Il piccolo Hans - anno XV - n. 59 - autunno 1988

Eros!Thanatos Il racconto sadiano, specialmente nei suoi culmini spropositati di Juliette e delle 120journées de Sodome, si fa contenitore, o meglio generatore di una pluralità di racconti. Philippe Sollers (in Logiques) ne ha enumerati alcuni, i più evidenti: ciò che viene raccontato a titolo di impresa, di leggenda individuale; ciò che viene praticato e raddoppiato nell'atto dagli ascoltatori del primo racconto; ciò su cui si ragiona a titolo di dimostrazione - insomma tre livelli di strutturazione narrativa rispettivamente: enciclopedico, applicativo e teoretico. Se ne potrebbero individuare altri: che si rapportino, magari, alla dimensione della visione (cui si accennava prima) o alla funzione del luogo. Ma dentro il carapace dei testi sadiani, ora rigido (le 120 journées), ora estremamente flessibile (Juliette, La philosophie dans le boudoir, La nouvellelustine), credo si possa rilevare, più importante, una sorta di iper-racconto, di modello generale di arti- . colazione, che in mancanza di meglio, e con improprietà terminologica che si tratterà poi di correggere, chiamo racconto di Eros e di Thanatos. S'intende che tale modulo è evidenziabile in una quantità di scrittori, tanto moderni quanto antichi: Bataille, ovviamente, e Klossowski; Joyce, il Baudelaire di Un voyage à Cythère, un certo D'Annunzio. Solo che in Sade esso compare allo stato puro, se si conferisca all'aggettivo il valore particolare che riveste in un titolo famoso di Kant - il quale non a caso è stato congiunto, in un saggio poco meno famoso, con Sade. Fuori dalla formula romantica, e gratificante, di Amore e Morte, che corre tuttavia le strade, qual è la posizione reciproca dei due termini? Si deve credere che quando finisca il discorso che investe l'uno, cominci quello dell'altro? o sono due discorsi coestensibili e sovrapposti, per cui si passa liberamente, ad ogni momento, da questo 163

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