L'Unità - anno II - n.20 - 16 maggio 1913

11el/a ricerca delle res/xmsa6ilild lmro:ralidre, acquista un gra11de valore positi vo. Quale il rim edi(}perd,è i11 avvenire la costru– oiom: di 111t 111101,0 Pala•:: o di Giusli::ia 11011 costi allo Staio 9uallro 110/le più di 911011/0 si sarei p reve11livato, e ad ogtti modo 11011sia seguita dti 101' inclliesla, rhe abbia rreiriguardi delle rts ) o11- sabili là dei /ml>h/ici /1111~io11ari risulla li ;deuliri a quelli /)nse 11li f La stessa. Commissione d't'ncl1ierta,fld assolvere 11110 dei compili che la legge le affidrwa, ha s/11,• dia/o e sugge rilo alfl!llt riform e dt,t[li isliluli ammi11islrativi, lec11irie di co11/rollo, pe,-cltè, ne/– /'e.ucu::io,u de/J'opere /m/Jblid1e. l'a1:ve11ire 11011 rq.ssomigli h'oppo al passalo. Tali riforme , però, esund o direi/ e più a modificar e i co11geg-11i for– mali clte ad assicurare la ,espousabilild indivi– duale dei /11lf::io11ari,11011 sembra a noi che pos– sano, mollo o poco, giovare, alla so/11::ione del pro6/ema. Polra11110 1,•a/eread accrescere /arse il valore e l'effiracia ,iell'"pera deg-fi on;sli e dd – l'inl elligettli; ma nott imprdira,1110 che gli inelli e i disonesti co11/ùmi110 nella loro illa:io,u o nella loro a::io11egua/111e 1/enefaste. Quel che è v,ra111e11/c 11eressario t 1111 ordi11a– me11/on111mi11islralivo, che imponga a ciascuno di . asJumere la ,·esponsabifiltl e/Tellivne sfogo/are dti pr opri nlli, e dia modo di rilrovnn: immediatn– menle Inie respo11sa6ililàogni volta occorra t"i– cer,·ar/a : '"' onli11anu111/o, cioè, ù, cui 110n sia possibile, come avviene oggi i11lui/i i 1lfim"sle,·i, che utt sÙ1Jfolo allo amminislralivo nasca, si .roolga e si compia al/raverso u11a/1111ga Ira.filadi ·b11rocralici dal 1J/i11islro a/1 1 11/limo ser,etan·o di se::ione, se11.:nche nessuno ne sia si11golarme11le ,csponsabi/e, tHenlre gli ,mi/anno le viste di co11- lrollare gli a/lri, e i,, rtalld cùucu110conlrilmi.sce a creare una rei~ inestricabile di coll,;sioni e di complifiltt. S<orrerd la Camera /aie p, oblema al/raverso le lacune del/' inc/Jiesla e come Utl risullalo di futsla ; e vorrd ad esso inle,essarsi f No11 l'ha scorto e nan se tte t i11leressalane/La discussione fin ora avvenuta e cosi imprevedula– mcnle sospesa (solla11lol'ordine del giorno Tu– rali co11cl11dt!Va co,i un accem,o alla queslio11e). h,' Jorse no" è a spcra,·e che, ripre11de1tdoa discu– tere, lo scorga e ad og11i modo vog-Ha illleressar– sene. La irrtspo11sabililtJ burocratica è la co11di– .:io11e indispe11sabilcperrht possa"o agire le itJ. Jlue,,::e polilidle nell'amminislra•ione: e i poli– licanli prrferira,ino sempre un /u11:ionan·o irn– s;onsabile e soggello alle loro pnssio11i, a tm fungionario che sia coslretlo dalla sua respo11sa– Oilild personale a /are nl più 11è meno del proprio dovere. Del problema bi'sog-11a rltc s' i11/eressiil ptusc, clte pag-a le spese delle irrespon.sabilild 6urocra– liclte e delle manovre polilico-aj)a,risliclte. Ed t -da augurare che se ,,, i11leressi e ne imponga la solu-=ionea un'allrn Came,·a, rlte 11011. sia questa Camera, in modo e/te I' i11rltit:s/a sul Palmr=odi Ciusli:ia 11011 si ,·isolva lutla ili 11110 scandalo ..scu:ta 1•4s11llalipositivi, tau/o prhna sopito e di• 111e 1/icato gun11/o più n/lo se ne leva oggi il 1'11- more. UN GRADITO CONSENSO Ct1ro Snlvt111iui, Ne1 penultimo numero dcli ' Unità il comune amico Modugno cita alcune mie parole, pubbli – cate nella Voce, che indicano la mia sfiducia in movimenti privi di una risonanza umana più profonda e pii) vasta di quella che i1 St'mplice interesse e la coltura tecnica possono avere. Non vorrei che i male, •oli, cosi abbonda nti, ag– guantassero qu elle due mie frasi per mettermi in opposizione con te; e mi preme dichiara re pubb licamen te che pur ritenendo come 1'3mico ~1odugno, che manchi vera mente ancora ali' U11ilà quel sos lrat o più intim o di calore r.ecessa rio per commuovere e confondere le volonlà diverse in un'Azione comune, non soltanto ammiro la tu a magn ifica opern di coltura politica, ma dico anch e che, se dovessi avvi cinarm i alla politica, a nessun gruppo mi senti rei prossimo quan to al vostro, all'ope ra del quale non ho mai par• tecipat o pubblicament e, trattenuto dalle mie oc• cupazioni e da vero scrupolo (forse eccessivo?) per qualche diverg enza, come quella che ho acc enna ta. Credimi, caro amico, con i miglio ri auguri, tuo aff.mo GivssrrE PREZZOLINJ. n aurglo 141J. L'UNITÀ P erchè " L' Unità ,, Mi sia consentito di dir e la mia opinione in– torno all' interessante diballi to, che da tempo si svolge in questo giorna le, circa la necessità o meno, dt defiriirsi e di andare alla ricerca di una for111oladiscriminante , d:. parte dei seguac i dcli' indirizzo voluto e strennamente difeso d,al– l'Uniliì. Secondo me, unche in ques ta questione, si mostra chiar o il solito dualismo tli concezione, circa l'att eggiarsi degli uomini di fronte ai pro– blemi della vita e della realtà. C' ~ chi concepisce <1uesto att eggiarsi, in una maniera preval entement e idc:i.le ; e c'e d'altra parte chi concepisce qutsto stesso atteggiarsi in un modo soprnttutt o pratic <'. Il Direttore dell'U11i!à 1 per es. - e con lui tanti altri - apparti t:ne a questi secondi. li Sai– vernini dice: di fronte ai problemi, che via via si affacciano e si vengono maturando nel cam• mino sempre ascendente della Società, non cu– riamoci tanto di mett er~ insieme dei pdncip t e di costruire delle ideologie, che indichi no la via tla seg uire nella risoluzione di quelli, quanto di vedere e studi11re tlirt/lameule quale sia la soluzione mig:iore da-dare ai medesi mi - in concre to - , e a ques ta mirare eflìcacemen te e co:t tutte le forze. I pr imi invece - bench ~ riconosca no, anch'ess i, che quello che in ultima analisi impor ta è il ri– solvere pri.ti camente tali problemi - deside– rano che la soluzione, che anch'essi ,·_agheg• giano, non sia so/usio11e per ù s/ejsa, ma debba discendere invece da un qualc he •mito• innanzi elabora to, e debba essere come un corollario che armoni1.zi perfettamente con un sistema di principt e di formole coocettua li sapien temente archite ttato. A me sembra che quesli ricercat ori di for– mole e di dcfinizioui in astratto - che nel pii) dei casi sono restii e meno inclini all'azionr", per temp eramento naturale, anche se non per delib erc1to proposi to - non pongano mente a due cose soprattutt o, che per me sono di capi– t ale importunzu . Primo, ess i non rinettono che il ~ampo di espe rienz e spiri tuali è cosi vasto, cosl vario e cosl ricco, 'che se mbra una vera puerili tà - almeno seco ndo il mio modo di vedere - il tentativo di volerlo ridurre e costringere nei nost ri poveri sche mi intellettuali e di tradurlo in formolc, che wbbiano valore per tutti e per l'esp t"rienza intera nei - vari periodi della - vita di singoli individui. Definiamo pure ; ma la definizione rimarrà semp re monca; acconlentcri. semp re i meno, perc hè i più vedranno che essa non tra duce che mollo Imperfe ttam ente le loro situazioni spi– rituali. E poi la definizione, che sarà buona oggi, non andrà più bene dom:i.ni anche per uno stesso individuo. E qui ml sia permesso di accennare ait una mia espc rien1.a persona le, Io, per es., qualche :inno fa mi sare i definito ben diversamen te d?– quello che mi definire i oggi I Allora, nel clefi– uirmi, avrei dovuto mettere in rilievo un' idea, che cm centrale per b mia vita e per la mia azione: cioè i"> allora non avrei saputo con– cepi re un uomo, che si fosse per intero c-onsa– cra to lllla causa del bene e al trionfo della giu– stizia, il quale nel rn~desimo tempo non si fosse appo&giato, per i motivi iJ eali della sua azione, ad 1..nOrdine Superiore di cose , e non avesse alt res l sentito il bisogno di affermare con fona - sia pure in una maniera le mille miglia lon– tana dalla concezione volgare cattolica dell'olt re tomba - il suo diritt o ad una sopravvivenza spi rituale per la sua personalità, sviluppatasi e _arric chita si att rav erso le lotte per il bene. E fino a tal punto io non sapevo conctp irlo ~n ml uomo, che se m:1i vi fosse stu to mi appa– riva come una vera anormali tà. Oggi invece c1ucsta preoccupazione spiri tuale - e con ciò credo di aver fatt o un gran passo innanzi , a– vendo sostit uito alla vecchi a concezione un'a ltra concezione del mondo e della vita più elevat a e niente affatto utili taris tica, sopprime ndo il mio prop rio io per farmi risolu to assertore dei di• ritti della colletl ività e del Tutto - è in mc completamente caduta; e quindi in una mia de– finizione d'oggi non potrebbe prender più posto. Eppure allora. e adesso mi trovavo e mi trovo a voler le stesse cose, a vagheggiMc le mede- dovrebbe bastare. sime snluzioni concrete, per i problemi, c-heieri ed oggi erano e sono 1>resenti al mio spi rito. E quello che si può dir e di mc, si può dirC con sicurezza di tant i altri individui, i quali, benchè sentano di doversi rifiutare a essere toquadratt in una delle tante formoie, che a loro si potreb– bero applicare, perchè diverso ò il sostrato ideo– logico, che essi dunno alla loro azione, pure si posso no trovare perfettam ente d'accordo nel · dare le stesse soluzioni concrete ai problemi che si presentan o via via <la riso lver e nella vita di un popolo. La seco nda cosa, a cui secondo me non pon• gono ben mente i ricercatori di • miti • e di formole nuove, è la seguente . Essi non rifleuono che anche in fon:lo all'atteggiarsi il più pratico di fronte ai problemi della vita nazionale, alla base stessa di ciò che io chiamerei l' iperprali– cismo, si cela e si agita semp re tale un nucleo di idee e di pre occupazioni spiri tuali, che è più che sufficente esso solo a dare quell' orienta– mento gene rale di cui si sente il bisogno, e quella definizione di cui si va in cerca. C'è pralici smo e pralici smo, e quindi dive r• sità di orientamenti e di definizioni. Il riso/• vere praticamente dei prob lemi io lo chiame – re i, mi si permetta l'es pressi one, ,m farsi delle idee, un afT~rmarsi vittori osa mente di queste nella vita di un popolo; e il risolverli nel senso da noi voluto, 1111 farsi delle nOstre idee, dei nostri ideali. Ma quali sono queste nostre idcc 1 questi no• stri ideali , che veniamo realizzando nella so– cietà, col nostro praticismo? e proprio questo quello che noi vogliamo sapere: - potrebbe os– servarmi, con una pun ta d'iron ia, qualchedun o di quelli eh~ han desiderio di definirs.!,- Ma è chiaro , rispondo io: quelle stesse idee e queg li stessi ideali, che si realizzano nelle so– luzioni concrete, che noi vogliamo dare dei pro– blemi. Ogni solu~ionc cottcrela porta con sè una somma di idee e di principi spir ituali, che ne forma come 1 il sos trnto e l'anima . Mi spiego con un esemp io. Quando noi si fosse riusciti a risolvere pra ticamente, nel modo voluto da noi, alcun i dei prob lemi più impor– tanti dd la nostra vita nazionale, quali il pro– blema doganale, il problema tributario, il pro – blema scolastico con relativo problema dell'in– segnamento catechistico nt lla scuola primaria, il problem a delle relazioni fra Stato e Chiesa, e via discorrendo i o non avremmo noi fatto trionfare anche le noslrt id~e, in opposi zione alle idee dei nostri avver sari politici; non a– vremmo affermato un nostro orientamento spi• rituale di progres so e di avanzam ento demo – cratico, in opposizione ad altd orien tamenti spirituali di stasi e di reazione, pii) o meno lar– vati; non hvr emmo luminosnmen te dimost rato quali sono gli ideali fondame ntali e comuni, che ci guidano neWazione prn tica? Cosi facendo, noi non ci sa'remmo definiti con nuovi miti e nuove formole, ma ci sa remmo bensl definiti in termini di azione concreta , af. fermando pralicam,nlt quel tanto di idee e di principi inform atori della oostra attivi tà che sarebbe sufficientissimo a c.i.ratterizz arci e a farci distinguere da tutti gli altri : - sia da quelli, che han comuni con noi gli ideali, ma soltanto nella cuta, cioè da tutti i falsi so• cialis ti, i falsi repubblicani, i falsi rad icali, in ~ma parola, da tutt i i folsi democra tici ; sia da quelli, che nella soluzione concreta dei problemi, lavorano, aper t:unente e senza maschera demo– cratica, in una direzione ciel tutto opposta alla nostra. Quindi - concludendo - io dico: pratica ci vuole, • vera pmlica democratica" per serv irmi di una espressio ne del Diretlore clell'Uuilà. Le ideologie, i miti si corn1>orr:rnno, caso mai, via facendo, se pure la stessa pratica - com' io ri– tengo - non sin essa stt:ssa il miglior ., mito•: il mito che lentamente e pr ogressi vamente si ja e si attua . Dicevano i nostri :i.ntichi: pn-,mmt vivt re deù, philosopl,ari. È pr oprio il caso di rip eterci a vi– cenda questo vecchi o ad:i.gio, che secondo me serve a carall en zzarc molto bene il risveglio di anime, di cui l' Unità si è fatta tenace e corag– giosa suscitatrice in mezzo al senile infrolli• mento dei vecchi partiti democra tici, che come un Ragello di Dio infestano le contrade d'Italia. 301 E questo risveg lio di anime - che con gesto felice e con fede veramente democratica va fa. cendo da tempo ques to nostro piccolo giornale - può fare le sue reclute in tutti i campi delle vari e frazioni dem ocrat iche, senza che queste reclut e si vedano per ciò costrette a buttare a mar e le loro ant iche ideologie, siano esse la so– cialista o la repubblicana o la radicale o la de • mocrat ica 1011/ courl, :-ibbiano bas e idealistica , o cristiana, o anche puramente nnturale. Potrà esst r nece ssario, come lo stess o Salve• mini scrive, un processo d i revisione per ques te vecchie ideologie; ma esse, nei loro nuclei fon dam ent~li, non potranno mai esse re dichiarate incompat ibili col prali cismo dell'U 11il,i. Quindi io dico: l'U11ilà basta! Quello che non basta ~ che i seguaci dell'indir izzo dcli' U11ilà rimangano isolat i e dispersi i ma a questo si è cominciato già a provveder e in qualche luogo, e si pro,•vederà sempre megli o in :Seguito. L. M. La fine del proemio. Quest~arlicolo ci ; gi1111/ome11tr,eravamo ptr mandar e i11tipografia l'arli colo, gid a,11111zialo per questo uum ero, .di P. Carabelles, sul e Pm– siero del/' Unità•· E abbiamo voluto dargli sm– Jlallro il passo, 1to11solo perchd isso ripre11dt la ttsi soslc,m/a dal Vale11/e ml mtmero J J _aprile dtll' Unità, tsprimmdo lo slf1lo d'auimo di qu.J gr 11ppo di nostri amici, i quali i11voca110 sempli• cemenlt ,ma ttt40Vat piii co,r111/1 " a•io 11e II de• mocratica e so110 conltttli ,ii v1der11e i primi acce1111i 1111/apropaganda dtl nostro giontalt, n,a a11c/11 percht esso ci ccmd11ct a formular, al• c111tconclusioni, alme110provvisori e, di questa prima fas, dilla disms siotte !IISCilala dal Sa– vellì. L. M. - fmralf1rma11docl,, r Unità basta a lui e dovr,bbe bastare a tu/li ; pur dìc/n"araudo cl,1 i va11a ogni ricerca di 1111ovi • mili• 1 che o ba- • sla110 gli a111ic/1i o l'a4io11 prati ca i il miglio,t dti • miti •;"pur aff ermattdo che q11a/111tq11t pro– cesso di revisio111delle vtccl,it ideologie nou po– lrebb, e 11011 dovrebbe condurci ad una pra tica diversa da quella che noi andiamo predicaudo e che o pn ·ma o poi dovrà essere suscitala dal 11oslro giornale - ammel/1 cht ques/o processo di revisione può esser mc,ssa,·io. E putJ esstrt ,,,c,ssa rio, 11oiaggiungiamo, a11cl,e s, il resullalo della disrnssiotte dovts! e esstrt che 1to11c' f ttulla da corrtgge r, ttegl'idtali a11tichi 1 e eh, ,,o,, c'è bisogno di crear, ideali 1t11ovichi fra gli a11tic/1ic, ,l' ì a suffecim•a j)tr diriger, efficactmtntt la 11oslra a1Jio111 pra• fica. /11 / 011do 1 anche per • cl,i co,icepisce fal– leggiarsi drgli uomi11idi fron/1 ai problemi della vi/a d dello rea/là in ,m modo $0/Jralul/o pra– tico•, il v,dert co11la mas sima cMart:saa possi– bile i nuclei /011damml ali dt/11proprie ide, dirti· livt, i /011/1di lrattqui/lilà inlrrior, e di mag • gior, sicur,eea e cotren#a , vi'gor, ttelta aioue. Ma bisogna che c1 i11/mdiamo hm fermammlè cht q11tslo /nYJusso di rtvisiout uoi vogliamo farlo 11011dal p,ml o di visht di chi 1101t ha 11ts • sm, ideale, od oscilla incerto e co,,fu so fra vari idtali 1 oppure srgue icltali politici opposti agli ,dea/i 11oslri. / I lnvoro di revisione uoi iulmdinmo fa rlo s11ilradi•ionali ideali democrnlici: i quali nei loro nuclei fondam entali sono rimasti immu• lat i in noi, per mrglio chiarirli, meglio consoli• darli, meglio nd<1/larli <1/le uoslre 1110v, espe– r,wee personali e colltlti ve, A chi 11011 Jm 11rss1m ideale 11011 abbiamo 11111/a da dire. Chi 11011 sa che pesci pigliar,, t /Jrt(falo di 11011b11/1<1r le rtli " casaccio iulorbidando le aequt di chi ha bisogno ,li lt1vorare, ma di slar – sent lranquill o s11/la riva fi uchi 11011a/J6ia de– ciso che cosa i11/mde fare . Chi comballe 11011 solo la pra tica dtmocralim perversa di qutsl'11//imo dcct1111io, ma anche ogni principio f ondam mlale oritnlnlore dtmocrt1lico, si rrnda 6111co11/o che fra noi 11011c'è />Osloper lui, salvo che 1to1tci convinca cht la revisione drgf ideali dtmocrolici 11011può tssere cl,, demoli~iont lo/nit di og11i idtale democrat ico comm,qu e esso voglia concrt • /arsi. La rtoslra i 1111a " discussiotte di ordi11e ;,,. ler110 • f ra 11011111,i, quali smtotto snpra/utlo la ,uctssilà di ,ma nuova prt1lica democratica, ma men/re lm/0110 questa nuova prati ca, sono por. lati mcts sarirmumltJad esam;,,nre se t fino n qual punto la vccchìf1pratica /11 ,ma fal sa ,·ea– lie::a~iom dei loro v,cclti ideali, oppure / 11 l'tf- • {ti/o necessario di i rrori più o 1111110 prof ondi che i11qui11ava110 in quale/teparie quei vtccl,i idra/i - errori che vanno corre/li n.Diuchi 11011 conli- 1111itto a f11orviar1 anche la prati ca 1111ova. Dtfi 11ilo così 11rtl1 mt 11te il ltrr etto dtlln 111/e– riore dism ssiout, possiamo co11t iderar c/1i11soil proemio - rit scilo cerio utilissimo, auc/11se troppo lungo -, ed mir are in medias res . L'UNITÀ Abbonamento special, per una serie di numtri sucussivi : dieci centesimi per ogni num ero.

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