La Fiera letteraria - anno VI - n. 12 - 25 marzo 1951

Domenica 25 Marzo 1951 Paul Claudel, a Tlentsln Questa che prett ntlamo, nellR ver– sione di Antoni o Corsaro. è una del– le Ode, che Paul Claudel scrisse a Tlen tsin nel 1907, durante Il suo sog– giorno laggiù ln qualità di diploma– tico. O le lunghe strade amar e d'un~ volt a e U tempo ch'ero solo e ur10! Il camm ino di Parfgt, la lunga strada che scende a Notre -Damel Allora come Il giovane atleta che si dirige verso l'Ova le /ra il crocchio affa c– cendat o degli amici e deqli all enatori, Mentr e l'uno alt paru, all 'orecchio, e. al braccio che gli abbandcna, l'alt ro al– laccia la benda che r,h serr a i tend ini, Cam.mina vo tra t piedi fr ettolo si dcf miei dei/ Meno murmure nella /or e.sta per s,m Giovanni d'e&tate, llfeno fitto fragor e in Dam asco quand o al racconto dell e acQIU! che scorrono dai monti ln tumu lt o Si co11/onde il respir o del deserto e il forte dormire del platan i alti nell 'ar ia ventilata d'ella sera, Che parole ht questo cuore colmo di brame ! O mfo Dio. un giovan e e il f iglio della donna vi sono pi ù graditi d'un torello! E hma 11zi a voi. ri~ , come un lotta – tore che si arr ende, Non perché si stimi più debole, ma l'al tro è Riù forte. M'av et.e chtama to per nome Come uno che lo conosce, m'avete scelto fr a t utti quelli della mia stessa et<i. O mio D io, voi sapete qtumto sia pieno d'affetto il cuore dei giovani e come no-11 pensi alla propr ia sozzura e vcrnUà! Ed ecco, d'improvviso. ste'te qualcuno! Con la vostr a potenza avete fo lgO'rato Mosè, ma per il mio cuc,re siete come u11 essere senza peccato. Oh sono bene ll figlfo della donna! poi.. ché la ragione , e la lezion e del maestr i, e l'au urdo , non contano un bel niente Co11tro la violenza del mio cuor e e co11tro le mani prot ese di questo fanciullo ! O lagri mel o cuore troPt>O .debole! o miniera di lagrime che saltai v·enit e, fedeli, adori.amo questo bi mbo appena nato. Ncm credetemi un vostro nemico/ l o non compr endo, e non vedo, e non so d111,r !le te. Ma a voi rivolgo questo viso copertt' di lagrime. Chi non amerebbe chi ci ama? Il mio spiri to ha glaito nel mio Saloatore. Ve– nit e, fedeli, adO'rlamo questo bim bo che ci è nato. - E ad.eJJ.so non sono più un nuove, venuto, ma un uomo nel meuo della vita, che conosce Chi si ferma e sta in vi edi con gra n for za e pazienza e guarda d'ogni lato. E con lo spirito e il suono che avete posto in me, Ecco, ho fatt e molte parole e &torte inventa te, e personaggi a un tempo nei mio cuore con le loro wci diff erenti. E adesso, sospesa la lu nga conte.sa , Ecco, a voi mf volgo tutto solo comt un alt ro che comin cia A canta 0 re con voce plurale. JJimile al violino preso dall'ar chetto sulla doppia corda. Poiché Qui non ho nulla per il miei soggiorno fuo r di questo lembo di sabbia e la vi3ta ininterro tta di sette sf ere dt crista llo sovrappost e. Siete qui con me, e io vado a bell'auio per comporr e un bel cantico et vof solo come un pastore sul Carm elo, che mir a una piccola nube. 1't questo mese di dicembr e e in q1teJ1to. ca11cola di fr eddo, mentre ogni str etta ; rin serr ata e cor ta, ~ questa not te stessa I tutta luce, Lo spirito di Viola non entra meno dritto nel m lo corpo D'allora qturndo la parola fu r ivolta a Glovan11, nel deserto sott o il pontif icatl'I di Ca.ifa e d'Anna, Erode Essendo tetrar ca di Galil ea. e Fili pJKI ,uo frat ello dell'ltu rea e della regione Traconitid e, e LiJla11ia d'Ab ilene. Mio Dio, eh.e ci par late con le mede• sime parol e che dir ir,iamo a voi, Non di.sp ,-ez.zate in que.sbo giorno lo mia voce più di quan to non fate con la voce d'uno dei oostr i fir, li o di Mar ia stessa vostra ancell a, Quando nella pienez.za del suo cuore a voi r,ridò che avevate guardato lG. sua umiltà. O madr e del mio Dio! o donna. /ra tutt e le don ,~ ! Siete du11Que arr ivata dopo li lungo vi.aggio f ino a me! ed ecco in me f hio a me tutt e: le genti v'ha nno detta beata! Co.si. subito entra ta, Elisabetta tende l'orecchio, Ed ecco il sesto mese di colei ch'era chiamata. sterile. O come i l mio cuore t carico di lodi e come pena ad l1111al.zarsia Voi, Sirnil e al pesante turibolo d'oro colmo d'i11ce,uo e di brace, Che volando un istante in cima all a caten a spier,ata Riducen de, lasciando nel suo Posto una gran de nuvola di fumo denso In un raggio di solei SI faccia voce Il brusio e In me la voce si fa.cela parola I /ti meuo all'universo che balbetta , 1a- 1ciate che prepari il mio cuore come uno che sa quel che ha da dir e Poiché 11011è vana questa gioia pro– f onda della Creatura, né questo secreto che le Miriadi celesti custodi..sco110con esatta vigilanza, Sia la mia parola eqlrivalente al loro silenzio! Non la bont<i delle cose, né ll brivido delle canne cave, qua11do sul vecchio tu– m ulo tra il Caspio e l' Arai, LA FIERA LE T TERARIA RESTATE,· SIGNORE, CON ME, PERCIHE' LA SERA S'AVVICINA, NON Ml LA~CIATE ! MAGNI FIC AT Il R e Mago per testtmont o d'una urande prepar azione nçg li a.stri, Ma to trovo soltanto la par ola gi u.,ta, esali .solta ,tto Questa parola nel mio cuore, avendola trovata, e dopo muoia, avendola detta., e chini poi La te.sta sul petto, avendola detta, come il vecchio pret e che muore consacrando / Siate benedetto. mio Dio, che m'avete lib erato dar,li idolf, E volete che adori Voi solo, e non I side e Osiride, O la Giu stizia o U Pror,r esso o la Ve– rit<i o la Dii: inità o l'Uma nit à o le Ler,gt della Natura o l'Arte o la Bellezza, E rion avete per-meJJSo l'eJJistelt.:!a delle cose che ,1on sono. o il Vuoto la.Jlciato dalla vostra assenza. Come il selvaggio che imbi:tstLfce u.11a piro ga e con la plancia che soverchia fa bbrica un Apollo, Cosi tutti questi parlatori di parole con i loro super/liti aggetti vi han fatt o moJltrl se,tza sostanza . Più vuoti di Mola.eh. ma ,tr,fatori df fat1.Ciulll, Più spietati e più odio!l di ltfoloch. Essi han no un suono e nient e voce, un nome e ne.ssrm caratter e, E lo SPirit o immondo. l<i, invade i de– serti e tutte le cose vacue. Signore , m'avete lib erato dai libr i e dalle Id ee, dagli idoli e dai loro preti, E non avete perm esso ad l n-aele di servir e sotto ll giogo der,li El/em.fnati. So che non siete U dio d.ei morti. ma dei vivi . Non fantasmi e fan tocci o,wr er6, ttt D ia1UI, né ll Dovere. né la Libertà e il bue Api. E i vostri e geni > e i vostri <e roi> e t vostri grandi uomini e i vostr i superuo– mini . tutti questi de/orini ml fan lo steuo orrore. No11 sono Infatti libero tra I moro , Ed est.sto con le cose clu sono e le costr ingo a ritenerm i intl ispensabUe. E non desidero ct'~se re a nulla sup~ ri ore, ma un uomo giusto , Giusto come voi perf etto, gius to e vivo tr a gli spiriti reali . ' Che m'i mporta delle vostre favole! l,a _ .sciatemi JJoltanto andar e alla finestra e apri r la nott e, lasciali- eh.e prorompa etl miei occhi in una cifra simultane a L 'llmume revole come tanti zeri dopo l'l cocfticknt e della mia necessità! E' vero! Ci avete dato la Grand e Notte dopo il oiorrn> e la realtli del cielo notturno . Come me che son là. egli i là con t miliardi della sua presen..:a E fi rma la carta fotografica con le 6.000 Pleiadi, Come Il criminal e con l'impronta del 1>0llice unto d'inchiost ro, U processo ver– bale.· E l'os&er vatore cerca e trova i pernl e i rubini, Ercole ed Alctone, e le costel– lazioni Simili alla fibula sulla spalla. d'utt pontefice e a grand i orna.men.ti tempe– stati di gemm e va.rloplnte. E qua e là per i con/l nt del mondo dove l'oper a della creazione si compie,• le nebulose, Come, quando U març violent emente battuto e rimosso Torna alla calma, e d'ogni parte la schiuma e grandi falde di sale torbido salgono, Cosi nel cielo della fede fl cristia no .se11te palpi tare l'Or,n issantf di tutt'J suoi fra telli vivi . Signo re, non il piomt>o o la pietra o fl legno marcescente avete arruolato al vostro servizio, E nessuno wtrà. conf erma rsi nella li · gura di chi ha detto: Non. servi.ami Non è la m-0rte che virice la vita, ma la vita che abbatt e la mort e e la morte non PUÒ reggerl e contro . Voi avete abbattuto r,l'idoll, Avete deposto dal tronq tutti t potenti, e avet e asservi to la stessa fia mm a del f uoco. Come in un por to quando sgela sl vede la folla oscura M l lavorato r i copr ir le banchi ,~ e agitar.si i ntor no ai battdlf , Cosl vedo le stelle brulic are al miei oc– chi e l'imm enso cielo attiv o! So110 pr eso e nott posso sfugr,ir e, come una cif ra pri gioniera della 1onu~a. E' l'ora. Per il compito aH egnatomt può bastar e l'etern ttà soltati to. E so d'essere resw nsabil e. e credo nel mio signo re com'er,li crede in me. Ho fede nella vostra par ola e non ho blsog110 di carta. Rompi.amo dunque i lacci dei sogni, e calp estia mo gl'idolì , e abbracci amo la croce con la croce. Polclti l' imma gine della mort e. e l'im i– tazione della vita La tnta , e la visione di Dio genera la vita eterna . Siate benedetto. mio Dio, che mi avete li berato dalla morte! Co.si, il viso svelato , co11 alte grida. Ca11tò Maria, sorella di Most., Sull'alt ra riva del mare che aveva in- ghiottito Far aone. O11d'ecco il mare dietro a noi ! E avete accolto Israele vostro f ir,lio, es. se11doviricordato della vostr a misericor dia. E avete fatto salire fino a poi. tenden– dogli la mano. l'umi liato come un uomo che sorr,e dalla fossa. Dietro a noi il mare sconvolto dal fluttt procell().Si, Che il vostro popolo attraversa a pfede asciutto seguendo il camm ino Piil breve dietro Mosè e Aaron. Il mare dietro a ,ioi e avanti il ,te. serto di Dio e le orride mo11tagne in mezzo ai lampi. E la mor1tag11a nel Jampo che la svela e l'assorbe al tern o sembra JJaltellare co– me ariete, Come puledro elle .s'impenna sotto il peso d'un uomo troppo r,reve! Dietro a noi il mar e che ha Inghiot – tito il Persecutore, e il cavallo inste,ne al– l'uomo armato è sceso, come lingotto di piombo. nel profondo! Cosi l'antica Ma ria, e cosi nel piccolo giardino d'Ebton L'altra Maria dentro se fremett e di Paul Claudel * La mi a anim a g lorifica il Sign ore quando vide r,li occhi della cugina ten– derle le mani le mani E capi ch'errt lei l'a ttesa d'Israele! E come traeste Gi useppe dal pozzo e Geremia dalla prigione sotterr anea, Cosi salvaste me dalla mort e, e grid o anch'io: Gra ndi eo&e cr,li ha fa tto per me e Santo è il suo nome! Avete posto nel mio cuore l'orrore deUa. mort e, la mia an.1ma 11011 tollera. !a morte ! Saggi, epicurei, maestri del noviziato dell 'I nferntJ, esperti dell' I nt roduzione al Nulla , Bramini, bo11zi. fllosott, i tuoi consigli Egitto ! i vostri consigli, · I vostri metodi e le vostre dimo.stra– zWni e la vostra dtscipltna , Nulla ml concilia . sono vivo nena vo– stra nott e deteJltabile , tendo le ma11I nel– l'estasi e nell'hn peto della spera11za sel– var,r,ia e sorda! Chi non crede in Dio, non-c rede ptd nell' Essere, e chi odia l'E ssere, odia la propria e.sistema. Signor e. v'h o trovato. Chi vi trova, più non toller a la mort e, E ognf cosa egli i1tterroaa co,i voi e qru sta huo!f erenw. della fiamma che avet e poi to In lui! Signor e, non m'av ete messo in di– spart e come un flor e di serra, Come U monaco nero sotto la corolla e il cappuccio che fiori sce og11i matttn a tutt o d'oro per la messa dell 'aurora, Ma. m'avete pianta to nel più folt o della terra Come la secca e te,iace gram igna che att raverso l 'antico loess e gli strat i di JJabbia sovrapposti . Sig nore, avete posto 1n mc non un. germ e di morte, ma di luce ; Abbi.ate pazienza con mc perché non so110uno dei vostr i santi Che rompono la corteccia amara e dura con la penitenza, Divor ati ovunque dalle opere come una cipolla dalle sue radici; - Cosi debole che sembr a finito! Ma eccolo di nuovo opera1tte, e non cessa di compier la sua opera e la sua chimica ccin grande pazienza e tempo . Giacché non debbo ridurre alla rar,lone sotto il corpo, ma tutto questo mondo bruto. dotarlo Di comprensione. dissolverlo. assimilarlo A voi e nulla più vedere in me D'ostile alla vostra luce! Perchi cl so,t di queltt che vedono e ascolta110 con gli occhi e con le orecchie. Ma io r,uardo e ascolto con lo spiri to soltanto. l o vedrò co,i questa luce tenebrosa! ' Ma che m'importa dell e cose che' l'oc – chio fa vi.sibiH. E la vita che ricevo se non la re11do, e tutto quello cui sono estraneo, E ogni cosa che è altra cosa da. voi stesso, E la morte dopo la 1,,ostra Vit a. che chiamiamo la mia vita! Sono stanco rii vanità! Voi vedete cli.e, a mio malgrado , .so11 sottontes~o alla vanità.I Così che osservo le opere vostre senza gu..stol Non ml parla te piU della rosa! Nessun frutto ha piU sapore per me. Cos'è questa morte da voi levatami ac– canto alla verità della vostra prese11za E del :-nio nulla indistruttibile col quale debbo .sopportarvi? o lu11r,hez.zadel tempo/ Non ne posso piu e so,io come u110che si regge con la mano co11tro il muro . Il giorno segue il giorno in cui si fer• ma. il sole. Ecco Il rir,ore dell'inverno. addio. bella estate, ansia e .str u9glme11to della /l.s.sità, Scelgo l'assoluto. No,i rendetem i a mc stesso. Ecco il fred do inesorabile , ecco Dio solo! I n voi sono prima della mort e! !..._ E già, ecco, l'anno ricomincia . Ero u11 tempo cott l'anima mia come una gra11de foresta Che non /l.nivo d'ascoltare non appena /l.nlvo di parla rle, un popolo di molt e voci su.s.wrra11ti elle la Storia e Il Rornan.zo non han no, fE ora è mattino. ora è Domenic a e su• glt uo1ninl s'ode una campana.} Ma i ve11U alte rni adesso taccio 1to e In• tonia a me le fog lie stesse cadono et muc• chi compatti. E io pr ovo a parlare alla mla anima: Anima mi.a, abbiamo visto tutti questi paesi. E tutte queste genti, e attravèr.sato t mar i! Ed. ella è come uno che sa e pr eferisce non rispondere. E contro tu ttJ questi nemici di Crl$to int orno et noi: Impugna le ar mi, o guer• riera! Afa io come un fa 11ciullo che molesta con. la po.olia u.11odioso scorpioncello , che non lo degna d'alcuna. attenzione. e Pace! Raller,ratil E di': non con le parole la rnia a11inta glori {i.ca il Signoret Ella chiede di no,t essere più limite, sf rifiuta d'essere un ostacolo alla sua JJan– ta volontà. E' necessario, 110nè phì l'estate! e non c'C phl. verde. nè alcuna cosa che passa, ma Dio solo. E guarda. e vedi la campagna spoglia, e la terra tutta denudata , come un vec– chio elle noit ha fatto il ma.lei Eccola solenne simile alla morte, che s'appre sta a prender gli ord.int per il la• voro d'un altr 'anno, Come il prete stesso sulla faccia /ret due assistenti, come un diaco,io che si prepara per ricevere l'ordine supremo. E la neve scende su di lei come asso– luzione.> E io so, e ricordo, E ri vedo la foresta, l'htdomani d.l Na– tale, prima che alto Jli levasse il sole, Quand 'era tut to bianco, come un prete vestito di bianco di cui vedi soltanto le mani color d'aurora, t Tutto il bosco co11techiuso nello spes– sore e nella materia d'un vetro oscuro} Bianco cfal tronco 11110 ai ram elli più sottili e lo stesso colore Rottato delle foglie morte e 11 verde amara11to dei pini, n·aria nelle lunghe ore di pace 11e,t– turna ca11ta come un vino sereno), E il lm t90 filo della rar,natcla carico di la,mghic rende testimonianza alla re– collezione dell 'orante . • Chi co11div1de In. volontci dl Dio. de– ve condividere il suo silenzio. 1 Sii tutto con me. Si taccia insieme ln – nanzl a tutti! Chi da la vita, deve accettare la morte . .,, Siat e benedetto, mio Dio , che m'avete liberato da me stesso, • E fate ch'io non wnga fil me Jltesso il mio bene o nella buia prlr,lone dove Te• resa vide i reprobi murati, Ma nella vostra sola volontà E non in qualche bene, ma nella t>OStra sola volon tà. Non chi è libero è feli ce, ma chi prc• destina te come una frecci a nella faretr a. Mio Dio, che al pr incipio d 0 ognl cosa e di voi stesso avete posto la paternltti, Siate benedetto perchè m·avete donato questo Jlollo E vasto co1t me come rendervi la v:ta che m'avete data . Ed ecco, son suo padre come Vot. Non s"no io che genero, non so110io che sono aenerato . State benedetto perchè m'avete abba.n– do,ia to a me stesso. Ma mi avete accetta to come una cosa che serve cd è buo11.a per il ft11.e che vi preftgqete. E(:co, non avete 1'iù timo re di me come del superbi e del ricchi che riman daste vuoti. Avete POsto in me la vostra potenza, quella della vo&tra umllt<i per Clli vt a1t• nie11tate dinanzi alle opere vo!t rc. Nel giorno delle sue r,enera zion f quando l'uomo ricor da d'esser terra , e ecco, son d.tve,tuto con voi un principio e un co– ml11clame11to. Come voi avete avuto bisogno di Maria e Maria della successione di tut ti i suol a11te11atf. Prima che la sua anima vi qlorfjicas;e e che ricev~te da lei grandezza. in nanzi agli occhi deglf 1,ominf. Cosi avete avuto òl.sogno anche di me. così avete voluto, o mio sir,nore. Ricevere da me la vi ta come dalle di ta del prete che consacra, e metter e voi steit– so tra le mie bracci a in quest'imm agine reale! State benedett o perchè rwn rimango unico . E da mc è scaturita esistenza, e fncl– tame11to dal mio Jlr,lio lmrnort al.t, e a mia volta da me ht questa im magine reale per sempre, da un'anima unita con un corpo. Avete ricevuto dbnensio ,~ e ftqura. I o 110n tengo una pietra fra le bra ccta, ma u.1t piccolo uomo che grida agitando le braccia e le gam be. Eccomi congiunto all 'ipnoranza e alle oenerazioni della natu ra · e dietro a un fine estraneo a me. Sei tu dunque, nuova venuta, io posso alla fine ouarda rtl . Sei tu, anim a mia, e io posso alla ,tne vedere il tuo vfso. Come uno .specchio ritratto da Di o, an• cor nudo d'ogni altr a Imma gine. Nasce da me qual e-osa d'estraneo. Nasce da quesfo corp o un'ani ma, e da quest'uomo esteriore e visibil e. Non so che segreto e femmineo con una stra11a ,omlolian.za . O /I.glia mia! o fa ncltll la slmUe alla mia ani ma essenziale cui bisogna somi– gliar e. Quando dal desiderio sarà purl/l.cato il desiderio! Siate benedet.ti , mio Dio, perchè in ve• cc mia ,ia.sce un figlio senza orgoglio. (Cosi nel lib ro al posto del poeta lercio e duro. L'anima verginale senza dif esa e senza corpo tutta genero.sa e oradl tal . Na&ee da me qualcosa dt nuovo con una strana somiglianza! Da tne e dal bo&co profo ndo dei miei antenati avanti a me corniric la u,t essere nuovo. Eravamo richiesti secondo l'ord ine del– le nost-re generazlo,11. Al/i nchè a questa volontd speciale di Dio fossero preparati Il sangue e la carn e. Tu chi set, nuova 11e,iuta, straniera? e che stai per fare delle cose che sori nostre? Un certo color e degli occhi no.stri, un certo stàto del nostro cuore . O bimbo nato i,t terr a straniera i o plccolo cuore di rosa! o piccolo l ardello più fresco d'un ora11 mauo df l illà bianche! Er,li aspetta per te due vecchi nell 'an• tlca casa natia tutte crepature, r imessa con punte di ferro e con raffi . · Aspetta per il tuo battesimo le tre campane dello stesso campan ile che suo– riaro,i per tuo padre, simile ad angell e a fanciulle df quatto rdici an,Ji, Alle dieci quando olezza il giar dino e tutt i gli uccelli cantano h1 francese/ Aspetta per te quel gran pianeta sopra il ca11ipanile che nel ci elo stellato è come un Pater fra le piccole Ave. Q1ta1ufo Il giorno muore e sopra là chiesa cominciano a contar .si due pallide stelle simili alle vergin i Evodia e Pa– zienza! Adesso tra gli uomi ni e m~ di mut ato c'è questo che son padre d'u1io di essi. Chi ha dato la vita non l'odia e non dirà che no,i compren de af!atto. Come nes$uno è di se stesso, cosl -nes– suno é per se stesso, La carne crea la carne, e l'1torno U bim• bo che non è per lui, e lo spir ito. La parola volta ad altri 3plrlti. Come la nutr ice turr,ida di latte traboc • cante. cod il poeta di questa sua parota volta ad altri. O dei senza pupUla der,li antfch i ove non si specchia la piccola bambol a! Apol • lo Los.sia dai ginocchi irwa110 abb1acclabl O Téte d'Or a1 crocevia, ecco che hni be,t altro da versare al suppl ice che il tuo sangue va11.oe il giurame,ito sulla pietra ccltfcal Il sangue s'unisce al sangue, lo spirito sposa lo spirito . E la selvaggia idea il Pen!iero scritto. e la passione pagana la volontà. ragionevole e ordhiata. Chi crede in Dio, 11'è l'accreditato. Chi possiede il Figlio. pos&icdc il p<idre con lui. Stri11gt il testo vivo e il tuo invisibile Dio ili questo documento che respira! Cogli questo frutto che t'appartiwe e questa parola diretta a te solo. Felice chi ;eca in sè la vita degli altrt e non la loro morte. come un frutto che si vien matura11do a tempo e htogo, e in lui Il vostro J)CJLSìero che cr ea! . Eoli è come 1rn padre che divide il suo col bimbi. E come un albero saccheggiato d'ogni iblioteca Gino Bianco Pag. 3 frutto, e da c,,1 vt.cn gloria 0, Dio che col• ma coloro che han t q.me di benll State benedetto, mio Dio. che m'avet e introdotto nella terra del mio pomeriggio . Coine avete fatto passare I Re M:zr,f attraverso le imi dle del tlrannt e come ·avete condotto Israele nel deserto. E come ciopo lu11ga e dura salita aven– do trovato la gola uno ridisce,ute sull'al • tro versante. Mosè morl sulla cima del monte, ma Gto.,ui entrò nella terra promessa con tutto il suo pc:,polo. Dopo la lunga ,ama , dopo le lun ghe. tappe sulla neve e tra t nem.bt . Egli è simile a chi contincra a discen– dere. tenendo con la deitra il caoollo per la brig lia . E le sue donne gU vengono dietro sut cavalli e sugli a.alni, e i /I.gli sul basto e il materiale di uuerra e dell'accampa.men • to. e le Tavole della Ler,ge son dietro. E dietro ascolta tra la nebbia Il rumo– re d'un popolo che cam ,nina. Ed ecco vede il sole che .sorr,e all 'altez– za del gh1occhlo come una macchia rosa nel cotone. ·E ll vapore che si dirada e tu tt'a un tr a.tto. Tu tta la Terra Promessa gli a) >pa.re In una luce folgorante come una ntrova. fan• ch.tlla. Tutt a verde e ruscellante d'acqua coni.e una dom,a che esce dal bar,riol E quà e lÀ dàl ~rofondo dell'abisso Ml ~ l' aria um-!da st t1edono con pigrizia. al• zarsi gran va.pori biancht. Come -tsole che allent ano gli orml!ggl, come giganti carichi d'otrll Egli non mostra cu.rioslt<i nè .sor!)resa sulla faccia e 110nguarda Chanaan n.em– me110 ma ll primo pa..,so da f are per di – sce11dere. Perché Il suo compito no~ è d'ent rar e in Clwnaa,t, ma eseguir la vostr a volont à. Perciò seguito da tut to il suo popolo in ca1nmino, cmerr,e ,tel iol e che sorgei Non ha avuto bisogno d1 vedervi sul Sinai , non c'è dubb io o esito.:zio1ie nel ,uo cuore. s· le cose che non sono nell'or dine t'O• stro. son come ttie11te per lui. Non c'è per lui bellezza 11eoll Idoli, non c'è int eresse In Satana , non esut ,m.za in ciò che non è. Con la stessa umlltd: con cut arre stò il sole. Con la stessa.modestta con cut calcolò che glf era stata c.,,ucg 11ata. rNove tr ibù e ,neuo di la e due e mcz. zo di qua del Gforda11oJ. La terra della vostra pro,nessa. sensi– bJle. U sciateml invadere U vostro ~o:,oior ,io intellig ibile in quest'opera pomerl dia11,,af Com' è infatti il po,scsso e la gloUJ. e let proprlet<i e l'ordinamento. Di nanzi all' inte llig enza del poeta che di molte co~e i11sieme fa una sola con lui. Perch t comprendere vuol dire r ifare. La cosa stessa che &i t pri!sa con sè. Resta te, Signore, con me, perchè I.a sera s'avu,'cina, no,i mi lasciate/ Non perd et.emi con l Volt aire, e i Rc– nan, e i Mt.chelet, e aU Hug o e tu tti gb altr i int amf/ La loro a11ima.. è con I cani morte, t loro lib ri so1t /atti. di stram e. , ES!I .so1tmor ti, e il loro nome persino dopo mort e C veleno e putredine. Percllè voi avete disperso i superbi cd C!~ non possono stare 1>lù Insiemi!'. Nè compre11dere, ma .,010 distru gr,ere e dilsi pare, e mette r le cose insieme. Fate ch' io tutto t•eàa e in tenda c0n la parola . E saluti ciascuno col suo nome d esso per meu o della parola che l'ha /atto. Voi vedete questa terra ch'è la vostra In nocent e creatura. Liberatel a dal giogo dell'lltfe dele e dall' impuro e dall'A mo,·• reo/ perché da voi e non da lu i è fatt a. Lib eratela per la mia bocca da questa lode che vi deve, e co,ne l'anima pagana che langue dopo il battesimo , accolga d'ogni par te l'autorità e l'evangelol Come le acque che sorgono dalla soli – tudine fondono allo srot olare del tuono sui campl dissetat i. E come quando s'avvicina la staqkme che annunc ia lo str idulo volo degli uccelli . Il lavorato re s'alf rett a dappertutto a net tare Il fosso e l'a rro110,ad alzar le di – ghe e arare il camPO zolla a zolla col vo– mere e la vanga. Cod come ho ricevu to nutrimen to dalla terra , riceva a sua volta ll mio come una madre dal /l.glio. E l'arida beva con pienezza la bened.l• zlone da tu tte le apertur e della bocca come u,,·acc;ua chermishia. Come un pra to profond o che beve a cateratte levate, come l'oa si e la huert a dalla radice del frum ento, e come la dt>n• na Egitto dal doppio /ialtC0 del Nilo/ Benedizione sulla terra! benedizion e dell'ac.qua sulle acquei benedizione suil e colture/ be11edizlone sugli animali ~econ• do la distinzione della specie! Ben.edizione su tutti gli uomini! accre – scim ento e benedizione sull'o pera del buoni! accresclrneiito e benedtzio11e sul• l'oper a dei catttvfl Non è l'lnvitatorlo del Mattino, ne! fl Laudate dell'asce,11ione del sole e U can – tico del fanciulli nella fornace! l'tfa l'ora in eut l'uomo si ferma e me– dita quello che ha fatto e let sua opera legata a quella del plorno . E tutto il popolo tn lui si accalca per il Magnijl.cat nell'o ra dei Vespri qua11do il sole misura la terra. Prima che lon notte s'inizl e la 9log . r,ia, prhna che la lunga pioggia della not • te sulla terra seminata s'inizi! E io sono come un sacerdote avvolto nell'ampio manto d'oro diritto tnna.nzt all'altare acceso e di lui non sori visibili che ti viso e le mani che hamio il color dell'uomo. E egli contempla faccia a faccia con calma, nella forza e pienezza del cuore, Il JJuo Dio nell'ostensorio, sapepdo per– fettamente che voi siete là sotto la spe– cie dell 'azzi mo. E tra poco sta per prend.ervi tra le bracci.a, come Maria vi prese tra le bracc ia. E contuso col coro che o/ftcla nel sole e riella nebbia . Si prepara a mostravi all'oscura gene– razione che viene. Luce per la rivelazione delle gentt e sal• veua del POPOlo Israele. Secondo il giuramento che una volta sola avete fatto a Davtd, ricordandovi della vostra miseric~rdia. E secondo la parola che avete dato ai nostri padri, a Abram o e al suo .seme net secoli, Cosi sia! PAUL CLAUDEL Tlent.sl.n, , 1907. (Traduz, df An tonio Corsaro)

RkJQdWJsaXNoZXIy NjIwNTM=