Camillo Berneri - Il lavoro attraente

- 10 - ahbia.mo vist.o -dhe ainche quesit.e personalità mal si ajai..ano ai ,1avori che non li intere.ssano, non li entusiasmano, non rispondendo al,le tendenze, a~1e attiLudini, ai fini Joro. Il -caso di Gustavo FJJall!bert è tli'pico, sotto questo aspetto. Egli era un lavoratore Clhe1·~tava •ta,lvolia a tavolino diciotto · ore consecutive, ma in ai1cuni periodi ili ,l.a.voro 1gli pesava, s-1a perchè stava facendo il lavoro cli rifinitura ;,tiJ.islica sia ,percnè stava facendo ricerche prepa:natorie. Mentre stava scrivenao « Mad,ame Bovary », egli ,dice,va in una sua. l·ettera (17 settembre 1855): • Spero che fra un mese Ja Bova.ry avrà il .suo ars'lnico nel ventre »; frase spi-egaibile da quest,o ipa.ssa.ggio chl una 1ettera dello stesso mese (20 settembr.e): ,. Lavoro rr:edioarement.e e « &€111z,gam,to » o piut,tosto oon disgusto. Sono veramente stanco cli questo lavoro; è una ve1,a ,; perui.tenza » per ane, ora.». Quando scriVfwa « Salamrn:bò » (1858), un so:o capitolo dal qua!,e romanzo gli co~tò >tre mesi ct.i wocanito lavoro, egH scriveva in Uiila lettera: • Mi cori,co ogni s,era estoouato come un rnanoval~ che ahbia spezzalo doi ciottoli suLle vie maestre». Quelllo ,eh.e si osserva nellle grandi individualità Jo si riscontra anche neg.Ji uom.iiili comuni. Per tutti il lavoro intellettuale può .a.vere una lunga durata, continuità e ,clare buon profitto, quando iha. per stimoJo J'i1ntere..se, nel senso spiriturul.e della paro>Ja. ll dire: « lavoro senza fatica,; si,gnifica • Ja.voro senza aver •coscienza di stancarmi». Un cO'Iltahile dhe fa calcoli semp;Jici ed un ast:r_onomo dhe fa cal.ccJi cc--mplicatissimi si s,tancano tutti e due, ma mentre il pr-imc, sente il ,peso della - fatica in quamto non è anima,to da al1cuna pa~sior,e conoscitiva, il secondo trova neH'aricla rnec.cam,icità del calco:o un aJlito di vita, una auce eh.i lo H'inge a vegliare e ,gli facilita Ua veg,lia cacciando iQ sonno e masaherando J,a stanchezza. L'elemento negativo del lavoro è la noia. La 010ia è !a coscienza continua deMa fatica ed è aJ tempo .steSSIOun ooefficient.e della. fatica. n ra,pporto fra Qa noia e la btica appartiene al 1avoro manuale quanto a quello intellettu~le, ,poicihè qualunque attività fisica im})'Hca di necessità una certa attività im.temettualie. I,J porta:lettere •cli camp.a,gna che percorre qgni giormo il viotl,olo di monta,gna, non è attratto, stUJp.ito, entusiasmato ò.al panorama che si svolge sotto i .!;UOiocchi. Ogni svolta 111.ongJi prepara nuove impressioni come al turis,ta innaimorat-0 deJla montagna che sale sui fia.ndhi rocciosi, non ve,dendo l'ora di esset'e sulla cima, per spazia.re •Con lo sigua.rdo e co,gliere bellezze ma.gigiori di queJle che Jl viottolo Sa.%0SO ed erto g~i offre continuamente. Cos,ì lo sca1p,e,l'lino non prov,a certo J'ebbrezza del!lo scultore dhe veje ad o,g.ni ,colpo di scalpello concretarsi un po' dell"immagine che è viva nel suo genio. · Biblioteca G1110 B1arco

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