L'Unità - anno II - n.46 - 14 novembre 1913

L'UNITÀ r:icchio del suffr agio uni versale - che sa – rebb e il reagente dissolvitor e del centra– lismo magiaro - spaur.:1cchio ab ilmente agi– tato da Vienn;:i,(1905: Ministe ro Kristoffy) fece sì che l' oligarchia di Bud apest lasciò pa ssare le nuove spe se militari nonchè - pur accalorando si a ·combatterb - una mo– struo sa riforma elettoral e impo sta da l Tisza a un a sua maggiora nza uscita da lla corru– zione e da lla violenza ; riform a che, del re– .sto, per il modo con cui fu vota ta non è definit iva e lascia aperta la porta allo spet – tro de l suffragio uni versale in cui I' Un– gheria si di ssolverà un giorno . La plutocrazia giuda ico-mag iar izzan te, sfrutta poi per propr io conto, le insaziab ili voglie militari ste au striach e, con ogni sorta di estor sioni doganali, ferro via rie ecc. Vien– na pur d' av ere solda ti e canno ni, può oggi d' altro ndc mostrar si assai men sospetto sa di un tempo verso Budape st, dacchè il ri– sveglio delle naziona lità non magiare in Ungheria (risveglio parall elo, benchè più arretrat o, di que llo austriaco) relega ormai tra gli spari a polvere, 1a minaccia del « di– s tacco • dcli' unio ne sempli cemente per so– nale, e simili. Nè vanno presi troppo in tr a– gico - spec ie nei riguard i del prob lema che ci occupa - i dissidi intern i dcli' oligarchia magiara, anche se ass um ano spesso - come avv ien e app unto in quest i giorni - cata– s trofi che apparenze: Andrassy, Appony e -compagnia , sara nno forse un po' men o 1< amo– rali i1 di Tisza e di 1...uhacs, ma - tornando al potere - agi rebbero come questi ultimi verso le nazion:1lità e il trial ismo. In som ma, oggi Bu dapest non fa che ostruire , col suo peso mort o, ogn i tentativo di soluzio ne, all:1 crisi del central ismo vien– nese. La crisi esterna . Il " Drang nach Ost en " sfatato. A piover sul bagnato, ecco gl i avveni– menti balcanici de11' ultimo anno: una se– rie di impr evisti o almeno di prevision i fal– lite e di spe ranze deluse : il centr alismo ;1, u. non credette alla quadruplice e la vide sorgere in guerra con tro la Tu rchia : credette alla vittoria turca e vide i bul– gari alle porte di Costanti nopoli, i serb i a Monast ir, i mon tenegr ini nel Sangiaccato, i greci a Salonicco. Scoppia ta la zuffa per' 1a divisione del bottin o, il centrali smo puntò sulla Bu lgari::t e la Bulgaria perdette 1a part ita .... Eppure - cont ro ogni suo merito e no– nosta nt e le innumer evoli ga_ffr.s della sua diplomazia - P A. U. può guard are oggi ai Balca ni con min or sconforto di sei mesi fa. La soluzione, o m eglio la non soluzio ne, che la guerra e la strage (le grand i risolvi– tri ci, seco ndo il naziona lismo!!!) hanno dato ai problemi balca nici, aggrov igliando li più che mai, infonde al cent ralismo a!men la speranza di poter specu lare sul nuovo gro– viglio come già aveva speculato sul vecchio. Certo; il «corrido io ,. per l' Egeo è chiuso; Salonicco è greca e, qua lun 9ue sia I' avve– nir e del dissidio greco-bu lgaro, non diverrà austro-ungar ica ; il famoso Drang nach Os– ttn, appartiene :11lc formule fallite e supe– rate dai fatti. Senonchè oggi appa re chiaro che esso non è stato mai più di un a frase vuota di cont enut o reale. Mai la monar chia - padron a di Tri este, cioè dc li' estre mo seno del mare m editerraneo magg iorm ent e in tern ant esi nel contin ente epper ò del più econom ico punto di contatt o (1) fra il set– tent rione e il mezzogiorno - mai, dico, la monar chia eb be un inte resse qualsias i - nè com mercia le, nè strat egico, a scendere sul– )' Egeo. Il Dr,mg ,iach Osten, oltr echè a empir la bocca e le tnsche del militar ismo, servì soltant o di pret esto a contenere le vel leità espan sioniste degli staterelli balca – nici , specie dei du e magg iori aggregati slavi (Serbia e Bu lgaria) di cui I' A. U. temè sempre e teme oggi più che mai, l' unione o anche la sola aJlcan za, non per voglia di nuove pred e (ne ha fin troppo delle vecchie!!) ma per ist into di difc s:1 1 per tem:1 della forza att rattiva che gli slavi balcani ci, uniti, po– t rebbero esercitare sopra i suoi, sco mpagi– na ndo e dissolvend o così I' impero. Ora, dopo la seconda guerra balcani ca, Serbia e Bu lgaria appaiono ir reconci liabilm ente di– vise; b ?ifocedonia - bulgara o bulg:1riz– zante - conqu istata da i serbi, se aumenta il terr itorio, non :mmenta cer to la coesione e la potenzb lit:ì effett iv:1 serb:1. Il m:-iggior pericolo, il più :111goscioso terrore del cen– t ralismo n. u. è cosi, se non scomparso, attenuato. Gli incubi dell'avveni re. Da ciò non voglio concludere che la po– sizione della dupli ce monarchia in Orient e e nel mond o, sia conscrt:1.di rose. Tu tt ' altr o. Se un incubo immedi ato si attenua , ne (1) Almeno, finché le vie terrest ri riman– gano enormement e più costose cli quelle ma– rittim e. Infatti della famosa ferrovia del San– giaccat o, che dovrebbe congiungere per la via ,di terra, l' A. U. all' Egeo. non si parla pili. spun ta no altri var i, oggi vaghi od evan e– scent i ma che potr ebbero concreta rsi e coa– lizza rsi domani. Se I' Albani11, incubata con ta nt e pene e 1anti sacr ifizi, riescisse invece, che austr ofila, ita lian eggiant e o maga ri an– che slavofila, cioè attr att :i ncll' or bita :inti– au stria ca con la lusinga di ricupera re le terr e abitate da albanesi oggi occup ate da serb i o mont enegr ini, nel giorn o in cui questi ricscisscro a rifarsi, e ampi:-imente, a spese dcli' A. U. ? E se lo stesso miragg io ravv icina sse un giorn o Belgrad o e Sofia ? E se l'Alb ania non giungess e a orga niz– zar si nepp ur e appro ssimat ivam ente e I' A. U. avesse speso un miliardo per port are I' It a– lia :l Vall ona ? E la Rum enia, sin qui pu– pilla di Vienn:1 1 imb aldan zita dai successi balcani ci, non guard erà da oggi in poi più inten sament e verso la Tran silvania unghe– rese che verso la Bessa rabia russa ? E fin do ve - dopo I' increscioso episod io della pace di Buca rest - si pu ò fare assegnam ento su11a f edeltà nibel,mga degl i H ohenzollern ? Non parl o dell' eterna sfinge russa, e nep pur dell' Italia dove, in realtà , correnti vecchie e nuove, mirnbilm ent e :iiutat e da ga_fles forse inevi tabi li, d:-ito il disordine organico del cent ralismo (es. decreti Hohenl ohe), co– spirano a dar e una seconda giovinezza al– i' irrede nti smo. Que sti (e non son tutt i) i punt i interro– gativi min acciosi che vengon dall'este ro. Si noti infine che - riper cussione della crisi int erna - il centra lismo deve avve r– tire, sempre più ncuta di front e· ali' este ro, 1a sensazione dei!' imp otenza propr ia pro– gressiva (il fervore dinas tico, da solo, non basta pi1ì) a sommin istrar e ai suoi suddit i quell' alcoolizzn:i ont patrio tti ca che può in– vest ire tu tti i ceti e ~ospenderne, per un mom ent o, le antite si. Il che invece s:1preb– bero ancora far e beni ssimo - specie con– tro I' A. U. - i governi degli Stati nazio– nal i omogenei che la circondano, e che hanno tutti - occo rrendo - qualche bran o d' Austria o d' Ungheria da a redimere » e da « libera re • ! L'assolutismo e i suoi pericoli. In queste condiz ioni, si capisce che il centrali smo a. u. poco possa j are di di– verso da que llo che fa : corpo vecc hio, cui i rimedi eroici sono proibiti e potreb– bero riescir fora li, è tratto più che mai a rip untelbrs i ai vecchi punt elli che alt re volte non lo han no soste nut o ma che re– sta no gli unici a portata dell:1 sua m ent a– lit à e della su:-i stru tt ura : il funzionari smo più angu sto e sommes so; la polizia; la chie sa; l' esercito . Ha trovato testè un con– sesso supremo per giustifica re il colpo di stato boemo, annullante di fatto du e de i tre fattor i del potere legislativo. Non son che pochi mesi, a 7.:1gabria, fu sequestrato un giornal e che riprodu ceva .... un telegramma ufficiale de11' imp eratore sulla crisi balca– nica ! A Tri este vive e lavora I' alto fun– zion ari o che, nccortosi di certa appros sima – tiva policromia t ricolore nei tett i e ne11a facciata di alcune case costruite da un con– sor:7.iodi impiegati ddl o Stato , volle che il pennello att enua sse quelle tinte incon scia– mente sovve r!-ive. E l'organ o del governo lodò, gravemente , la rimbi ancatura dep lo– rando lo scanda lo !!! Sarebbero ques ti (e mille :1ltri , grandi, piccini e minimi ) docume nti di mara sma insanabile, e I' osserv:1tore (specie dal di fuor i) potrebbe concluder e : i( Aspettiamo i fot i ). Senonch è anche le dec:1denze hanno i loro pericoli : la figurazi one dcli' A. U. sciacallo europeo, ins:11.iabile di preda, figu– razione tutt' ora tradi zionale in Ita lia, ap– pare, alla stregua delb realt .i, sempre più gro tt esca. Ma, quando il centrali smo sen– tisse progred ire lo sfacelo int ern o e strin – gersi estern ament e il cerchio di ferro degli ir– red enti smi in fregola; poichè le armi ancora non gli manc:rno nè gli faranno tant o presto cilecca, potrebbe e proba bilm ente vorrebb e almcn tentare di vender c:u :1 la pelle. Ecco dove possono mir are le corrent i guerrai olc. imperi :1liste ecc. delle quali spesso si esa– gera la for:7.ama di cui non si può ignor are l' esistenza. Im perialismo della paura , im– periali smo della dispera zione ma, forse ap– punt o per qu esto, in un dato moment o, più pericoloso, più t ra volgent e di quelli de– gli altri p:1esi. Cont ro la guerra di successione A. U. P rospettare I' eventualit:l che I' A. U. poss:t essere lo Stato il qu ale sup eri i com– plessi e formid abili ostacoli lega nti i grandi aggrega ti capitali stici europei alla pace, pu r cond an n:1ndoli a prepara re la guerra , equ i– va le, io credo, a fissare la missione di tutti i gru ppi e parti ti anti cap ita listici di front e a qu esta eventualità : missione di resis ten za ; necessità di impedir e lo scoppio dcli' im– ma ne incendio. E ciò non per pac ifismo o almeno non soltant o per pacifi smo aprio– ristico. Penso che anche coloro i qua li cre– devano ancora alla terribil e ma ind ispen- ca Gino Bianco sa bile efficac ia. risolvitr ice de11a guerra, si saran no per suasi. dopo un an no di str agi baléaniche, che que sta pre sunt a virtù del– )' assass inio collett ivo - :1mm esso anche che l'abb ia av uta m ai nella sua storia - è ormai superata. La guer r:i per b succes– sione tur ca, non h:1 distrutt o la Tur cl1i:1, ha oltrag giato peggio di prim a, il principio di nazionalità che voleva soddisfare, ha esa– sperat o dovunque il milit:irismo, il nazio– nalismo, hn spinto di molli passi I' involu– zione verso la barbari e. delle societ à euro– pe1. J .,a guerra per la Successione austri aca - qu ali fossero per essere le sue origini - secondo ogni preveg genza um nna - farebbe peggio :1ss.ii . Da to pure che sacrificando mi– lioni d' uomini e miliardi di cose riescic;;se a distru ggere l' aggreg at o stat:1le a. u., por– terebbe poi i vincitor i nd :1cc:1mpars.i I' un contro I' altr o, arm at i sino ai dent i, sulle sue rovine, ad att eggiarsi minaccios i, ognuno rivendi cando br ani della terra conqui st ata dall ' alt ro nel nome dc] diritt o nazionale (l' aggr ovigliar si dem ografico a. u. par fatt o app osta per dar e qu est' :1urcola di poesia al militar ismo), a perp etuar e, ad aggrav are per decenni o per secoli, l' attu ale barb a– rie. Nel che sta la profond a rea ltà - anche socia lista - della forma la t utt ' altr o che sovversi va (l' attribui scono a Crispi !) che se l'Au stria non ci fosse, bisognerebbe crearla. E qui, si cap isce, Au stri n non vuol dir centra lismo. E aJlora? I partiti e i grupp i che non si nppagano nella e< civiltà » del presente, come devono contC:nersi di front e, alla crisi a. u ? Per chi sta fuori della dupli ce mon archia , la diretti va è abbastanza chiara : resistere alle seduz ioni dei propri irredent ismi incu– batori di ~uerra ; svel arn e le bruttu re e le insid ie na scoste, gli equivoci e le contradi– zioni ; specialmente le cont radizioni eco– nomiche che sono, dal pi ù al meno. il tal– lone d' Achille di tutt e le tendenze miranti al riparto dcli' A. U. fra gli Stati nazionali che 1a circondan o. Cer to, per qu esto riguard o, I' irredenti smo giuli :ino è il più debole men– tre quello trentin o e il rumen o sono forse i più validi. Pure, tutti , nel loro comp lesso, urtano contro una storie:, solidarierà di in– teressi e quindi contro l' impulso a comu ne conv ivenza statale fra le v:1rie nazioni che si urtano e si mescolano entro la cerchia dei Sudeti, de-i Carpazi, delle Alpi e l'Ad riat ico. L'ardu a missione del proletariato a. u. Ben più ar du a la missione del pro letnr into a. u. Ad esso - per ora contro tutti gli altri cet i - incomb erebbe di avviare la crisi ver so I' uni co sbocco normale e civile: la con federazione delle nazioni autonome in un assetto st atale anti centrali sta nel quale si comporrebber o in pace le salm e così del duali smo present e come del problemati co trialismo futuro. (Forme di governo , nomi e invo lucri esterni contano poco . Si può imaginare che anche gli Absburgo, di fronte a cert i strin genti dilemmi, pref erisca no la corona feder.1le ! ). Senonchè (e qui sta I' <'pigrammatico dc11a situazi one) il pr oletariat o non può toccare la mera senza la·.... bor ghesia ! Occorre (ri– sulta, se non m' ingann o, chiaro abbastan za Anche da que sti arti coli necessar iamen te mon chi e framm enta ri) che i pr oletariati deJle varie nazioni incah.ino, con 1a loro forza orga nizzata, le rispettive borghes ie spingendole a co:-ilizz:-irsi sul terreno po– liti co come già sono, più o meno visibil– mente , coalizzate sul terreno economi co. St imol,1re la borghe sia a essere integra l– men te sè stessa ; a creare la sua civiltà (civiltà.... relativa ma che non si può sal– tar e) cont ro il central ismo ancora troppo pre capi ta listico, ed ora addirittu ra in ma r– cia involu tiv a verso l' asso luti smo (colpo di Stato in Boemia e forse, pross imo, in Ga– lizia). Ecco il compit o parad ossale che la storia assegna :ii ceti proletar i dcli ' A. U. ! Compit o disperant e se il proletari ato fosse in perp etu o ridot to a cont are soltanto sull e sue forze se nella stes sa lott a nazional e, oggi spint a ali' :1ssurd o, e giunt a a lede re ingranag gi de.licatissimi del capit alismo, non vi fosse il germ e del suo cont ra rio. E bast a (lo rileva i già) guard:1re alla Boemi a per per suadersene, ::illa Boemia dove il dissidio è giunt o ad un punt o morra e do ve il cen– trali smo, in npparenza vitt orioso, ha messo forse l' ultim a freccia al suo arco ! .Perciò il prole1ari:1to a. u. dn;e essere, non imperialregio come i suoi avve rsari,· in buona o mala fede, lo ga bella no, ma statale. Alla catastrofe esterna , paur oso, caotica e 11011 risnloente deve, sostit uire intensifican– dolo. lo sforzo intern o. Sui metodi si può discutere a lungo ma non è qui il luogo. In Austr ia (l'U ngheria è in più arretr ate condi zioni) una leva vi è : il su ffr:1gio universale d1e per un a for– tuita passeggicra coin cidenza politic::i, co– rom1 t proletariato (oh i dogma tici della sto– ria!) riescirono a strappare all' ar istocrazia e :1 le borghes ie. Ma quelb coincidenza (' \,, \,, \,, \,, orm ai superata e la Came ra del suffragio uni versale è ora insidiata d:1 ogni p:1rtc: dal ccn ua lismo çhe non ne ebbe lo sperat o sollievo, alle borghesie cui il suo mara sma crea un comodissimo per qu ant o spensierat o nlibi, di fronte :1 la legislnzione soc iale, ai proble mi tribu ta ri, dog:1nali ccc. Ma anche la crisi parlamentare , come qu ella delle- provincie e delle nazioni, si :1vvic ina ormai alla cur va ascendente della pa rab ola. P er i pr oletar iati dcli' Aust ri:1 si ap re un' èra terribile di responsab ilità . Sa– prann o esservi pa ri ? Superare le corr ent i centrifughe che ne min:1110 le forze ? Com– porre il d issidio scoppiato fra czech i e ted e– sch i, latente fra polacchi e ru teni ? Com– pre nder e e :1ttu :1re, nella realtà l' int ern a– zion:1lismo, assai facile a procl am arsi in teor ia ? Ndl a risposta a quest e domande- sta non solt ant o I' avve nir e dcli' A. U. ma forse an– che la sorte deJla pace eur opc:1. la chiave dell a st oria del secolo XX. Angelo Viva nte . Nazionalismo zuccheriero. fn mw rivista che si: stampa a Br 11,xrlles leggiamo alcune 11oti:i e nssni utili pr.r quello studi o, che n, l num ero scorso ci ptr mettevnmo di con~r""gliare ai f autori del nazionalismo economtro. <e L' iniziati va belga, vi si scrive, ha pr o– dott o dei grand i frutti in It alia, perchè essa è intim ament e int eressa ta ad un gra nde numero di indu strie di quel paes e. ( Un potent e gru ppo d' indu striali belgi ha creato a Pontel ongo (nella bassa pa do– vana) uno zuccheri ficio ed una raffineri:1 ammirabilmente organ izza ti, tanto dal punt o di vista dcli' app rov vigionamento delle ma– teri e prim e, quanto da quello della fabbri – cazione dello zucchero. I loro pr odo tt i sono ricer ca tissimi. Il successo ottenuto fin dall' origine ha incitat o i dirigenti della Sor.it l dt s S ucrerie et Raffinerie de Po11u/011go a crear e un nuovo stabi liment o a Bottri ghe (nel basso Pole– sine), che sar à messo in att ività nel 1914. i< Durante I' esercizio chi11so il 30 giugno 1913 gli utili della Socirtà hann o raggi,mt o la cifra di 1.6oo.ooo. La società ha portato il tota le dei suoi amm ortamenti a più di 1.700 .000 fran chi, e qu ello delle sue riserve a 6oo.ooo fr., e prevede per I' anno in corso dei risult ati ugualmente favo revoli n. Lr. notizie d,;/la rivistn belga, pr.r ciò che possiamo controllare d' altra fonte, sono esat– tissime. L a società 11acque a Bruxell es nel 1908 con 6 mili oni di capital e, di cui in soli 4 anni di esercizio è riuscita ad amm ortiz– zare circn un terJ), dand o 1111/0 stesso tempo agli azioni sti dei div idendi, i quali corrispon– dono al 20 per ctnto del capital e impir gato. Di 7uesto ottim-0 successo del capi tale stra– ,u·ero 11oi, se non ci fo sse di mezzo il prote– zioni smo, non avremmo che da. rallegrarci per parecchi motivi : in prim o luogo ptr chè r.s o ci ojfrt un ottim o argomento contro le geremiad i degli zuuhr.ritr i nazionali dim o– strmrdo che, dove I' industria sia solidam eutr. imp iantata, dal punto di vista tecnico, ammi – nistrati vo r.finanzi ario, quanti' essa sia vici na ai terre111: più adatti nlla coltura dr.Ila barba– bietola e dove sia mù, imo il costo dei lrasport.i, esStl offre un margine tnnto largo di profitti' da permettere una fo rtissima ridu zione della protezione. In. secondo luogo la f abbrica di Ponte/o,igo, nori nvendo voluto entrare 11el tru st degli z1ucheri, gloria e va,ito de/I' ono– revole .7'1.araini, ha giovnto e giovn semprr pi ,i. al consumatore italiano, fo r1u ndogli dello zucchero di qualità super·iorr., ad 1m prezzo di 20 o 25 lire al qui,ital t al disotto di quelli fi nora prati cati dal tru st, td obbligando q1u – sto ad nhbassart i suoi pre-..zi. E' merito del capital e str anie ro se noi oggi possiama com– perare a L. I .40 al Kg. lo z.ucchr.ro , che fi no a poco tempo f a pagavamo ad 1.6o od 1.70, e che fo ru , senw la sua prr.stn"IAe la s11a concorreu"IA, dovremmo pagare anche pi ,ì caro per aiular r. il capitale nazionale. Non solo d11nque 110 11 protestiam o contro quei pro_6tti benefici. ma deploriamo che 1 11amico devoto dell' 011. Nini , il quale in tempi recenti ns– swrse degli attegginmem i semi- liberi, invochi ora, f orse per seguire il suo signore e mnestro nella sun nuovissima crociata per la. solida– rietà f ra gli industriali, l'a ccordo fra tutti i fabbri cm,ti di zucchero t In f ormazion e di u.n tr ust generale 1 perchè solo per questa via i fa ttori della produzione possono raggiu,i– gere e assicurare im alto compe11so. • Noi invece, 1ull' interesse dei consumatori·. ci auguriamo che gli i,ulustriali br.lgi conti– nuino II lungo nella loro concorrenza antin a– zionale, che ha mostrato di potersi co,u iliar tanto bene coi loro inttrtssi ; ma ci doma11- diamo i11qual modo i nostri bravi 11azionali sti potrm1110giustificare il tributo di cirtn _)O lirr. per quintale imposto al co11s11ma1ort ita– lint10 per nssicurare dei dividendi d,l 20 o dtl 25 per u nto ai patriottici azionisti.... di. Bru:;e/1,s .' g. !.

RkJQdWJsaXNoZXIy