, che non è nemmeno dolorosa. sta U nodo e lo scioglimento del– la novellina: riaprendo gli occhi, la madre riconosce e chiari presso le Edizioni di Storia e Letteratura). e og– gi la Grove Press di Ne'\V York ha iniziato una serie di monografie in brossura sui principali artisti con– temporanei. Però il . nome più ravorevolmente cono– sciuto in Italia, dopo le mostre della Biennale ve– nez.iana di questo dopo– guerra, è quello dl Beo Shahn. artista educato a un so1so rigoroso della forma lineare. da cui ottiene di– namismi espressivi di no– una direzione opposta a una realtà riconoscibile. Shahn è un uomo dt sini– stra, e il suo impegno so– ciale non ha mai danneg– giato ma anzi •attivamente nutrito la poesia visiva dei suoi quadri. dove protesta e simpatia si coagulano in forma precisa. Tanto Gut– tuso che Shahn rappresen• tano una direzione opposta a quella degli astrattisti pu– ri che il Guggenheim Mu• seum or Non-obJective Art raccoglie nelle sue sale. E' contro questi ultimi. non– ché co.'llro i surrealisti. che Cleve Gray dirigeva i suoi strali nel numero d'autun– no dell',1 American Scho– lan,. Il suo articolo (Nar– cis.sus in Chaos) attacca la pretesa dell'artista astratto dj formulare un mondo va– lido solo perché attinto alle latebre inviolabili del pro– prio io. Se l'artista non riesce a produrre una vi– sione riconoscibile. ma solo un caos di !orme disanco– rate o embrionali. per vigo– roso che sia Il suo gesto. rimarrà soltanto un gesto privato. e oarclsista per giunta. Gray giunge quindi a giustificare il disorienta– mento di· tanta parte del pubblico profano di fronte agli esperimenti dell'avai;i– guardia figurativa. che stando a un nostro studioso, Cesare Brandi. Si sarebbe ormai già consumata sulle sue premesse (la fine del– l'auanguardia e l'arte d'og– gi). Anziché cercare un lin– guaggio privato. poiché la battaglia contro re com·en– z.ionl accademiche è vinta da tempo. occorre evitare l'accademia della rivolta e cercare un linguaggio par– tecipabile; un cosmo. non un caos. r i ca n a. Frank Lloyd Wright. con la sua -oter– pretazlone organica dell'ar– chitettura. La sua vita ro– mantica. il suo profetico in– dividualismo. la sua fede r:ei valori politico-sociali dell'arte. espressa In opt"re come Architettura e Oemo– c-ra?ia e l'Autobiografia, il suo jmpegno di trovare una nuova libertà alle forme strutturali senza ricadere nell'ornamentazione este– riore. banno contribuito a creargli intorno \Jl.1aura di 1eggend:i. e la sua morte avve-nuta nel marzo scorso ha suscitato un gran senso di vuoto nel mondo occi– dentale. perché la \'CCC.hiaia non aveva per nulla Intac– cato la sua fìbra di crea– tore. E' dello scorso au– tunno infatti l'inaugurazio– ne del suo Museo Gugge– nheim a New York. desti– nato a rimpiazzare nella elegante Quinta A venuf' un più modesto edificio adibi10 a una mostra permanente di arte d'avanguardia. Di– scusso com'è per la sua audacia formale che ha fi– nito per porre seri lmba– razl all'organizatore della mostra. l'edificio reca 11 se– gno del genio. Il suo nucleo consiste in una massiccia torre spiraleggiante. con tetto a vetrata; e l'orig'aa– lità della soluzionf" sta nel– l'eliminare ogni Interruzio– ne lungo il percorso del vi– sitatore. che· seguendo la spirale interna di un piano unico può passare in rasse– gna tutte le opere esposte lungo una continuità ascen– dC"nte.Nella « Saturday Re-– viewl1 del 7 no\·embre '959, Katherlne Kuh. rednttrice per le belle arti. formulava precise riserve contro l'ego– centrismo manifestato da Wrlght in questa ~ua opera che tien poco conto delle necessilà specifiche di una esposi~ione d'arte: mo l'ar– rhitetto Edward Durell StO– ne. nella stessa sede dedi– cava un appassionato arti– colo al collega sromparro chiamandolo "eroe. pro!e– ta. avventuriero li. E ve– ramente F r a n k Lloyd \\'rie-ht ~i può con~lderare il Whitmru dell'architettu· ra. di GIJGLIELJIO PETROtl'I Perfino il filosofo che non tura è di quella pertinenza sente la necessità di una semplice, diretta, di quella più valta in!onnaz.ictJe ao- chiarezza in cui le parole e1:va~/~~t~fi:%o:Ci5:~iaid: ~;:,c:ii 0 1::s~~~q~e~i~~~~ov°; avulso e puramente intellet-- farsi iniendere. e a foteres· tualistico: còsì. ·oggi, se ogni sare anche cht è altro, ~el uomo non è volontario o in- caso specifico, che passeggta– volontario p:utecipe di mol- tore in un giardino altrui. t-e altre cose, olt re a quelle L'autore di que~to libro è del suo mondo particola.re , Franco Ferrarotti, un uomo rimane fuori della realtà, c0 - giovane il quale, nel campo me dire della veridicità dei della sociologi~, ha. svolto suoi sentimenti rispetto al un lavoro ampio e d1 porta– rapido mutare di tutti gli ta if!temazionale, perciò ap– aspetti della vita. Dato che passu;mato e competen~e. c°: questa osservazione sia del me dire do~ato d1 espnme~1 tutto giusta, come lo è. tro- a!~a ma~g1ore poten~a 1~ viamo un controsenso il do- c10 che rappresentano 1 suoi ver constatare come, gene- studi e l~ sue_ sc~perte .. - ralmente lo scrittore, l'uo- La soctologia industriale mo della' cultura letteraria. in America ed in Europa> l'artista in particolare. ope- edito_ a Torino_ da Taylor. è ra piU spesso isolato nel suo un hbro ~be 1:11o"!1a _sulle mondo esclusivo. ricerche d1 soc1ologrn mdu- Lo proviamo noi stessi ~triale. nel m~mdo ed anche ogni volta che. per caso o ll_l Italia:_ se 11 ra_pporto tr::t volontariamente, sgattaiolan- lmguagg10 e !unzione del li– do dalla letteratura creativa bro non fosse. perfet~amei:i: ed i suoi problemi partico- te qu~o che s è defimt? p1u lari, ci accostiamo a quella avanh. fo_rse non av~1 po-– scienti.fica, a quella che de- t~to ~egu1rlo, ~ avrei sen– scrive le tecniche o le mec- ttto 11 peso d1 una mate– caniche o le psicologie che ria della quale ben poco so ormai sono fondamentali e ben poco san~o colo:o _ch_e strutture di quella cultura !'!on sono degh spe~1ali~t1; unitaria che è l'unica capa- invece ho potuto_ seguirlo m– ce di rimediare ai guasti tera.mente quasi_ senza ~c– dello specialismo come ma- corgermene. Cosi ho cap1t~ Jattia del mondo moderno. che anc~e per me. che m1 A me personalmente acca- sarei g1ud1cato completa: de sovente. forse senza de- mente estraneo a problem1 terminazione ed un poco a di questo gf'!1er~. po_ter co– caso, di avvicinarmi a Jet- npscer~ quali d1~ers1 esp«: terature che possono .essere r ~me nt!· quale_ diverso spi– considerate lontane dalla r :i.to ests!e tra 11 mondo del– e sfera> degli interessi pr0- 1 indu stria e del l_av~ratore priamente letterari e. quasi fr~ncese e quello 1tal_1anoo sempre. finisco per esserne svizzero, tra q_uello_ inglese preso, spesso maggiormente e quello ame:1cano, _sapere stimolato di quanto normai- quali so!lo gli effeth della te non avvenga per le monotonia del lavoro sul- :::iptinaia di volumi di let- GUGLIEL~l0 PETROXI teratura creativa che leg- (contlnu;-;- pag-. 2) La rilettura di queste novelle nella nuova luce 1n cui sono collocate offre il pretesto per riconsiderare, sta pur di sfuggita, i per– sonaggi, che sono centi– nata, e 1 temi dl esse, 1n funzione di quella perso• nallsslma visione della vita che Moretti ha così poten• temente espresso nel corso della sua vasta opera. Per esempio, le madri, e 11 rapporto madre-figlio: tema antico, 1n Moretti, e predominante nella sua opera, questo non è sol- giamo, ogni anno, ç~I: l!n ~--------------------,1 ambiguo senso che c10 sia un doveI'e ed una necessita ritrova il figlio. Non si po– trebbe immaginare nulla. di più sempllce, eppure la 'assoluta. C'è un fatto molto preciso che anche per un lettore esigente, diviene stimol_o _a continuare la lettura dt li– bri di tecnica o di scienza scrivere di cose che fanno parte della nc_,stra vi_ta, dire di ciò a cui s1 è dedicata la propria esistenza. di ciò che si conosce a fondo. compor– ta. nella maggior parte dei casi. esprimersi con assolu– ta prorietà, t ro\·a~do spo1,1• taneamente un hnguagg10 ne.l quale il rapporto tra la casa detta e la parola è semplice ed assoluto. Questo è ciò che, salvo casi di deformazione professionale. succede a tutti coloro che adoprano la parola per co– municare ciò che conoscono bene. . Un inedito di VALERI * J,e due età Avara giovinezza, tu vuoi tutto per te: la vita che trascorse rapida intorno, tutto quello che un attimo soltanto gli occhi ti sfiora, i sensi ti accarezza o ti punge, l'amore che ride e l'amore che piange. Giovinezza mai sazia, cacciatrice di splendide ombre fuggitive; sempre a mani piene, sempre a mani vuote. Ma la vecchiezza che non vuol più nulla tutto possiede: anche l'amore, anche la morte. Posa essa la tempia palpitante su la tenera spalla dell'amore, e la morte, ecco, l'è sopra con la sua grande nuvola d'oblio. vicenda, col suol personag– gi, col suo ambiente, è compiuta, perfetta: 1n po• che righe e col mez:zl più modesti l'autore ba sapu– to creare la concentrazio– ne necessaria perché scoc– casse la scintilla della poe• sia. Nella e Vallgla > un e!fetto analogo è ottenuto con brevità anche mag– giore. Potrebbe sembrare, ad una prima osservazione, che fondandosi su racconti dl questo tlpo si possa giungere a una definizione dell'arte di Moretti novel– liere; 1n realtà, applican– do un slmlle sistema, si rl· schia di dare un giudizlo unilaterale ed insufficien• te, come quello che, tanto per scegllerne uno, diede Umberto Renda nel Dizio– nario storico-critico deUa letteratura Italiana (nuova ed. completamente rifatta, 1940, pp. 712·13). Secondo ll Renda, 1 personaggi e la 1'.i fantasia di Moretti sareb- t:I ~[1° a\':~!s~e;':!t~t!i~~~~= j za della vita>; e le prime , raccolte d1 novelle ... sono fil improntate a un verismo ~·I e pslcologtsmo umile._ O Per citare un esempio. .,er dare una citazione piut– tosto esemplare, dirò che, in questi giorni, ho a:•uto occasione di accostamn ad un libro di un amico nel quale si tratta di. soc1ol~gia industriale: non 1mrnagma– \'O che l'avrei letto intera– mente: ma infine l'ho fatto percht? anche qui. trattan~O– si di persona che comunica le sue esperienze e la s1:1a cultura più vissute, la scnt-lL--------------------· do m 1n t o dell'ambiente S,\GGI ITALIANI 1959 * di 11LADIJIIRO CAJOLI Qualcuno dei nostri lettori gere a un profilo ed ai ca- que \mmag?l.1ecompaia è. per ricorderà una vetrinetta oc- ratten comun( della nosU'a libera elezione, poco o molto mal antica, neUa quale la- cultura? la loro immagine stessa. ~ò mentavamo le condizioni pe- Scorriamo l'indice; Angio- essere profilato e carattenz· ricalanti della tena pagina letti, Bertolucc.i, Bo. De Mar- zato il '59. in. sé e nei suol nei quotidiani, e dell'elzeviro tino, Einaudi, Flaiano. For- massi~ valo:•· da _una rac· in particolare. Oggi segnalia- cella. Fortini. Gadda. Levi. colta d1 saggi. ove il proble– mo un libro più atto di qual- Moravia, Ottieri. Parise. Pio- ma dei giovani vorrebbe esser siasi gerell).iade a convincere vene, Rossi. Silane son g.U concentrato nella. r~enslone. i responsabili. che l'elzeviro autori scelti ad esprimere le pur eccellen~e. dt P1~,vene ~1 e la terza pagina. in Italia. « considerazioni attuali». Son Convegno di Vene:t1a? o 11 non si toccat.10. Moravia e certamente fra i migliori. co- problema della distensione Zolla, per Bompiani. hanno me quelli inclusi nella secon- po_litica (e _culturale) _rr_a raccolto questi Saggi. itati.ani da parte (« Considerazict.1i oriente e occt?ente. ~ e li 1959, come la più seria, pra- sulle arti»): Bassani. Bellon- problema stanco del :>9, par tica e convincente difesa del ci, Cecchi. Citati. Chiaromon- che oon abbia nemmeno sfio– mondo tanto caro anche a te, Debenedetti. De Feo. Eco. rato il pensiero degli scrittori noi. Ma non si tratta soltanto Falqui. Gigli, La Capria. Lan- italiani? di terza pagina e d'elzeviri; dolfi. Lombardo. Manzini. E perché ZoUa ha pubbli– anzi. quest'ultima denomina- Mannari, Milano. Montale. cato Moravia. e Moravia non zicne è scomparsa, sia perché Morante. Pacl. Pampaloni. ha pubblicato Zolla? (o; non poteva tecnicamente com- Praz, Solmi. Tecchl. Vigolo. quanto meno. Zolla non ha prendere tutti gli scritti su Vittorini. Wilcock. Tuttavia consentito di esser compreso cui i due antologistl hanno il profilo e il carattere deUa nella raccolta?). Non siamo fermato la loro ahenzione. sia cultura di un paese che da cosl sciocchi da attribuire la perché la parola «elzeviro» anni è governato. ammini- a~senza a un atto di mode– pare oggi scaduta a un signi- strato, sollecitato o moderato slia. implicit-amente qualifi– ficato che molti autori non dalle forze cattoliche, non cando d'immodestia la pre– gradirebbero. E qui dobbiamo possooo risultare dall'esame senza. Non sarà invece che un chiarimento. giacché Mo- di una raccolta 0\'e non figu- uno qualsiasi degli scritti eti– ravia e Zolla rifiutano la de- rino proprio gli scrittori cat- cizzroti di Zolla. sarebbe finizione di antologisti. che a tolici militanti. Non ci basta stato un cuneo disgregatore coi pare tuttavia la migliore. la presenza di un Bo. che la- nella compagine di una scelta « Il proposito non è di fare menta. echeggiando Berna· che mareggia. quando Zolla un'antologia. n é di mo strare nos, la « cospirazione contro tende a gettar moli che pre– quali siano las fuerz.ns viva.,. qualsiasi !orma di vita inte- parfao acque chiuse e sicure? come in Spagn a si chi amano riore >i, perché il suo elzeviro E non entriamo nei singoli i notabili di un paese. con sembra appunto scelto per discorsi proposti dai dlfTeren– diritto di precedere secondo giustificare polemicamente la ti autori. perché sarebbe un una ridicola precedenza le assenza di tutti gli altri. tToppo facile sfruttamento di proc~ssi~ni, ma sol~anto_ d! Quali? Non toc~a a noi dire. pretesti letterari. D'altronde. riunire m volume glt articoli Ma sia beo chiaro che non qui dobbiamo conlentarci di che più si ricordano e vedere protestiamo. La raccolta ci "'egnalare libri utili: e questo se oe emerga un certo pro- piace. An~he noi avre~m~ è dei più s_timol21."1ti. giacché ftlo generale. un carattere co- scelto tut h o quasi tutti gh serba le caratteristiche della mune alla cultura italiana ... » autori in es.sa inclusi; ma non immed.~tezza con cui furono (Pag. 7. Present~ion e). O h. la ritenia mo n é caratteristica affrontati i problemi a mano peso de.1;le ve.cch1e paro.le e né _profilant~.. se non di ango- a mano che si presentarono reverenziale hmore degli a s- laz1oni politich~. ftlosofich_enel corso dell"annata. ma soluti. E quando mai ~el pas- ed anche esteh~he, che r1- sempre sui presuppasti di sato una persona d1 senno guardano una mmoranza che convincimenti e di elabora– credette eh~ dav~ero sl J:><>tes~ ncn appare decisiva. perché zioni di cultura che non han– se raccogliere il meglio d1 spesso confusa. etorogenca no nulla d'improvvisato. Sia– qual~he. c~a: se?za commet- e contraddittoria. E allora? 001 pienammte d'accordo con tere m&1~st1:t1a rispetto al gu- Allora ~o:riiam~ alla v~- Moravia e Zolla, quando vo– ~o altnu• Scelte. gradu~to- chla. deflntz1one d1 ~ntolog1a. gliano d!mostrare la dignità ne, pref~ren1.e ... m 1 a :on 1 uo- dal momento che s1 ~~sono èei buoni autori nell'esercizio mo, la vita; sono I azione che amare e raccogUer tl~ri d ognj dl un giornalismo. che la {ret– provoca la reazione. E quM· specie. senza esser costretti la non distoglie dal senso d'anche dovess~ro risolver~i. ad assegnar loro rcsponsabl· dPlla responsabilità stilistica. come qui non_s1_ rlso!vono, .m lita che non potreb~ro sop- morale. umanistlca C• In bre– C:lamorose ~ irntant,1. ~arz1a- portare. Qu~ste - dicono di ve si mostra come sia consen– htà. bene_d1remmo l 1rn_tazio- !atto Moravia e Zola - Sono tito In condizioni sfavorevoli :a~:i~ ;:.a::~r:~~ fa 1 :~ ~~l~~t~:e1f•~~n~~~- cko~an;~ mantt,,ere la digni~à _intellet- ta. come atto di fede partico- autori eon i quali si è svolto ralegl. non l~~?er vtritti~e d~– lare. corrisponde alla semina U nostro dialogo pubblico o a orna ,s~i~a et a _c _e e alla raccolta di piante e privato. Ha un valore la no- onestamente dtsmaga._ anzi n– planticelle determinate. che stra confessione? C'è qualcu- c:vando. un vantaggi~ rall~ vanno bene per un certo orto no che possa trarre conside- s avo:e in cu~ son_oca u ~ g I ('('(lcluso. meno bene per al- razioni generali dal fatto che. e:zevirl lamb;ccat_t. I_n!at~. t1C' tri; e quale che sia la flora su centinaia di letture. abbia· s .. scorrono e pagm~ e e che ne risulta. non dovrem- mo scelto e sottolineato la riviste for th ~ fe~. SI ved~ mo sentirci ofTesi dagli anto- quarantina che pubblicb.iamo? che la maggior licenza_ sti– logisti. che hanno altro naso Siamo pronti ad annettere mola pu.rtroppo un procedi– ed altri occhi. altri Interessi grande impartanza iaterpre- mento tutto astratto. senza Insomma: non offesi, diceva- tativa alla scelta. ma per In- nesso coo !a _realtà_ ~rattata mo, come depositari dell'as- tendere. non l'annata 1959 oon le passioni quohd1an~. E soluto; se mal. sfidati come della cultura Italiana. bensì non parn una ~Ju~lfl.caz1o_nE' concorrenti al raccolto del- l'animo. lo spirito e gl'inte- dei soprusi che 1! sistema m– l'annata. ressi di Moravia e di Zolla. Infligge allo scntt?re. ~ffer- 11 profilo generale e il ca- nel dodici mesi trascorsi. E mare ?he sen~a l esperienza rattere comune alla cultura paiché si tratta di due autori di quei. soprusi m_an?herebbe italiana: ma di quale impar- la cui opera grandeggia tra di allo scrittore un nch1a,mo co– zlal1tà dovrebbero esser ca- noi. può esser utile vedere stante e Irritante .all assetto paci gli autori di una scelta oome si atteggino dinanzi a aUuale della socleta n). che verameote volesse giu.n- questo specchio. ove qualun- VLADLlliRO CAJOLI Queste riserve scadono in gran parte nel campo della architettura. dove l'artista deve fare i conti con le con– dizioni limitanti della rorz.a di gravità. della funzione pratica o sociale. e del suo materiale costruttivo. Vin– colato da tali ccndizloni. lo architetto non può permet– tersi lussi gratuiti. ed è appunto dall'architettura che ci è venuto il concetto di funzionalismo esteUco. In una civiltà pragmatico– lndu!litr\ale come quella nordamericana poi. tale fattore si è imposto clamo– rosamente; il primo a ri– conoscerlo e attuarlo fu Louis Sullivan, pioniere del modernismo strutturale nel secolo scorso. Il suo con– cetto che la iunzic-ne de– termina la forma dove\•a rivoluzionare l'architettura. sgombrando il campo dalle Fra.ok L. Wrlghl GLAUCO CAMDOX

RkJQdWJsaXNoZXIy