L'Unità - anno VII - n.49 - 12 dicembre 1918

.. « cosll'11lli .a chiudere le ofllcine per m,mcanza di mano cl'opera! li pubblico teme invece una , pletora di bruccia. " Produrre, produrre, produrre è il motto del " rnon,enlo. ~la come rispondono alcuni provvedi– " menti mi11iste>riali a questo programma? Si tol, " gono di colJ)_O e se-~za' il consenso degli inetti– " ,triaL·i, per mando,rti a cercare lavoro· nei loro " paesi, tutti gli operai comandati, prima 'che ri– " tol'ni no nelle officine quelli ancora sotto le armi " (per i.Jritorno degli operai che si trovano in zo– ., na di guena vo.lgono ancora le restrittive nor– " me di esonero vigenti durante la guerra guer– " 1·eggiala) e le officine che Lavorano per le opere " di pace debbono rallentare o fermare addirittu– " ra la Pl'Oduzione. « Sr deve- all'energieo intervento del Sindaco di « Roma so per contrordine telegrafico le più gran– " di Centrali Elettriche che danno fc,rza e luce a « Roma hanno potuto continu-are a funzionare, , trattenendo il personale che in ossequio alle di– " sposi.toni dell' autò,·ità militare doveva torna,·e " alle proprie case e cercarsi lavoro/ " Si concede ogl[ op~rai delle o!flcine di guerra " costret1' n cessare la produzione bellica, la mez– ,. 1.a paga, formando cosi un esercito di pens!o– " na,ti mentre tanta pr,rte ~!!'industria nazionale •1 cerca invano la mano d'opera neces.,aria ad am. « p/iare i propri impinnti e a sviluppare la pro– " rlu:ione. Per esperien:a pos~o dfre eh.e i nostri " ope,·ai preferiscono tutti la mezza paga e 11On lavo-rare (la magqior parte si occupa un po' in casa o nelle campagne\ piuttosto che. lavcrare in " officina a Pnaa intera ». Richiamiamo l'attenzione dei nostr( lettori sulle ultime parole cli questo documento: il proletario italiano, in generale, non trova nel proprio tem– peramento mornle nessnna spinta ad elevare il sno tenore di vita: quando ha gvadognato qnel che gli occorre per 'vivPre, non sentP, nessun biso– g-no cli lavorare di più per guadagnare di pfti e \'iver meglio: preferisce passa~e in panciolle il IPmpo che non è strettamente· richiesto dal lavoro ,lic!amo COJI alimentare. Questo avviene a. .Terni, dove gli opèrài preferiscono la mezza paga senza lavorare al lavoro con la paga intera; questo I! avven11to, secondo la nostra esperienza diretti\., in mplle campagne <lei )-le1.zogiorno, dove i brAcclan– li hanno visto ne,tli a,Jtissimi salari di guerra un motivo; no,, per lavorare-di pii\ ma per diminuire le ore cli lavoro. Forse è questa una. forma di' alta saggezza: go– <iersi la vita non appena si guadagna lo stretto necessario, ~ forse µiù urna.no e più ragionevole <·he vivere in un. continuo stato di fatica. e cli ten– sione per migliorare le condizioni materiali del– J'psfstenza: pane 0 cipolle e animo riposato e sod– òi,falto valgono probabilmente, nor. solo dal pun– t-1.cli vista tndiviclna.le , ma anche da I punto di vi. sfa rodale, assAi meglio che grapp,i. e rosbiffe e spilito à,bbrutlt" e ne,vriistenfzzato da µno. fatica rcce~~ivA.. !Ifa questo non ha nulla da vedere con l'a rg"• inento, che ci occupa ora. Q11el che oggi imporla, ~ cli nffermare che non è il caso di preoccuparsi ll'Of)pO del cinque milioni di uQmini che devono essare smobilitati; e rhe è assurdo buttar via a priori denaro in ~ussirtl di disoccupnzlcne e nuove 1mghe senza esaminare caso per caso se ce ne sia veramente necessità. La gente che si ~ adat– f(Lt,, alla guerra, si adatterà assai più facilmente nlla pace, purchè il Governo Intervenga il meno che sia J)OSibile, cioè solamente in caso di evi– dente necessilà, nel gioco .spontaneo delle- forze i11cliv!duali. La up:gestionc, che fa " tremare le vene e i polsi ., di 'fronte aJ problema della smobilitazione, Pasce rhi dne cause: 1. la paura del bolsoev!smo: la nostra borghe– sia· vigliacchrtla teme della sua stes a ombra; ve– rie con angoscia il ritorno alle ca-se cli quella massa cli ll(lmini: si immagina, tenendoli sotto la disciplina militare, di averli più docili: e non si "vvede che é proprio cosl che li rende bolscevichi! 2. i militari di carriera cercano di tenere sot– to le armi più uomini rhe sia possibile, più a )un– ito rhe ,sin possibile: ogni giorno che passa, è una speranza di promozione, magari a! posto di un superiore che muoia di !ebbra spagnuola: per- L'UNITA ciò i11giganli~cono artificialmente te di(Jlcoltà del– la sitnazillne.' Tutto questo è naturale; e noi non ci sentiamo il dirillo és8et·e troppo severi verso ceri; p1·egiu,– tlizi sociali e certe pl'eoccupazioni cl, classe. Quel– lo, che è imperdoJJabile, è che gli uomini di go– verno si metla110 a secondare quei pregiudizi e a servire quelle J}reoccupazioni, L'Unità. La mano nera .\lc1111igiornali della Jiano Nera hanno pubhli– calo una J)relesa intervisia con Edoardo Denès, il ministro degli esteri della nuova Boemia ,n cui si legge: ' " Ecll'arct Benès ci parlò quindi clell·a, venire " dell'.Europ,. cer.frale, sottoponendoei una carlu " etnografica, in cui le naLionalità di questa parte « dell'Europa sono racchiuse entro i limiti di 1111a 'I zonn che Benès definisce zona peritoLOsa. Soto u CQ11 sprpresn eh" Trieste ·viene annessa 'in qttestn « carta alla Jugoslavia come territorio slo•>eno. JJ " conflitto italo-jugoslavo, secondo Benès, ha as– " sunto 11ncarattere tale, che darà luogo al pros– " simo Congresso acl una lùtta diplomatica, in cui " unn nelle due parti rinJarrà soccomb•nfe • Re– " nès prevede la nostre, · sconfitta, pttl'e voÌenrlo " l'ltnlia ottenere compensi rii altro ae·1cre. T.a. " Boemia, - aggiunse Benès - è grandemente « interessata alla sQlùzione clel prohlerna. jut>,"O· u slavo per In s11a naturale tendenza a. tro\>are u uno shocco nel mare Adriatico ». C:hi conosre-,JJ pensiero cli Ecloa.rclo BPnès - e noi lo ronosciamo per averne spesso pnrlldo con lni e coi •uoi amici -; chi è sicuro cl~lla ~ssolntn proliità e le>1.ltà clell'uomo - e noi ne -,;amo si– rnrissimi -: non può non riconoscere in questa nseuclo-intervisfa, una <'liquelle numeros,, infami · n1rnzog,nr. ron r11i Si cerrn rli ~emint1rr c:o~petli frn l'Tlnlia e i nuovi Stati slavi clrll'1\ust.ria. nel– l'in/r,·e.<.,e lf.el/11Germania. *.* T giornali della ?lfono Nern hann() pnhhlirato la noti1.in che il r.onsiglio Nazionale C:roato cli 7.a– s:ahrir ha nominato comandante su1wemo clell'e– serrito jugoslavo Boroevic. il genernle rhe coman– clò l'eserfitc, >1.u•friaro nella p:11erra contro l'Italia snJ C:nrso e sul Piave. TI fatto, in -l'è. non avreèbe n111lndi nssnrdo: r.o. 1 our nel 1861 accettò nell'esercito il ali ano il ,te r,Prale Pianeti, rhe o.ncora nell'a<rosto nel 1800 pro mette,,a a Fra.nresco TT di Napoli cli shara!l'lian Qaiihalcli nella piana cli Salerno: e il PianPll (11 noi uno nei mi,tliori, se non addirittura il miglior<' <lei gcn_erali italiani dell>1.sua a;enrra1.one. Tn pP– ' inrli ili nrofo,:,dP rris; politiche siff>1.tticambio.men. ti sono romnni. Solamente, in qne-sto raso il cnm– hinm<•nto •a.rehbe stato nn po' troppr, repentino· C:nvonr e Pianell aspettarono nove mPsi n metter– ~i rt'arrorrto: BoroPvir <' il Con<::.i~lioNm~ionA.lP rroa. lo si sarehb•ro messi rl'nrcordo in nove ,,-!Òrni. ,ra. ln n~liria Pr:1 ... inventaf:1,: n Nf\i primi ~iorni rlell'inclipendenza dell,i. Juo:oslavin - ci fn sane– re T.11riano ,rn,n-ini .!,.. iJ C:onsio:lio Nazionale 241 ~Iano Nera vuole ad ogni costo la lolla con gli Slavi ciel Sud, a(flnchè non sia pootibile costruire tr, ferrovia Spalato-Danubio, che minaccerebbe di concorrenza i porti di Trieste e di Fiume con gran– rie vantaggio dell'Italia centrale e mel'idionalc. Per alimentare i malintesi ed aizz!lre gli animi, la ,notizia che Boroeviè è il generale della nuova J u~oslavia fa comodo assai è raci te,' infatti", de– durne che la. nuova Jugoslavia è una mascher~– tura della vecchia Austria, e come la.le.va combat– tuta dall'llalia con accanimento imn,ulato. •*• La Tribuna del 23 novembre pubblicava con, la firma " Gentili » e con un grosso titolo: « Il com– plotto jugoslavo: volevano occupare Trieste », la seguente cor1ispondenza da Thesfe: · « Ora &iÌa luce su quello che a Tricsf1 chiama. u no il complotto jugo-slavo-croato. Vi dico sol– " tanto questo: se la sera del 3 :1ovemb1•c,J'Attdace, « col generale Petitli e le truppe italiane di sbar– ,, co, non occuparono mi11tarm~nle 1'rieste, il 4 u noYem.bre, dalla vin cli Fiume e T.nbiana, sei « battaglioni jugo-stavi o me'l'lio ex-ausliiaci be– " ne armati, sarebbero scesi n Trieste cd avreh– " bero preso foTmale po«sesso della città, terro– " ri1.zata per cinque giorni consecutivi da atti di « violenza e di teppismo. La fortuna ci secondò. Gli italiani, sono arrivati tin giorno prima. u Organizzatori ,lella. ~nlata i Consigli nazfona– " li di Zaga:bria e Luhinna. Complici necessari " l'avvocato Ottocaro Rybnr, deputato del terrlto~ ,. rio di Trieste--a I Consi~lio nell'Impe,·o, l'avvoca– " to Slavik, depqtalo pure del tarritorio cli Trieste ,, alla Dieta di Trieste e il socialista inlern'aziona– " le italofoloo Antonio T11nlnr, rhe arpoggia gli " iugo-slaYi in tutte le loro piiì smodnle pretese. L'Anrlqce e la f(l_l<?i!la ste,Jla cl'Jtalia ci ha sal– u vati u, Roha ,la senth•si accapponnre In f,Plle per il pe– ricolo mortale. che abbiamo ev'itnto! Ma niente paura: la storiella è inventata •la cima a fondo. Ecro, in f,i.tfi, che cosa manda dn Trie.ste Gino Piva aJ Tempo del 30 novembre, clllè ad un.gior– nale rtelln Mano Nera, « Qui ha prodotto. 11n certo sii1por·e. In pubbli– rnzione in 1111 ,tiornalP romnno cli rose che non " sono mai n1•nem,t,. SPcon!lo il rnrronto conte– ,. nuto in nnn rorrisponclenrn <la Trieste". sei bai– " lnglioni iugo-slavi o mec:lio ex-nuslriact doveva– " no dalle _vie di T.11hi11nar di Fiume calnre su " Trieste ))er occupo rla in JlOme della J11goslavln. « Questa occupazione era framatA. ~emp,·e secon– " do l'inform'atore, fon gli accordi Ilei Rv'bar e « negli Slavik ju,toslovi, nonch~ ni qualche so– ., rialista. L'informatore s0<:,tlunge che se la do– " menirn 3 novembre. iille orp tnli. non fos~e <- nrrin1to l'inrroriatort? Autf,rrP rnn il czovPrnato– " re la sorte ... cli Trieste avrebb(, corso serio pe– " ricolo! La italianitll ni Trieste si ridurrebbe a– " ilnnque nc1 un,i. qnes(ione <li orario .. « Ora, a pa11e rho le personP, nrrns ,i.le ,lai cor– ·• •c;!spondente clel gloTnale ro.m~no rli romplottn. " re ron I sei haftaglioni che dalle vie cli T,ublana n r cli Fiume nvPvano, ~e r'ernno, pil'I probnbil– " mente- voçrliA rli ::-indR re :'I rrHrn eh" ili occnpa.rp " militarmente ,m,i. città: ,i. parte. nico. che quel– " le nersone avevano atlerito nll'im•io tiella famo– u ~n torpediniern :t Venezfa ner (l;nrmlirttre un:1 « orrnpazion;, rhr non era certamente nnell,i. rroa– ,, In: io non so rla qun I punto cli , lstn si parta nel « vnlorizrnre Mslantementc Il notere nltn1i. rioè u in 011e.c:to c:1.c:o i1 potere avver~l'P·io o ne-mico, r011 « romanzeschi rapitoli di hnttao:lir,ni p ili ron,zfu. r·e rli nc:o:uati c <li rlnemato,trafle mililnri e ro– " litiche cli rni noi. nJ>r lenen<lo hene apprti o:li u orrhi. nnrtinmo c:rs:t.Ti::Ament(\ f!rrn1·17rnrtort. Jn. " len,liarnoc; hene: io sono hen Inni ano ,lnl fa re 1• l'n.vvornto rtr~li c:lflVi r <lei i::;orinlic:tir nronrhr 11 l'n\'vorA1o rlrl f1iA, 1 olo. 7\fn nenc:n f'hr Ri F=rre<lito 11 1Af'fln~a nnzionale rhp 'noc:n, Rnll1 rnr1,nP ~111 ,t;. « rittn nell'arrrenitarr rorze. ~e non rlirilti. 'hl- " fere nrr('sta re il generale Snrkotir !l'Oifernatore ·• ,!ella. Bosnia Prl il i,ener;1Jp Atems '?overnntorr , della Òalll"Mia. Ora sono tntlj e clne ronflnati t in JnrPlità c:ic-ura P hPn vi,:zilnti P rontro rli pc:~i u t;;.j i~fn1ic:rp un nrorP~c:o per ab11c:o rli poleTe.NPi u ~iorni ~rorsi il .,.enerale Bor'l)evir. P'< romflndan. « te ,leJln 1.,on:o Arm~e. scri~se da Tnhi~nn nnn " lettera al r:onsio:lio Na1ionale Jno:oslnvn clirhia– " rn\n<lo ,li nutrire sentimenli <nalrir,llici come « qunlsinsi altro flgl;o nella C:ro,i.zln e chiedendo « il nrrmesso ni vivere rome nrlvnto rlttnd'ino n " 7.,i.,zohnin. T.n~oinanrla. del o:•nernl• Boroevlr. ,e rli~r11c:~nnc1 ron$\g'lio Nazionale. vrnnr re~pin. " la nprrh/> <lnrante la ~,errn, nelli, sua qnnlil/1 ,, cl; o:enerale, Boroevir non si era rompor1nlo n- " mirhevolmenle roi soldall i11goslnvi. TI C:onsl- " lrni "· ,tifo "lo1ionale Jn,tr,sJnvo ha a.!fltlato In .rior,:rn• « ninnzione nell'esercito al o:ener,11,, Pliveiirh r'1 « nl drpulnto nnlmata Drinkovic ». • * ·• TI Popolo nomano ~crlve nel 1111merodel 2!l no– ven,.bre: " Un fomite di infezione ,u,tilaliana era, P<I è nnrorn nnrtro;-,no. il ramno di ronccnlrn– mentn <lei jngo~lavi di Nocerii Umbra. Gli nffi. eia.li croato-sloveni lvi concentrati, '!>(>neallog- Perrh/>. allora. la notizia fn in,·p1~latn <lai Mr,r. nnli <folla ,fnno NPra? Perrh~ q111n~ si vuole nm- ,, mnzrnre- nn cane, si ilice rhe ~ nrrrrbbialo. T.ni il«

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