Studi Sociali - anno III - n. 18 - 25 aprile 1932

ANNO III lVION'Ì.'EVJpEO,. 25 1932 N. 0 18 • • • .u I RIVISTADI . ABBONA:tnENTi: Pe;r véntiquattro .·1ùrnieri' Per d'oiliéi.,numeri (All'estero k, ftesso prezzo, equivalente in mone. ta degli Stati Uniti à due dollari per 24 >Jumeri ed un dollaro e 25 cent. per 12 numeri.) SOMMARIO Ai lettori ed amici (La Redazione). S1ill'o1"lò dell'abisso (Luigi Fabbri). • La 'l.'ragecliadi Monza (Errico Malatesta). • La" Nuova Utovia" e l'Anarchis1no di Riccarclo Mella (Max Nettlau). L'Anarchismo e la,1 1 iolenza (Salvatore Cortese). Il per·icolo Cattolico (Ll!cia Ferrar.i). Vera e falsa. Coòpera,t,ione ('I'orquato Gobbi). Altre notizie biografiche sn L. Galleani (I. f.). Bibliografici ( Crttiliua è Bibliofilo). Ai lettori ed amici A causa della malattia improvvisa, che colse il nostro redattore e compilatore Li tigi Fab b1:i nella prinia meta cli g,ennaio, e si é prol1tnga.ta fino a questi ·ultimi ,giorni; il numero scorso di "Sfodi Sociali" gia pronto pei prinii di feb– braio non, poté uscire che il 21 di quel mese. Poi il lavoro resto interrotto. Possiamo 1·ipren- derl.o·soltanto ora. ,,. .A dù· ve1·0, se anche la rivista aves.se po.futa p·ubblicarsi z;iii, spess.o, le ne sarebbero manct:4ti i mezzi come, s-ip1t6 vede1:e clo,lbilancio, ammini– str'ativo clw pJ.,bblichiamo-a.parte. Ma il ritq,rdo con cui 1tscianio non pregiudica gran qhe, per il carattere speciale f1t0ri d'ogni attualita della p1tbblioazione e la lirnitata ma diffilsione,. dato il ·momento di crisi eco,noniicae di p1·eoccupazio– ni piu urgenti che si attraversa ovunque, che consente solo scarsissimi i m,,etzi,il tempo e l 'at– tènz1one·allo studio di q1lei,problemi, P.erla trat– fazione dei quali "Shldi Soqiali" sorse cirsa ~e ànni orsono. V olevarno smettere e 1·imandctrea miglior tem– po la stampa di questo foglio rnodesto,. rna ne siamo stati sconsigliati. Ci é stato osservato .a ragione, che· anche 1tscendo q11,andopn6, e sen• za richiedere ai compagni troppi sacrific,i né sottrarre l 'a.Zimento necessario acl qltre piu im– pellenti e necessarie iniziative di. azione e di p ro• paganda, "Sfadi Sociali" riempie un vu.o.to, completa in certo modo la lotta che si svolge nella stessa direzione in altri camupie con altre forrne, stimolando qi,ello sfor:zo di riflession& e di pensiero che é se'Y(l,pre· utilissi1no ausilio w guida animatrice cli og,ni attivita indivi(lmale e collettiva sul terreno dei fatti. Ci6, d'altra parte, perrnette a noi, benché avulsi e lontani dal no– stro ambiente natilrale pe1· nialvagitii d'iwrnini e contrai·ieta di ci-i-costanze, di cooperare lo stesso a seconéla detle nostre forze eç], in armonia con Ie nostre attitmlini, capacita e convinzioni particolai:i, al lavoro c onwm:e per l'Idea che ci affratella; al di sop.ra di cento frontiern, con t.u.t– ti q1tanti hanno la nostra medesima ansia cli li– berazione· in ogni par:te del mondo. Noi continuitun;o, adunque, con fede e con co– sfonza l 'o'pera-nostra. Coloro che non la cr,edo,,no ·im,tile, q1,e/1liche t1,pp1:ovana i ·criteri e diretti– ve orma.i ben. note· della nostra pubblicaziwne, ci aintino carne possono, sia col consiglio e la · collabornzione, sia col fornirci i m.ezzi matèriali per restai·e sitbla b1·eccia. Da parte 1~ostra cer·– chèrenio di fare fatto quel che potremo. per me– 'Pita'Pe l-aloro solidarieta e·non tradi7:e la lor:o. fi- "' di;cia. LA REl)ÀZIONE. -------------,...------------,-----.......;. · P.er la ·redazione e ·l'Amminisitrazioll!e ri– volgersi a: LUIGI FABBRI, rivista ''Studi Sociali" Casilla ile Correo 141 · MONTEVIDEO (Uruguay) RIVENDI'J'A: Per ogni copia $ 0.05. (Negli altri paesi lo stesso prezzo, equivalente a cent. 5 di dollaro. - Sconto d'uso ai rivenditori.) Sull; orlo del/' Abisso Si dice che lo struzzo, dinanzi a uu pericolo cui non .pu6 ,più sfuggire, nàsconda la testa sotto le .ali e cosi aspetti che il pericolo passi o lo tra'i 1 0 7 gà. Npi facciamo un po' come lo struz– zo, dinanzi all'abisso deìla gliena verso cui ci sentiamo sospinti a poco a poco dalle forze piu cieche e malvagie che si agitano in seno all'u– manita attuale. Non voglion le nostre esser parole di recri– mina,zione: sono una pura e semplice costata– zione. Fors'e questo atteggiamento di passiva aspettazione deriva dal senso d'impotenza cos:i generalmente diffuso? Pu6 darsi. Ma il fatto sta· che tutto il mondo civile odierno - vale a dire tutta· quella parte di umanita vivente e pensan– te che si preoccupa ancora del proprio avve– nire, che tende più 6 meno a progredire in li– berta e benessere, - pare divenuto una immen– sa Bisanzio;· di quando la degenere figlia di Roma; alla vigilia di essere sommersa ·dalle innu– meri soldatesche .ottomane tumultuanti alle sue porte, perdeva tempo· ad accapigliarsi. intorno alle più futili questioni teologiche. Non parlia– mo poi· di coloro che; nella veste di ·pastori di ·popoli, - come goveimanti che tosano, scorti– cano e decimano a, pmprio uso e consumo le grandi greggie umane, - ment1·e da un lato prepar.ano i mezzi e le cause di più vasti macel– li, dall'altro lato sembra vogliano beffarsi del mondo intero con quella ·specie di accademia sedicente per la pace che hanno iustituita a Gi– nevra sotto il nome, di Societa·delle Na,zioui. Noi sless1, piccola minoranza in seno alla mi– noranza di umanìta ·ancora· veggente, che spin– giamo più lontano lo sguardo verso un avvenire· di superiore giustizi;t sociale ed universale, an– diamo discutendo ,con ardente impegno sulle vie e i m<'!~ziper realizzare prima che sia passi- , .bile una. soc.ieta frateqia senza più odii ué vio– lenze; e non ci accorgiamo, o piuttosto cerchiamo di non vedere - nella sperarrna che lo spaven– toso presag,io &i disperda pel terror,e ste~so che incute - il· ciclone orrendo che sta per rende– re vani. tutti i nostri disegni,. tutte le nostre. di– sc~ioni, tutti i nostri sogni. Con chi, e.on ·che cosa re.1lizzeremo noi un mondo migliore, se i potenti della terra riusci– ranno a scatenare sui continenti, e insieme sui mari e nell'aria, la guerra che si sta preparando in ogni parte, e gia si sa che si tradurra in una enorme distru2tione di popoli, in cui non vi sara ·più di stinzi0 ne fra c;ombattentì e non combatten– ti e lè cit.ta, i :villaggi e le campagne potranno in . poche ore cambiarsi in cimiteri inanimati e avve– lena.ti 1 che avrà molto probabilmente per risul• tata il più completo spopolamento di interi pae– si e nazioni, e proprio di quelli in cui la vita umana era divenuta: più fervida, intensa e pro– gredita 1 Non é, plilrtroppo, lontana da una real– ¼ probabile quanto orribile la visione di una Europa semidistrutta, in cui delle citta come Londr.a, Parigi, Berlino, Vienna, Milano e Mo– sca siano ridotte a mucchi di rovine e tombe di mi.lioui di cadaveri; in cui vastissime esteu~ioui di territo.ri0, 8Convo1te dai bombardamenti e rese sterili e pesti, fere d ai gçtz asfisianti, siano muta– te in deserti1 sen.za più vita animale o vegetale per, anni ed anmi. Né gli stessi oceani arresteranno la valanga . di distruzione e di morte. Le due Americhe da un pezzo si guardano con occhio grifagno, e la febbre del militarismo più guerresco le scuo– te coi suoi brividi• minacciosi; e l'antica Asia vede il risveglio, dopo 'Secoli di sonno, dei suoi nazionalismi più barbari, qua nelle forme del piu moderno imperialismo, la sotto il manto del– le più seducenti idee d'indipendenza, altrove con tutte le apparenze della legittima difesa contro le aggressioni più cinicamente spogliatri– ci e conquistàtrici. E 'il fuoco che si accende nel punto più lontano del globo minaccia di esten– dersi, come· .attraverso vaste e lunghe striscie di polvere asciutta, e di propagare l'enorme in– cendio in tutte le altre parti della terra, Proprio in questo momento la pace mondiale .,- questa pace cosi infida, cosi ipocrita, falsa e densa di misetie e d'infamie - viene per l'appunto mi– nacciata nel modo· più grave ed impellente dai~ la crimiualè iniziativa guerresca del Gia.ppone, che invadendo da due punti coi suoi eserciti la Cina !•imbelle e mar,t_oriata, va cinicamente at– tuando, senzà alcuna parvenza di ràgione o di diritto il suo duplice fine imperialista: assogget– tare al suo dominio militaresco territori e popo– lazioni eh 'erano indipendenti da millenni e co– stituiscono una delle uazionalita più vaste del mondo; e nel. medesimo tempo vincere· sul terre– no della concorrenza tutte le vecchie dominazio- ni colonial.i europee nell'Estremo Oriente: . Quest 'ult,ìma eveutual~tà, di per sé, nòri ci preoccuperebbe affatto, se non fosse la sòstihi– zione di un orrore ad un altro. Sempre abbiamo pt'.nsato che l'assoggettamento delle popolazioni asiatiche (o africane ò al1straliane che siano) alla tirannide· ed allo sfruttamento più fei-oci èd esosi dei paesi cosidetti civili europei e no~d– americani; sia una delle infamie più gravi. della storia, che prima o poi la sedicente civilta éla– pitalistica avrebbe dovuto amaramente scòntare. Ed ora sembra ·che i nodi siano arrivati al pet– tine! Se la liberaziònè dèlle colonie dal dominio ladresco e sanguinario ·occidentale avvenisse per la insurrezione spontànèà dei popoli· oppressi, noi la salut.arcmnio colf gioia, come uu grande passo dell 'umanita sùila via del suo progredire. lYia purtroppo qi.1ei;tonon é, Al èOntritrio il p·ro– gramma di occhiuta ràj)iua, che l'imperialismo del Giappone sta attuando fra stragi di sangue e di mo1'te in Manciùrìa e a &hartgai, tende im– che a soffocare o corrompere in sul nascere qùel po' di sano spirito d'autonomia e d 'indipenden– za che si anéÌ.àva sviluppando tra le p·op0Jazi0ni .. 1siatichè della Cilia, dell'India, dell'Indocina, delle. Fllippin:e, ecc. Le cesoie scorticatrici dei mercanl1 di Lo ndra, Parigi e New York s·arnnno sostifuite d.al coltello degli scam'latoi di Tokio. Ed anche l'infelice umanita asiatica non avra fatto che mutare di posizioiie nell'eterno suo letto di dolore. · Né bisogna P.erder d'occhio· ci6 che, contempo– raneamente, va maturando di ]Jiù orrendo· aiico– ra e più minaccioso direttamente, per l 'Emopa, sui confini tra la J\fanciuri.a, ormai preda del Giappone, e la Si'beria sovietica. Qui il pTÒbléma si complica e si aggr.ava. Se i va:ci'iu:iqi>'eriàlis:mi cauitalistici europei e nol'd-amèricaui sono, di ce~·to, preoccupati daHa prepotenza .rivale nip– ponica che mirra lor0 iT terr'eltOi in tutto' l 'Orien- ..

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