Critica Sociale - Anno III - n. 20 - 16 ottobre 1893

CRITICA SOCIALE 309 tori i o ticn \'ivo o diffondo il sentimento della soli– darioL\ fraterna. Chi:uito cho non si intacc..'\monomamente il pro– gramma del Partito, ra,·orcndo lo svilupJ>Odella cooporazione. con,·icno osservare so questa prestasi per organiu.aro in partilo di classe i lavoratori. c.,ratteristica del p,111ito,si è dotto al Coogresso di Reggio, dovo essere la organi1.1.aziooodi resi– stenza. Ebbene.non si prosta forse la cooperazione a questo scopo f Non O per sò stessa, la organizza– zione cooperativa, una 1-osislen1.alegalizzat a che individui 3880Ciali fanno ad uno s~ulatore, ad.un qualunque flglio della grnnde famiglia capital istica? I..ocooperative di consumo alimentari, anche le J?CErS'iO organiu.atc. non rapprosontnno la resistcnr.a del consumatoricontl'o tutll colo1'0che, monopoli1.– zando lo dor1-atoo fncendolo pH1,•oltogirare nelle mani di into,•modiat·i inutili, strumenti di sfrutta– mento, finiscono J>CI' gotltwlo sui banchi de~li ose,.. conii numontato del doppio o fin del triplo del pre1.1.o d'ol'iginof Lo coope1:ativo di lavoro non rap– presentano fa 1·osistonzndi g1·u1>pi di operai, orga– nizzati J>Crottone1'0un ph'1 equo salario, o limita– ziono d Ol't\l'io,o ph'1 umano trattamento? Ed anche fra i lavoralol'i della terra, porchò do,•csi trascu– rare l'organiu.aziono coopcl'ativa f 'l'ornerebbe dan– nosa f\lt'SO, alla organizin7.iono di resistenza, una associa7.ionodiconfadini obbliqati e disobbligati che, montro tentano di ottenere miglioramenti nel paho colonico in corso, si agitano o lavora no per avere dagli Enti pubblici (Staio, PrO\ •inc.ie, Comuni, Opere pie) dirotL.1monlo la collivazion o dol io terre, elimi– nando l'ingerenza del nttnbilc app,,Itatorol ~ella regione Emiliana ò la fonna coo1>e1-ath•a quella cho r·lspondomaggio1·monteallo necessità di quei pl'Ololnri, li tiene sh-etli in una potente organiz– z..v.ione Il haprcparaU al colletti,•ismo. Nessun'altra ragiono iL.'\lianaba dato un raggruppamento cosi disciplinato dl IM•oratori. È perchà là si tenne conto dolio tendenze, dol caratlere, doi bisogni del prole– tariato italiano, o non si badò L.1ntoalla rigidi!:..\ delle toorio scritto. Ammiratore della disciplina ciel partito democra– tico-socialista tedesco, socialisL.1 convinto non da pochi annl 1 non posso accordarmi con coloro che di– chia1'tlnodoversi combattoro la coo1>01-a.1.iouo, percl10 indigesta a Marx, n Bebol o nd nlfro illustrazioni del partito. Lo condizioni di unn popolazione pos– sono consil{liaro i mozzi cli orgnniz1.azione preferiti in Germania. In IU\lin,se si vuol IH'Ogroclire, so si desidera dlsciplinnro spccinlmonto i lavoratori della torm, 80no d°lwviso che bisogno 1'à pensar e ad organiz– zare c1uostagronde massa di sfrutta.ti in associa– zioni cooperative provinciuli pe1• con quistare un migliornmento immediato, 11011 trascu1-ando le ri- ;~~~::~!~l~ ~:r~f;~~d~l1a'~ 1 i·c:i!8'~l~·c;rer~ t talisli a tutto danno di un'altra grande, classe che la,·ora e produce le ricchezze. 0. 0ARIBOTTJ. Socialismo di Stato eSocialismo democratico Il. I.a rl,oluzlone s~l11llsl1. Ilo dotto che il mo,•imonto socinlisla. si ò chiamalo od ò rrnncamonto rivoluzionnrlo. È verso la. rivoluziono, dunque, che si carnrnina1 Ecco lo.paroln. tul'china, nl cui suono si ris"egliano pauro o sporo.nzo, In cui I dosidori si appuntano, o che agll occhi di tanti nppnro, nolln sua rorrnn confusa,' B b 1ot l'unica espressione concreta. degli srorii dolorosi di oggi, de"risullnmonli recondi del domani. Ma.io non conosco parola. più vaga. in cui possano appiattarsi concetti più piccoli o BllllZiareconcetli più gr:indi, cho a. volta a. volta è C'apacodi perdersi no' con– torni indeftniti dì una gcnor1lilà a.stratta, o di prender la forma di una reai:ione del sentimento, o di conron– dersi con un 5010 do' suol renomeni, o di ridursi anche lld una rormola vo.cua, a. cui si guarda con ralalismo musulmano como &d un dt11• e:,, macl1ina, cho debba a un tratto, ed indipendentemente d~ noi, mutare la scena. del mondo. Un tumulto cho ,iorgo impronìso, o da una congiura rnodi!ata, o cho cresco o si spando, o la lotta nello vie, o la resistenza. negli ultimi 11s11orraglio.rncnli, cho sì com•crto in un rn))iùo trlonro: ò rorso questo la rivo– luziono1 Por molli, por ano.I 1>il'1 che non si croda, ò proprio questo, o In questo par che debba consistoro tut.ta ra– ziono di tutti, o dn ciò solo uscir tutto il rinn o,·amcn to: è una concezione gincoblnCL od nnnrchicn, che tradisco la conoscenza. scnrsa do' fenomeni sociali, un'angustia di attitudini montnll, un pcr))otuarsi dello tradizioni o do' concetti propri d'nltrc condizioni di vita. Per mo ò ri\•oluzlono anche questa; o più. propria– mente, parte, episodio, renomcno di rivoluiione, o non l'escludo dal concetto generalo di questa.; o l'accetto corno termino ultimo, movimento ftnalo. Mo. è bon :iltro cho tutto. Rivoluziono è 1111cho questa. cho giorno per giorno od ora per ora si compio; il mutarsi do"concetti della vita, dello Sinio, dolio relazioni sociali, o il ,·enir meno d'antichi pregiudizi, o Il sorgere di nuo,·i bisogni e il perir lento d'instltuiioni, di forme. che, per l'antica tr:i.diziono,paro va dovessero tssero eterne, o l':i.ccennare di nuovi organi o di nuo,·e funzioni, o tutto il rime– scolio di tnnti olemontl, o Il dill\larai eia ogni parlo di umori ,·nri, o 11 tendersi di ogni cla.sso o di ogni cos:i, o tutto insiomo qunlcho cosa cho ra della nostra Bocieià come un bocciuolo ogni giorno J)iù turgido od ogni giorno pili prosso a romJ)ersi. M,~ rompersi pur dovo bono una volta o nello scoppltll'O bisogna. che l'involu• ero no aia tutto lncornto. ... I placidi tra.monti sono do' giorni naturali o 1lollegior– nate serene, non già tli questa nostra giorno.la umana, cosl rose&di nu,·olaglla o gravida di procelle! Oli ingenui, gli oUimistl staranno nncora strologando Il ruturo nello pagine conrortatrlcl di un almanacco bugiart10 1 quando sonllrnnno sulla testa. il rombo del tuono e giù ,·onlr fttta, plcehltrollando, la indarno de– precata. gragouolL Cho i desideri, Il giorno in cui sieno pili nemcn1i e cresca la. spernnia. d'appagarli, si contengano ancora puienli; che I prh·llegl, Il giorno In cui stleno da.nero per essere ridotti alle ultimo larve, cadano per dedi– zione sponta nea di clii li ha: è un pensiero che polr.L germoglia.re nella mento di qualcuno, ma bisogna. cbo sia questi un remoto epigono del dottorPa.ngloss, o il dot– tor Pangloss tn persona. f: un'illusione Il credoro che sarà possibile trar dagli artigli l'ultimo. preda, senza che questi s"insanguinino nelle carni d'!gll assnlllorl o senta che no rimangano in ultimo mozzi. Chi ò dunque tnnto cieco che non veda la ragiono ultima di tanto nccumulnrsl d'armntl, o cosl sordo, che

RkJQdWJsaXNoZXIy