Volontà - Anno I - n. 1 - 1 luglio 1946

mente <ruanto fisicalmente, egli disse (< 1ale morte mi ha procurato un Lalc Vuoto ncll:r viìa da farmi clefiidcrarc: quasi la fine >l, Ma non si lasciò andare dallo scoramento, datosi con più tenacia al lavoro, si mise a redigere un ·o!>"'.ra che prtSenrosse. ricord~bSc, la vi1a, l'opera e il 11ensicro del Malatesta, non• solo, ma incominciò anche la 1mbbliC'azione degli scrilli del compagno scomparso. , La sua coltura era vasta e .grande la sua (er1i!.i1à. Egli era, come J. Grave e molli altri, una di <1uelle per;;one che pensano con chiarezza sopratut10 quando pigliano 13 1,enna in mano. Aveva u'no stile limpido e facile e una capacilà lavora1iva sorprei1dente:' qualità cl1e gli pennettevano di r.ealizzare, co~ poco 1e1i1poa sua dispos'izione un vasto lavoro imellettualç. Noli era ·orato,e, seppure nelle convcrsa1.ioni fosse brillante. Il podio oratorio aveva' la qualid di velargli i! cen·ello. E gli doleva. Gli piacc:vano trop1,o i grandi oratori. 111apocliissimo amav« <1uelli clu~ 1;arlava110 per parlare. Del resto era severo anche con dii -scriveva, e forse anC'h.! pili 0011<1uesti perehè non potevano nvere la srusa dell'iin .. 1)rovvisazione e ,1uanto dicevano doveva essere il risultato di una meditazione. eppoi di• una lettura e rileuura. e se del raso anche della 1>0ssibili1à di rifare quaniv O\'e• vano fallo, prima di porlarlQ a conosce111.adel ;>ubblico. ln~nuua, lo .,crillore aveva b 1)ossibilità di dominarsi maggiormente e di guidarsi con pili calma ~ senm di rcil'pon– sabilità, Ogni sua parola aveva un preciso senso e un posto preC'iso. -PoC'b.i t'ome lui vidi jndispeuirsi, e stare male, alla vista sia anche <li un .gemJllice errore, di 1ma incsallezza di -linguaggio o di espre~sione. Tanto egli era im1mhivo nel discorrere, tanto invece era Jlrt.-eiso e pacalo nello scrive,c, e per' questo la suo opera era doppiamente utile cd im• porlante jn un movimcntc, co,;1e <1uello anarchico dove, data la sua caralleristi.-:.a ,li ('011· tinua opposi·.i:iQnc e dì radiC'ale critica, una certa «freddezza>> e s,>:issionatezza rappre. senta una forza che più facilmente- sa convincere e vincere. Tulla la sua 01>era è 1>erv:tsad:i' <1uesto "Spirito; tulli i suoi lavori, anC'he i 1>iù JlOIC• miei vor.t:;.no questa ,sua imprOlll{l. I suoi lavori polemici però vengono, per i1111>0ctan1-1· e qua11tità, subito dopo i suoi !a\ 1 ori J)uramente teorici. Lavori tutti, che sin dal suo inizio nel mo,·ìmento, furono rilev,ati tanto dagli amici che dagli avven.ari, pet' la loro chia– rezza, la loro precisione e l'Omprensionc delle idee altrui senza, con questo, impedirgli d·esscre un 1, rigido» nel C':1111po del!~ idee e dei rawor1( cogli altri partili e le altre tendenze. -----------•-----~-:-7 Organizzazion,, ,L\narchica ,Cr.r, 1 il'·)SG Uco Frn.:1.1 1 , Lo sce'Uico ha torto: non vede che in tutti gli errori v'è anche la ve• rità, 'e che questa particella di verità a poco a poco ~'allarga e si affei-ma. Chi ha la fede dogmutica, ha torlo : non vede che vi è de)t'errore in tutte le verità, che nulla uncora nel pensiero umano è abbastanza perfetto per essere defioito Bisogna dirsi: l'umanità è .i1i1 marcia, e m8rciare. J. M. GUYAU da .. Liue1unenti d'un~ morale senza doYere e se~u castigo.,. 37

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