Volontà - Anno I - n. 1 - 1 luglio 1946

Noi concordiamo v:enamenh.! con lui nella diagno ..i ciel nostro mak. f: in atto una « rrisi dello Stato >.1, una <"risi ben .:anteriore 'al la;;cismo, cominciata quando i monarchi fr:mco-'piemonlcsi di casa Savoia h:u.11t0eo11quis1a1a J'l!alia sfruuando - strumento Ca• YOur - l'aziolle poJJObre che Mazzini e Bakunin, Garibaldi e Pisacane, hanno a volta a voha illuminala ed ·•mimala . .Ma 1•er noi è anche chiaro .che la crisi (Hmostra l'inca:pa– ci1:·1dello Staio .-i risolvere i problemi della nostra vita sociale: <'omplicati dapJ>eetutto dalla oollettivizzazione conseguente al macchinismo cd alla diffusione della cultur.1, e ,·om1>lieat-i ancor piìi lf"a noi dai residui di feudalità e di lazza.ronismo che avvelenano lutti !;li 6tra,ì 6oci:1li, uniti all'azione paralizzante della Chies.a. · Non riusciamo <1uindi a capire come Zuccai:ini, dopo un9 diagnosi co..ì coraggiosa, mggerisca if contradditCY.io rimedio di « ricostruire lo S1:1to >>. Come 6i può oggi con- 1::ervare ~ncora l'jllusione che sb 1>ossibile? La veri1à è, secondo noi, che occorre invece dis1ruggere lo Siall?• Distru_ggerlo in modo t!OSÌ radicale che non possa -))iii rinascere nemmeno in forme apparentemente buone od innocue: • Abbiamo ormai in JM'Of>O~ito un'csJ)cricri'za -storica amplissim,;, provante, definitiva. In America, lo Staio libertario sognato' <la Jcffcrwn, impiantalo con la sua Dichiara: ;,;iono d'JndiJ)endenza, 1>ersegui10 con l'esempio della 1uw Presidenza ::mtiau1oritaria, è degenerato nel presente Stato ~emprc più centralizzatò, che da Woashinglon pretende di comandnre la marcia di tutti i c.ittadini, e che nemmeno riesce ad avviare I:, .soluzione della crisi immane in :itto. Jn Russi:l, ,fo Staio voluto da U:nin <'OI 1>ro1>osi10libertario di farlo via via deperire fìno al ;o.uoesauf"imento totale, s"è invece rafforzato fìnO a dive– nire la ma'cchina r~roccmente oppressiva ~esuitica ed inquisitoriale, che tutti SOJ)fliamo c·ome agiS<'tl slli citta<lini clelle varie re1mbbliche rus~e: e se la crisi non si mostra in t.iSe ron il viw a·perto dt:;:li Stali americani, ne testifica la profonda esislenz:1 il- rinascero dell'imperialismo z.1rist:1, \:oana speranu di soluzione con il ricorso alla forza militare. 'J'ra mli due estremi st.::nno c~pcrienze di Stato in tutte le altre forme pensabili: e tulle ron<·lu.!e con il raffermarsi d'un potere arbitrario nelle mani di pochi, con il soffol·a• 111entodella « wcie13 » Ira gli uomini. · Qu~la q>eci~ di male, ormai cronico, ormai analizzabile in clellaglio in tante con– di7.ioni dìvcrre, · vuole hcn altro f'hc la illusoria panacea d'un passaggio da Monarchb lii Repubblica, \·uolc che ciascuno di noi agisca conlro lo Stato storfro per <ils1rugl;j:re lo .S1a10 in sè. E tale è In via che noi indichiamo, da sempre. La sconfì1111militare, la fuga col– lc11iw1della monarcliia e della sua gang,, l'incapacità delle cla~i dirigenti di fronte al– l'cmcrgcnz.1, hanno dé:Cf"minnto in Italia un periodo' di carenza deilo Stato col corri• ,.,>ettivo 1>orgcre ira il po,iolo di entusiasmi, di volontà a1>pas-sionate, llOt~nzialmcnte rivoluzionarie. Lo abbiamo visto e .sentilo tutti ciuanti. Ma al popolo non s'è .aperla al– cuna via d'az.ione. sopratutto per il srande errore <!ella eol!"borazione politica dei P:1r• titi cosidetli di ,sinistra che hanno rivitalizzato la Mon.archia gi:ì morta, le easle llOSsi-. den1i già -rassegnate a spacire. Cosi 6i è <lètenninata 1111:1 rinascita a rovescio, in i,enM) rea.tionario. La macd1ina dello Stato ha ricominciato a funzionare, <I! fatto si ricostruisre un poco giorno 1ier ,giorno, dac<Juii,ta giorno per giorno il suo J>Olere opprcssi, 1 0 ed in– tossi<'ante. E come corcispeuh•o il J>(),:>oJo si fa giorno J>Cr giorno <li nuovo pii1 ra~se• gn:110. 1iiù passivo. 1 :'fon v·è che un:1 via da bal!ere: addo~o allo Staio, tutti gli uomini e doune di buono volontà. Bat1ersi per la piena e reale autonomia dei Comuni, che divengano davvero Liberi Comuni, ;;,.!nz.acarabinieri e p.iudièi nominati da Roma, fen;,~1 i:$:tltori di tasse Jh.. ~ t·onto di Rom:., ~cnza 1>iù pre1i 1)oli1ican1i.agli ordini di Roma, e quindi a!Gnc cav,aci di liherar,-i dei padroni locali, per l'azione dei c.iuadini- Libeci Comuni, legali l"uno atrahro– ,-olo in (1u,m10 e,.si stc,:,~i lo \'ogliono e nulla f)iù. Con un minimo di Istituti. Con dei c'Oq>i tecnici larg:nncnt': differenziati e deccnlrati e to1.1lmen1e autonomi 1ra di c,,,si, fJt:r -12

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