Critica Sociale - Anno I - n. 11 - 31 luglio 1891

CRITICA SOCIALE 165 il senso e&\'allcresoo - questa gouuna. del diadema borgheso - la generosità , 1 erso il debole, verso la. donna, è spcnt.1. affatto In costoro, invidiosi degli allori, emuli dello vergato, che infamarono l'Austria, accam– pata in paese di conquista In questa caccia. al paria, al plebeo, alla classe sog- ~:n:• t~tlo c~tò 11 c11~ 0 r pd~~\tfu,P;~!3u~ :a 0 : i=ac1!~ difesa, persino il più comune pudore. Il concerto è sompro presunto, basta esser,\ lro\•a1ì sul Jul)go. Se vi ò dimostrnl.ione collotti"a, scmpro vi è minaccia o Yio– lon:r.a- la ,iolcnza morale! - bcnchè nessuno si di– chiari intimidito tranne che da brutalità. dì schcrani. Il pericolo per l'ordino pubblico è talmente presupposto ~ 1 il 0 ;~~~n 1 ~0 8 ìc1ii~:~,~~:pcl~rg~Ni~~ci"'~s~~? t!~t ~i della difesa son dichiarati inattendifili i,a ma.uima, e l'ammetterne \'nudlziono O divontato. mera ipocrisia, poichè O convonu10 cho non influiscono sul giudizio o, sonz11dìessi, 111 sonto nza ò già.d at:t..In compenso, un regio Jodico qualunque ò ascolto.lo come Ulll\ Sibilla, anche se con1ro.ddlcasi b!Wia\mente, so reciti ftlatcsso di nomi evidentemente imparniiccio, mentro non ra.vvise1-.\ ~e~\f!l~:in~i ~l~id~~~I ~~t\\\~~Ì,p!f~hà~f1~aitr1.~~I t~~t: ~rr;;t~it 0 ~i:bT~ '; ~\~. : 0 g~~id:~l1ic~~e~g~t~~e~: di Roma) tempestano il cancelliere di imperiosi e pren– dei~ nota• soltanto o.d ogni circostanU\ che sembri ~k~ov:r:u~c':si\~t~~ ii'~èi!6t~~~ 11~:.:. ra,~~~tt~ gr:Jf~~ di toner Cedo a.I giuramento prestato, immediata.mente isi 1 :,es~l~~s::o o ~rr: 1~~: f! 1 p~h~~'i!i: 0 ~:=~~ sugr7~~ 1 ie a un tale stato di cose, la cui notorietà non ~~:i~\nf0:1~!d~!:~da~::: 0 ~,:: 0 è~nvJ:t: 1Tg~a':tn!; liberalel 0o,,e sono i patriotti, I sopra.cciò, i martiri gloriosi, cho proressa.,·ano di comballero per la libertà o pel diritto, dove 5000 i difensori del popolo, la le- fl~~r: i~::1~~ 1-;~ ~~m~led~et~~~~o~l~\\ev~a~i~C:•ra~: corno l'ultima puttana al primo roga.ntino venuto, o ~:r::a. 0°R::i~L Pd'!~-~ci1: ~~:~si~r-~~~~~st 00 :~1:?ii~ gente o modornn, cito a. quost'o,1>orasi era promessa, cho a.ccusa.v& I po.rtiti opernl d1 sconoscenza maligna, dove siete od eroi 1 Stat o ancora p onzando programmi da abortire fià. morti, o Il pugila.to parlamentare v'ha am~ ba3:it1on! ~:~;: ~F :r :~ti; ~ r:; ~~a:ovs~\°n:c?o:~::o: A voto anche voi l'orroro della pio.zia o dei tro squilli di tromba T Noi giornalismo radicalosco, questo palladio dell'idea, cotesti fatti appaiono a mala pena come crono.c11.i coi soliti rìtornelll obbligati di 1ualcho e deploriamo•• cosi cinico o f'roddo che rasenta 'ingiuria. A Milano, in un J>iccologiornale, v'è la voce solitarh\ di un incorrotto, elio i suoi fratelli politici giudicano scnz'a.lt1-oun fana– tico dl altissimo ingegno, ed esce a quando a quando ~~ 11 u1~\:~~\:~ 5 ~t~~~~~:~~;.f, 0 ~ s:°{!Jft~s~i;!~°mt~ il marasmo scpolcralo o codardo. Chi sei tu, Dario Papa, un superstite od uu visionario, che rilutli alla turpe connivenza. di t anto ver gogno t 1-:decco, noll' orgo.no cho ru giil. del figliolo di Co– mandini, un nostro amico o collega. - cui non fanno ~~;::1r:~ r~~m:iu~~~in1:it 0eo~ild'À~~cl1;,- c::°:~ rifonna di condanna. più mito, app ioppa.va dieci mesi di sepolcro cellulare a un ragazzo per due sciatti mon– cherini di t'l-aso lanciati in un Comizio, additare quel giudicato allo turbo come un campiono ramoso di sa– pienza giuridica; o, In nomo della scuola positiva, do– mandare al Porri od a me che ,•i apponiamo la firma. Ebbene, no, caro U.ciere, la firma te la. rifiutiamo o la scuola positiva. in questi scem_pl non ha nulla da vedere. Essa vuole la solozionodoi migliori o l'elimina.- ~~~~fa.:1!in~11Ì~:~~s~~n~!a. t~~1~e 1~ 0 :!~1ttZ!·~1,J~v;~~~~t~ Livo.,la so1•iotào la. cortezza del danno o non si con– ~~'~1;h!~anne pur sicm-o, dietro questo bisantino qui· 81b1ote e Quando, nolrassemblea. l'idaneiana. o tranquilla. della. f:,~~ob:~ft~i?~•,~~. 1 a/:: 11 fo~~ 1 tod~ 11 ini::~z!'.a~~~llff~ bietolona o balorda., che letloralmenlo - come tu li ~!:ia: ~~n~~:s~~i ; d:o~~.a:~a i~,.~~t•~ti~i10 8 alr~ lanterne che pendevano dalle quinto di h-aliccio - a t~\:~ ~ 1~: :~~l:n~ 1 °i~~~~e;1:S:f~t~\ 1 ~ 1 q 1 !e1fa~~~nit con quelle disposizioni, in quel giorno. avrebbe mosso il dito mignolo per rar male a una bachoca. o a una ;~~~s.~ 1 ! 0 p~ ~N~~~i:d:1 t~ i i~!f!c~~t~u!: ;:f! 1 ;c~:ro~ :, 1 u:: ~~::~~fi·u~•~: ~~;,~d1~i;~!~fzi~~ur°~/~it:~~~·ro1:· citarmi anche tu il Vonci•io Laudi; egli ò assente o r:~ 1 ·~~~~~~ 1 1:1~ 1 t~~l!:::;s~sOiiit~ ~igg(w ;~~\ ~~? :es~tic~P~ fuggitivo. Corto, so 1uol cPtogli ac.hlob1ta.no non ò leg– genda, o egli a.vova a parola di fiamma, o gli furono ~"r~n:::~n~~ 1C:'~:t~ttif'~o~1t~g:l~~~i l ho\'~~~~~t:a~~t~~~!~ rance di no mo.. Ah! non si giudica.va cosi, cnro u,cicrc, <1uo.ndocn– irambi, dtoci o.nni nddiot1-o,distillavamo dagli insegna.– menti del Mili, del nomu.gnosi, del Bocc3ria, dello Arnbrosoli, del Cnrrara, del Pessina, l'abborrimento ai ~~~:!~~i t~e~fen:!ir~f•p::::io~~i;~~a:~~~!.a ~~li!!~:~~st~ dominante, tra sch·o di baionette, two,·o. eretto a suo ~l~em~~~~:t~c::~:n 1 :l~u~ ,r~~~~~ ~ o.dp: ::rt 1 1~ 8 c: ::~~~ it~~~:• i3ite~:~i s~~~C~:f:siii1~tl p~~~i~~!t~ quelle nobili massimo cho tu certo ricordi, o che non cito pcrchè non sembri che ci scambiamo tra av,•ocati le comparso conclusionali. PotTOsotto chiavistello, per lun&ra.s01ie di mesi, giovinotti generosi e imprudenti per quattro p1-oposizionlsbilenche che nessuno ha rac– colto, cho non produssero ad uom ,·i\•o nè danno nè ~n;,~~· r~~r,:gri~~ 1 ft:~~ 11 ~- :a~\ sr;;·~:\ ct;i~~1f1:: e riservat3 ai Tiberii •· Pareva diretto assoluto, nonchè di senso e di prudenza giuridica, anche di senro morale - e incora.ggia.rlo, dai pubblicisti liberali, era stimato superfluo. Ma tutto ciò, se piomba nel lutto o nella tentazione infiniti sciami di famiglie, so innesta lentamente nei cuori i lie,•ltl maligni, non turba noi socit\Ust.1 cho, soli, dil gran iompo, tutto ciò ,·odemmo e pronunziammo. Abbiamo lotto lo storie del passato o ci guardammo d'a.tlol'llo; sappiamo cho quel che 11.vviono è fatale e cho il 1>cggiono minaccia. Conosciamo questi bottegai !~~~:~.•tis~1~!ph~!n:o s~l~~li~~::~ilo~1~ •. ~1o~i~) c~fti~i~~tr~ gra dualo a bdica zione m01-alodella borghesia ila.liana, In. qua.lo, gilt.in, ·occhiata primo. ancora d'essere stata \'ir ilo , em ulatric e rapida nel nmlc, tardigrada nel bene, dolio consorollo ll'oltr'alpe, si diehi.lra. tutta ormai già. im1>0tente- dai suoi ministri Ili suoi giudici, dai suoi ~~~i~·~:io sn~~~t;a;~f1~1~ ~0 1 ~i~T~r Nlùu~ 1 ~~:~~: ~':,S:,Ima~~~~~~:!~ :ft''~oE ~~~!c1\!~::~~~hano~;.:e~~~ 1rcbb'cssero onesta, si ta~lia da sò stessa la via di un concordato coi benefici dt logge e prepara, inconsape- ~~,l~i• ~1~ucf!;~i°sr:,~ic~u~e~~~:i~o g!~~~~• che non Avv. P. T. DIVISIONI NECESSARIE Nei primi fascicoli di quosta llaccolla parlammo spesso e volontieri doll'lh1ionc clcmocralico-1ociale sorta 111 ~U– lano. Essa non tradl le speranze o ru giovanilmente vi– talissima per numero (oltre 000) o rrcqucnzo. di soci, sedute tempestose, risolulozza. o sl3ncio. In scguit.Q al· ~l~~m;o~?t:10~:~wr-:~~;ieWan~~~t~· u~~g;~i 8 ! 1 !:ia1\:fi, rifiutati dai democratici ufllclali od altri esercenti, con• correndo cosi a p1'CJ>amre una Jliù logica costellazione di pa11iti e u. sfa.tare vecchio lbrmulo morto - o iu

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