Volontà - Anno I - n. 1 - 1 luglio 1946

LA COSCIENZA ETICA E LO TATO La ragione d'~erc dello Staio ru dcfìni1a da <1uu.i tuni i fìlo-ofi •·hc -,·rh'!,ero di poli• tica, e particolarmenle da quelli della --=•·uolaideaììsla. quale di naluni t!lira, "Ociale e pedino "r,irituale. Ben diversa tullavia è la natura dello S1a10 <1ualc è diret1a111e11tee· sperila e conosciuta lanlo eia 1·hi for:rnlamcnle IQ accella e lo ~ubi~cc <'0nlC da chi ne fo 1,ar1e, da dii ne tiene o lenta afferrare le redini. Lo Staio è 1,rimamente uno strumento di JlOlere, il più romplclo il pii, v:1•10 ccl cr– fìcace che l,a mcn:e unrnna abbia mai divi~alo, Ogni individuo semrn er1·e1.ione cd in op1i lilla attivitì1 l'intuisce e lo sente come un potere estraneo lungÌ•Ollr:tlllC ctl omnipcn'a– denle; d:1 c,pericmrn e da prudenza ogni individuo è condotto ro,t:tntcmenle a tenerne conto ,,i:1 Jler cvilarne le interferenze rhe per adallarvi le proprie volontà. L"avvedute1:~.1 politica del ciltadino 1·onsiste aJJ]JUlltOnel saper hr valere i ,.uoi i~tinli e le ~ne ambi• :1j1:::~, c~~:::: 1 1 1 ~ ~~ 1 :ill't:1 1 : ::o e l:;~;:~;~:u:la!~~b~\:'r:i ::~~e f~~re:~~:,'/d(;;;10 es::~!o~i;;.::::1/ 1 ~· perme~se, (ì:o:;li uhimi sviluppi dcll'c,,olu1.ione ,.1:uale veramente avveduto è oggi quel ciuadino che entra nel meccani,,mo dello Stato e si fa di ee,,o- 11arte inlegrante. Giacrhè la slrulluru d,·llo Stato, ben lungi dalre~,.crc ctira, rieuha meraviglio~amc!1le ,ulalla :d– J'esel'Cizio d'i!:linli e d'ambizioni quali un individuo qualsiasi 1•he l'Onli unir11111cnle~u ,,e fìle,.so ~ sia inca1rnce cli com11romcs,.i furbesd1i ,·ome di rinuueie a11r:1ren1i non potri1 n1:1i iru:ontrare• Quanto all'cticilù dello Staio, d1c c111ue là l'Crtamenlc :qJpare e non ~i può co11111le• 1mne1ite negare,, 11011 è per nulla allo Slato ronnaturata, ma è unir:nncnle il ri~uha10 del 6uo e!ttcre docile e pieghe\lolc strumento nelle mani dei pii1 forti di volere e cfambi• zione che dello S1a10 tengono le redini e possono inciden1al111cnle pro,)Or ..i elci fini etid, vo'.ere il bene délla socielà, la sua armonia e il ~uo Jlr0gres!O. Ciò aJ)Jntre evidente se ,,i. considera come delle i:stituZioni ron(e:,,,alamente e1idu! fondate, o meglio, acc.&parrale e direlle dallo Staio J>OSSonotra~forinar,-i, ,1ualora a diri– .;erle e ad amminislrarle vengano uomini non eticamente ispirali. in im1>re~e di ,.eanda· ]oso ed inic1uo efru11amen10 degli anunini!'trali nonrhè di curcagncseo rendimento 1>er gli .amminis1ra1ori, per le IOt"o famiglie, dicche, mignoni e clienti. « _sono gli uomini e non le )(;ggi d1e hi:,ogna ramhiace. i: l:1 naturu morale degli uomini d1c rom1)ongono e <lirigono uno- Srnto <1uella f'hc garanliSl'c la gius1i.da dei r:ip• porti t>oriali, e non già I? forma di governo, il colore J10li1iro dclln da,~e dominante od i 1>rinci11i fìlosolìf'i od altri a cui ,:,'i~1lirano i gO\lernanli "· Ques•a \ICrchi:1 massima da tulli ricono~ciuta eome vera ma da tutti trallala come se non fos:.e è 1>cr1a11toguelfo che ... erve di moti\'o e d'esperienza fondamentale ad ogni intelligente oppo,.izione Ji prin• ciJ>io e d'azione contro lo, S1a10 da parte. d'indi\lidui e d'associazioni che !lo1muu110 in merito di que~ta ma1-.,,,imasi dicono e sono etic.amdHe coscienti, Se lo S1ato c-'è 1u11avia, c'è perchè ri \IUole. Come ogni altra i·o~a e~o C nel 6U0 e,,. i.ere la .sua ragione di dover essere. L'anarchia, -si è detto, non è J>O~'-ihileche -in una sodelff di sanli. GiustiS5imo. Ma rhe ros'è una volontà elica :,e non ,,uella che vuole una &ocic1ffdi santi? Ogni volontà etica quindi de\le tendere all'anarrhia. Qu:111douna volontà che si dice elica $i i,ubordina allo Stato e lo gju51ifica e lo ('Or• roborn non lo fo in quanto \'Olonli1 etica 111:1 J)Cr quanto ad esea di non etico si accolli• pagna. Lo fo in CJuanto volonti1 politica, in quanto cioè volontà di un individuo o di un .gruppo d1e vuol vivere e dominare nella l)Odetà sloric.a e positiva. non etira mai, in cui viene a trovarsi. e quc~lo ancordtt: giuslifichi la propria azione con proposili e1ici di 16

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