Lo Stato Moderno - anno III - n.4 - 20 febbraio 1946

LO STATO MODERNO 81 vento della nostra mano d'opera, non solo non fece ribassare i sa'.ari, ma fu causa de:!a loro e'.evazione, perchè in varie occasioni ne:Je quali i sa:ari in uso per g:i operai francesi non parvero sufficienti, furono chiesti ed ottenuti sa:ari superiori senza di che gli arruolamenti in questione non avrebbero avuto luogo ». Dal so'.o bacino della Meurthe et Mose:le, nei primi un– dici mesi del 1922 vennero spediti in sette comuni italiani 2 mi!ioni 922 mi'.a lire di risparmi da parte dei nostri lavoratori. Pur limitandosi a citare le rimesse giunte in soli sette co– muni, r1 Commissariato per l'emigrazione riconosceva che l'invio det:e somme degli operai ita:iani in Francia rappre– sentava una fonte di ricchezza per la Patria. Ritornando ali' agricoltura, è da ricordare la stipu!azione di a1umerosi contratti a mezzadria, col vantaggio di permet– tere l'emigrazione di intere famig:ie e radicar!e sul suolo fran– cese e per agevolare i raporti del lavoro agricolo, vennero presi accordi speciali per la creazione del contratto di maitre– valet, patto agricolo che sta tra mezzadria e bracciantato, e che se non dà al colono tutti i vantaggi che spettano al mezzadro, g'.i offre però una compartecipazione ag!i utLi del– ]'azienda, ed il diritto a godere i frutti di un orto e deg.l anima'.i da corti'.e che g'.i viene concesso di"a!!evare. Purtroppo l'insana po'.itica mussoliniana ha calpestato il fiorire dei sentimenti di simpatia tra i popoli, ed irridendo al concetto di frate'.lanza latina, ha distrutto con la predicazione de1: 'odio le parole seritte e dette per una sempre più cordiale comprensione tra le due grandi nazioni latine e tutto un pas– sato di decenni, intessuto di sforzi per dissipare preconcetti e ma•'.intesi a nostro riguardo è andato perduto. La tempesta fascista si è abbattuta distruggitrice sul campo che già stava per dare copiose messi. Tocca ora agli italiani del'.a nuova generazione, spetta ad una diplomazia paziente e lungimirante accingersi a risa– nare tanti errori, perchè il lavoro italiano possa nuovamente essere accolto con simpatia e rispetto, in terra francese. RAIMONDO COLLINO PANSA E' L'U.R.S.S. UNO STATO SOCIALISTA? (Continuazione e ,fine) Soprattutto è deficiente la produzJione di generi di con– sumo e cli derrate a;)imentari, cosicchè, - a prescindere dalle conseguenze della guerra in tutti i paesi, - il tenore di vjta del popolo russo è tuttora molto basso. Nei prossimi anni, se i pericoli di nuoYe guerre a sca– denza più o meno breve saranno eliminati, la Russia si de– dicherà certamente al completamento della sua organizza– zione ed attrezzatura industriale ed all'innizamento del li– ve!lo di vita del suo popolo. Per lungo tempo la U. R. S. S. non potrà essere un concorrente temibile deg!i anglosassoni sui mercati mondìali di vendita. La e:iminazione della con– correnza tedesca e giapponese assicura dunque all'Inghi!etrra e ag:i Stati Uniti un primato asso:uto in tuto il mondo. Ciò però non significa che 'le esportazioni da queste due nazioni aumenteranno per un tempo indefinito e ne!la misura deside– rata. Bisogna tener conto che parecchi paesi importatori di ma. nufatti, come i Dominions britannici, il Brasile, l'Argentina sono sulla via di industrializzarsi e perciò le relative impor– tazioni tenderanno progressivamente a diminuire, salvo che non siano notevo!mente intensificati i loro consumi interni- L'afferrnazione _che il progresso della Russia si sarebbe potuto conseguire anche ·con un regime borghese non ha una base sufficiente, poichè certamente un progresso ana– logo a quello della U. R. S. S. avrebbe avuto bisogno di intervallo di tempo assai più lungo di quello impiegato dal reg'.me bolscevjco. Quanto all'avanzata della U. R. S. S. sulla via del so– cialismo, bisogna considerare le percentuali della produzione delle fabbriche rimaste nelle mani delle imprese private, in relazione alla produzione totale dell'Unione. Nel 1929 le in– dustrie dello stato davano già oltre il 90 % della produzione pesante complessiva. Poco più dell'8 % veniva prcdotto da imprese col:ettive ed appena lo 0,5% proveniva da industrie private propriamente det'e. Nel 1933 quest'ultima percen– tuale si riduceva al 0,07 % e nel 1938 scendeva al 0,03 % . Però il volume complessivo della produzione pesante delle imprese private rimase pressochè stazionario, anzi potette anche un po' aumentare. E' a prevedersi che non varierà molto, in avvenire. La· terra, come si sa, è nominativamente, per legge, tutta di proprietà dello stato. NeL 1929 le aziende agricole collettivizzate rappresentavano una ben piccola percentuale delle terre coltivate: pei cereali era collettivizzato appena il 5 % dell'area totale. Ma questa percentuale crebbe rapida– mente, sicchè nel 1935 era già co:lettivizzato, nei co!cos, 1'82 % delle terre coltivate, mentre il 12,2 % era diretta– mente gestito dallo stato, nei sovcos, e solo il 5,2 % delle terre sern.inite era rimasto in mano dei contadini non col– lettiviz:ziati. Inoltre, lo stato sovietico, monopolizza tutto il com– mercio estero e molta parte del commercio all'interno. Un aspetto notevole ed essenziale dello spirito socialista nella U. R. S. s. è quello che si riflette nella organiz:ziazione federativa del!o stato. La Russia zarista aveva sempre avuto un governo auto– cratico che opprimeva il popo:o non solo imponendo la do– minazione degli zar, de:J'aristocrazia, de!,J'alto clero divenuto di stato, de:'.a polizia e della burocrazia esosa e fannullona, ma comprimeva anche i sentimenti naziona:1 <le'.le nume– rose genti e razze che costituivano la popo'.azione dell'im– menso impero. Gli zar avevano sempre tenuto a consoli– dare la preponderanza dei grandi-russi, e più propriamente del'.a Russia moscovita, sui popoli che via via essi venivano as– soggettando. Perciò il governo zarista attuava una politica di russificazione de!!e varie nazionalità. Nè a questa po:itica contravvenne la riforma amministrativa europ!lizzante de!la seconda metà del secolo scorso, che istituì amministrazioni lo– ca:i su base e:ettiva. Tentativi di sollevazione di naziona'.ità oppresse non mancarono e dei' partiti o sette politiche ebbero le loro origini fra queste nazionalità. L'Unione Sovietica è invece uno stato federale nel quale i vari gruppi naziona:i godono la più ampia autonomia tanto amministrativa che po:itica. Ciascun gruppo autonomo si dà una propria costituzione e un proprio governo e la autonomia dei gruppi ma'ggiciri per popo:azione, importanza economica e culturale e aventi posizione geografica periferica, arriva sino a:!a facoltà di separarsi dal!a Unione. Dal sorgere dello stato sovietico in poi, il processo di distinzione e di autogo– verno de:le singo:e nazionalità è andato graduùnente svi– luppandosi: :e repubbliche federa:i, cioè que!le che possono _perfinostaccarsi fra loro, da qqattro nel 1918, crebbero a sei ne.: 1924, a nove nel 1929, e infine a undici nel 1936, senza aumeDto nel territorio comp!essivo de:Ia URSS. Le terre e le

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