Carlo Maria Curci - La demagogia italiana ed il Papa re

' AVVlmTENZA XXXI . de la Vérité, e fino l'Ere nouvellb di antica data so11o sedicenti cattoliche, noi ci aspettiamo a sapere da lui qual' è la stampa veramente callolica che lo abbia approvato. La sola stampa che abbia loda!~ il P. Ventura è la social1stica, o vogliam dire della Républiqua rouge: fosse mai questa la vera cattolica a differenza della sedicente? Questa menzione del famigerato Teatino mi è suggerita, dico anzi mi è imposta dal mio suggello, a tleso la molta parte che ha avuto e la maggiore che egli si arroga negli ultimi eventi d' ltaìia. Egli, dopo l" Abbate piemontese, è stato l' autor precipuo di questo inganno ordito ai nostri popoli, da far lot· credel'e voluta dall'Evangelio la democrazia, santificata la rivolta e benedetta la ribellione. N è per Roma, nè pei Pontefici, nè per Pio IX credette lo scrittore illustre recare qualche eccezione o temperamento alle universali sue teorie demoàatiche. Anzi pu Roma, pei Pont-efici, per Pio IX parve egli avet· trattati più dirctlamenle quei subbielli democratici) accioc~hè se 11n rimorso del sacrilego allentato avesse frugato qualche coscienza, si trovasse nel tempio di Dio, dal pergamo ot·istiano c da un sacerdote cattolico quanto bastasse a soffocal'lo; anzi a inot·goglil' del delitto. Il 24 novembre Pio IX, vittima di una sconoscenza inaudita e di una oppressione sacri lega, s'in volava trepido c solitario ai sette colli, pe1· cercare asilo ove la Provvidenza lo avrebbe scorto; e soli tre giorni appresso, il 27 dello stesso mese, il P. Ventura pronun~ ziava un discorso in encomio dci rivoltosi caduti nella

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