L'Unità - anno VII - n.42 - 19 ottobre 1918

e il l'ispet o dùllc mi11on,nze nazionali: quindi lii 1.e~e~sità di un compl'Omesso territoriale e di im– µegni ,eciprochi fra I•.alia e Jugoslavia per impe– dire il p1·epotere delle maggioran~e. La nece~sità della demolizione dello Stato au– stro-u11garico, e di un compromesso adriatico ita– lo-slò.vo , è stata affermata nel " Patto di Homa » nell'aprile J918 .. Certamente, se l'Aù,tria-Ungherin fosse il mundo anglo-sassone di quel documento 1 011 ci ,;a,·ciJbe' sta la vernna necessità. ~la l'Au– st ria-Un@heria è quello che è: ·e flato iL passato e data la rei,ll<i pre-•ente, quel patto è stato il pl'imo pa so necessario per arrivare o. un nuovo as~ctto oei te1·1•it-0rìau tro-ungarici ,, ad1i[,tici, che non ostacoli, anzi conduca a una oonfederazione la– Li1\o-slavu. La teori11 <lclla Socie/ci ,l<'llc Sa;ioni può e~~e– re ado1>erala, durante questa cri i, co11intenzioni ,, con re~ult;•ti asf--ai t1h·ers1. L"UNffÀ e risolverli nei limiti della umana possibilità; e il p,incipio de\'e e·sere applicàto <1 1111.1; i problemi sortl da.Ila guerra, ,n modo che sieno eliminatt lutti gli ost.aooli, che impediscono In realizzazione ciel p, incipio. :S:oi vogliamo partire dalla realtà presente con l'aiuto del nostro itleale; non pos– ~iamo.~upporre già realizzato l'ideale per illndercl <;he sieno risoluti i problemi deilll realtà. presente. Quanti più problemi sapremo ri~ol\'erc cot ,ne/odo della yi11st,i~ia i,nmedictta 11er tutti, 1anto più sicu– ramente ,·ree,·emo quello spirito th reciproca fidu– cia e buona volontà, senza cui è assurdo preten– dere che l'Intesa a.mige,·manica si trasformi oggi in stabile confe,;lerazione, e possa nccellaJ'e do– mani anche ['adesione della Germania, non appe– na questa· dia anch'essa sicure !!arenzie cli buona fc d,, e di bunna \'Olontà. l'Unità Come si · scrive la storia La Germania e l'Austria, nella seconda metà del 1017 e nella primo. metà d~l 191~. quando cre– devano di a\'erc nelle mani la \'iltoria, invocavano Su t,, Vita llaliana del _15 selt. 19~8, P"?· 221, A: anch'<'ssc, o. gran voce, lo. Società delle Nazioni, ,. lrssunllro nu,tan Ila scntto. " L on. :~"P'.lo mi 1,eri-h' ou~,ta ,,Hebbe ,·oslltuitl) lo. garenzia ctel " raccontnva ne/l'autunno del 1_916 cllr 11 ,mnist:o "'""'"" ,<fai, quo col prellommio tede~co nella so- " <leoli esteri russo, Sazonoff, •n una_ delle v,.•,te --::-:~~111,·dc,ima: Invece di. d,ire brutalmente che ," lii JJ/'Q)l<1ymula, {Cltteyt; da _4ue/l'ag1ta1orc j11yo'. I,, IIIIZÌOHI \'1111.C do,·e,·a110 (lisa1·~are ~cl abbaii• ·" S/aro, si l'rrt es1,resso ~on ftllestc parole Qlll/Sl u~11a1:,·oi,;111•\ èll~tlà ti, ,h ,ncit<1, la GoTmania le " t1•sl1wl1: - Q,umclo Le, renne da ine le prime " 1•01/e II wopagare t'idea di rivencticar.ioni serhc ill\~tuva fnitellevolm,mte H(I entrare nella rap, " 0 juyoslare ,mila Dalinucia, 81 , Cr,tti,,·o, nr,yurn, pouaia tcdc,ca, chiamanrlQ!a Soc1e1à. delle na- " Spalalo, s,·benico, zara, Fiume, cillà dtti nomi zioni, e ·a pi·omettèrc cli rispettart? da ora in 1>0i u rosi nuvvamente italiane, e che ho .,e 1 nvre rile~ il mio,o orchnamcnto mondiale. " ,mte itat,ane, ho vensato t1•i, d, me di aver che Oggi che IR fortuna d~lle armi ha ,olio le spalle " fare con un panslavista esattc,to; ma poi leggen- nlln Ge,·monia e all'Austria, queste invocano em- " clo e sentendo le opiniqni di alcnni italiani in prc la Società. delle nazioni, perchè sperano di " proposito, 111; 80110 convinto che polet•amo cwcw– tro,·nre i1l ~.•sa una ~cappat.oia, che· pe,meitn loro " Zl!re (/l'/II' riclti<'ste. Qu.csto il frutto delle /mn– <li s, aiutare tutti i problemi ter1'itÒriali e di in- " che varo/e di alcn 11 italiani! J.'on. upito è 1nor. clu1Te la Intesa ,·lncitrice a consirlcrr.rli come irri- " lo, lilP.,i 0 ,. sono: ma per Jol'luna ha narra io que– levt,nli. La Società d~lle nazioni, in questo caso " sto episodio nei tennini identici all'on. Oc Viti vuol dire: ricono c·iarno che c'era fra noi un equi- " De ,\I arco ». voco; rli-onosciame> che il problema dell'Alsazia.- 1; /'on. Dc \'ili De Jlarco dichirtr 11 quanto :~eyue: Lorena; di °Trento e Trieste, della Polonin, ccc. :<elle nffcrniazioni del sig. Duci a n vi ha del vcrn non avevano nessuna importanza nè per voi nè e dell'inesatto. per noi; abbracciamoci nella ocietà delle nazioni, ~li fu raccontalo veramente che azonofl in 1,romcttinmo a lutti libertà e giustizia, e... rima- lll'incipio della guerra riteneva rhe la .-!)almazin 1,inmo tutti come eravamo prima: che im1>,')l'ta, fosse 1e1Tn il.aliana, abitata eia italiani; e che solo infatti, che !'A !sazia e la Lorena vàdano alla Fran- in seguito mutò Ot)inione. ria, che Trento e Trieste vachno all'Tlalia, se Ilo tuttora ch!aru I' im111'essione. che ciò 111ifu francesi e italiani sono sicuri di vi\'He li1ieri e riferito por (limosi.rare come Sazonoff fosse ignaro fdici anche se l'.Àlsazia-Lorena resti alla Getma- cle: f)roblema dolmata. li che mi lasciò,nollcr in– nia, e Trento o Triçste reslin_o nll'Austria? Tuili i tede coflli iluliani, i1•glesi e fra1tcesi gia comin– ciano ad alloggiarsi a s1>asimnnli dèlla Società. clelle nazioni, intesa in q1lesto senso, intesa cioè come f)aracadute delln ~ermania. E molli democratici antitedescni, "!inacciano di cadere in quest'abile trnbocchetlo tedesco, perch/J è assai comodo mettersi a cavalcioni su un prin– cipio astratto per evitsre la soluzione dei problemi immediali. La ocictà delle nazioni, insomma, minaccia. di di\'cntare una speciP di catinella. in cui possano lavarsi le mani tutte le polt roncde mentali .e morali della democrazia: facciamo la ocielà dello nazioni, e lntti i problemi da cui è sorta la guen·a non ci saranno pi,ì: uno, due, tre: e il miracolo è fatto. C'i', poi, una terza maniera di i1,tendere la o– detà d~lle nazioni. Per ,,•. un inglese dice: 1'111- gliillerra. cle,·e a\l're la ~lesopotamia, quanto al J"'ohlcma dcll'.\lsazia-Lorena, de!l'.\driatico, ecc., fncciumo la. ~c>rielà rlclie :S:azioni, senza conti– nunre la inutile .... tra~e per un·b•ola, per unn co~ta, per un confine, un francese dirà· la Francia nbhia l'.\l,azia-Loreno, ,, tutte le alire ,que~tioni rinviamole nlla ·c,ciet/1 delru :\':1zie>1li;- un ,ta– liano dirà.: date all'Jutlia Trento, T1ie te, Fiume, Spalato, Cntta,·o, ecc. eoc., e del r~sto n~ parle– remo con la Società delle Nazioni. Insomma ,!ella Soèietà delle nzioni ~i fa 1111 u o intermittente: ~i rin\'iano n.c1 essa, ritenuta co111e :,icura, t11tti i problemi l'lw interessimo gli altri llHt cion se nt tien conto per i p1oblcmi cli interesse 1wo1>rio, con– si(lera11dola i11 questo raso come mnhic1trn. La mauiera, con i-ui intendiamo ,.,,i la Società delle 1101ioni, non ha nulla citi vedere con le ()re– cedenti. Per noi questo principi" rle\'e ser\"irci non pN .<flly(lirr i prQblemi immediati, ma r~r n(Trontor/i credulo, pe,·chè conosco personalmente il sig. a– zonoff da molti i;,nni, e lo so uomo di soda e vasta cultura storica, non che di acu10 e chiaro ingegno J>Olitico. Questo è tuUo. Non ricordo con sicurezza se la cosa mi fu rac– contata dal· upilo; ma non lo escludo; lo ritengo anzi prohàhile. Mu csctullo in modo sicvrq e r.sso/1110che eyli u altri mi nbbir, dello che Saconoff mutasse L'opinio. nr """ ·,;,., I' in{l11en;11 degli scritti <li alc11ni itn– litwi. Non mi pare pci probabile rhe i lec,ders del movimento jugosla\'-O sarebbero ,en11ti proprio n noi 'p~r clarci il merito di una i-on,·ersione, eh~ p1·efl'••i,rono att,ihuire piuttosto alla loro opero! A. De Viti De Marco La grippe spagnola ha fa lo pensare ai commendatori cli Roma clic bi– so,merebb,• apl!mfìttarne pc,· ott.enere un allarga: me1110 rti orgunici. Perciò alcuni giornali hanno cominci(lto una campagna per tm " sol!osegreta– l'iato d,•lla sanità pubblica ». Qualche unno IH, al tem1>o del colera, . i clo111anda"a addirittura 1111 nuo,·o \linistero: oggi, a <JUcl<'he ,cmbra. la p:ri11- pe sap' nuola non imp,·essiona i-ome il colera: per– c·io ci si contenta di un sottosep:relal'iato. E l'on. D9,·e ha presentata una inleq>ell11nza. E I' lè/)Oca scri\'C solennemente: ,, 13isl)gna rhe le f(l1·,e ,, ~a.n1tari1? siano validamente orgnnizzn.te cd " energicamente dirette; w,,, l'Oll lll<Ì sola lllri. " tln r vronlrz all,t testo, orarw; ayili ,. disri11li– " 11ati che al(iscano in armonica coorclinn1.ionc, " lal·p:hezza di mezzi adoperati a tempo. E1·,·o · "- riuello che ri \'UOle. E per ('ominciare: la rrenzin– " ne se non di un mini tero, cli ,m sotto,egret . " riuto della sanità.. :S:on si tra1tn di -l'renre unn t( nuova. burocrazia, ma di di~riplinnre e for... ~ di « lim;tare gli uffic; già esi~tenti (;li nrgani ci S-O· 207 ,, nu: 1Jis0gnu clar loro t11,icità di 01di11ame111i e– ,. steriol'i: solo un ttomo occonc che s~ppia racco– " {?liere nel suo pugno fenno le fìla ora staccate o u lontane n. l.'clefantasi autocratica si s,ituppu sempre così: si domanda non una nuova. bul·ocrazia, ma un. uomo. una i•o/011/,i sola luc"ill<t e 11ronta, clit• sap– pia dbciplinai-e, organizzare, svel1irc. Quando la pe1a è matura, si prende 1 1111 nvvocnlc qualunque, e se ne fa un ministro del nuo\'o minislcro. con successivo aumento cli clirct101i generali, capidivi– sione. capisezione, ecc .. \lloi'a ci si av\'Cde che quctl'uo1110 era un povero diavolo, che non ha s, el- 11to niente. e che la pio,·ra ht11·ocn11ica ha molti– plica10 i suoi tentocoli. ~la il colpo i' fallo. E il 11\IO\ o :.\li_nistronon lo aboli:--ccpili ne~:,;.uno! Le requisizioni e L'l.,;nilln si è oe.cupata, oel numero del T settembre, del modo oon cui sono fa.~lio le requi– ;izioni in Calabria. ~la se 1less~nia piange, Spar· t>t non ride·. Lo coso n_on vanno meglio in Pie– m911te. Il bcs~ia.rne non devo essore requisi\o CO· sì come si requisisco, ~,si vuole cbe téJ·re iie– n_o lnvorate, se si 1·itiene clic c.iò siu essenziale quu:nt-0 il combattere al fronte. Bisogna lasciare i buoi in pl'Oporzioue delle terre coltivato, e non requisire senza capire e senza anune~tere obie– zioni. Jo possiedo una. piccola sto.Lia Affinchè il l&– ,•oro sia possibile anche pel ca~o di requisizioni, io ~0110 oostretto a comprare sempre una. bosii& più del necc$sario da. tenere pronta per la requi. si1.ionc. Se nbn facessi cosi,' il Governo mi scom– [};noreobbc hi coppia di buoi, eh~ mi è noocssa– l'ia, o mi prenderebbe la mucca. '.l'utt.o quesio con la massima indifferenza. It> ho trovatq quel ripiego: ma ci rimetto, p~rchè compro gli &ci– mali più cari di quanto mc li pnga il Governo. Mo un contadino può faro quC'sto? E. <l'altra. pnrlc. io non soltrnggo ni lbisog,ti altrui un ani– mnl<', che non mi è nccessnrio altro che per bui– tnrlo n<'llc fauci della 1·oquisizio110? Ma come no da forc. se non trovo allrn vin per assicurare il In,·oro alla mia tena? Vorrei che l' « l: nit11. », oltre alla cnuncia.zion• degli enori. indicass<' al OovC'rno anche una via pratirn per e,·ilarli. 80110 oon,·into che $i tra\ta · -s,o solnmente di troV'are il rimedio. (Da un ro11111n<'del Picmont-c). s, c. POSTILLA Il rimedio non c'è. Porchè biS-Ogoorobbe che il Governo, cioè la. burocrazia, si rendesse conto della assoluta, incapacità, in cui essa si tt-ova, di stabilire criterì ragionevoli nelle requisi1;1oni. 1~ bisognerebbe che gli interessai(, invece di in– \'OCarc c,ritcrt ragionevoli, comprendessero (lhe questn ragionevolezza è impossibile. e rifiutas– sero ogni intervento della burocrazia, nei loro aI. fati. ron clovi·Eibbe essere difficile capire che il Go– verno, se ha bisognq di carne, deve comprarla. da chi è di.«post'o liboramen~ 11 vendergliela., 0 · in Italia, o all'esiero, se in Ito.fot non ne irova.. Requi-si1.ioni, niente, se non n~l co.~o che pro– prio non <si po<sso. fare altl'imen~i E q11a11~ le tlequisi1.i-0ni dlvengnno ineviia– bili, come in certi momenti di guena., allora non c'è da Care altro che rnooomnndarsi l'anima :\ Dio, e nsJ)"ttnro che pa<;si la gragnuola. e anan– giarsi alla meglio con ripieghi. Pretendere che la burocra1.iu agisca ragione– rnlmente, è 11,ssurdo: un « p11hblico ufficiale n&l– l'C's<'rri, io dello sue fun1.ioni •, specinlmcnte sb è> 11n tenente colonnello silurato .....: chè a co<storo sono nffìdato qu[l..<siSC'mprc le rl'quisizioni - non può non , ·vrla.rsi 110 nnimalc i•ragionevolr, non npprna metta le mani n!'lln vita C<:onomicu del paese. ,TlimNlio non ce n·~. non re ne pul) essere. L'Unità. Gli abbonati morosi so~o VIVA)IE~TE PREG.\TI DI METT•rmsr [\' REGOLA CO~ L'.\M)ll~J. TRAZIONE PER E\'IT \·Rf.l IL DL PI \CEHE 01 CES~AH LO– RO L'IWIO DEL GIOR~ALE.

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