Carlo Maria Curci - La demagogia italiana ed il Papa re

AVVERTENZI\. XIX ·la supt·emazia religiosa è un fnor·dopera ridico1o deli' autorità temporale, quando pet· converso sul Tevere t'autorità temporale costituisce lo :splendore ed assi- ·cura l'indipendenza della spirituale supremazia. ·Fu naturale che contro questo supremo cd esclusivo privilegio della cattolica Chiesa si armasse fa eterodossia, e diciamo più generalmente quell' elemen- -to dell'errore e del male, nimico ii'I'econciliabile della istituzione divina. A non dire che lo splendore di una istituzione invisa non dee certo piacere a chi l'ha h1 uggia, anche la sola rabbia di renderla serva sperandola meno severa, era più che baste-vole ad ac-cen- ·dere e ad alimentat-e quelle ire. · Al che si a-ggiunga che chi credette la Ch_iesa cosa umana e possibile a cadere: chi stimò le sue massime e le sue prati-che maneggi di ambizione e strumenti di cupidigia, si sarà potuto persuadere, che la sua infless ibile fermez- ·~a possa essere effetto dei presidi·i umani c·he la circondano. Di qui fu naturale ed assai dialetti'co il voto di stremarla di quel p1·esidio; chè così se ·ne sa.. rebbe sicuramente scemato lo splendore, impastoia· ta l'azione , ed assai probabilmente appareechiata la ruina. Non ci faremo la illusione di credere che in Italia non ci fosse questo bieco voto 1 Noi crediamo che nella Penisola un elemento eterodosso ci è stato sempre , benchè coperto ed obbligato dalle circostanze ad una ipocrisia, r:he talora è sta1a portentosa, ed assai al di là del bisogno. Anzi se l'astio per la cattolica Chiesa tra noi è stato uguale al forestiere; quanto al Papato

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