Volontà - anno X - n.11 - 30 settembre 1957

Ma dice, l'amico A.J ., /..,enin ha costituito ""' e:,ercito rivolu.:.ionario, 1111, esen::~to hct wra cliscipli,ia, è il solo lrwgo doue In discussione ,um. è di castt. Chi abb!lndona l'esercito è un. disertore ...... ~e si arruola dal/.'altm /Xtrt.e è un lradilore. Scopo sr,,premo la vittoria. Alla ,•iflori« ~i sacrifica tut– to, in primo luogo, se è necessario ~e stessi. Con questa tauica il comuni– smo ha vinto in due paesi almeno: in lfossia e in Cina ». Questo \'eramente stupisce di sentirlo affernure da A.J. Alla vittoria non bisogna incominciare a sacrifi<'arc i valori per i quali si dice di combat1ere: altrimenti il suo 1:1coposupremo sarà una suprema sconfitta . .I:: :issnssinio e non sacrificio l'essere stati 1:ostretti a dare Jn pro– pria vita antoincriminaudosi, o sulle forche di Praga, o sotto i carri armati so\'ietiri, in Ungheria. Guai se ro\'esciamo jJ siguificuto di certe parole e couceui. Ci verrebbe a mancare ogni misura per distinguere l'immoraJc dal morale, il delittuoso dal buono. In Russia non ha vinto il comunismo (lasciamo stare per ora la Cina dove pare sia in e.orso un esperimento di– verso da <1ueI10 russo) ma hanno pro1~rio vinto i w1u1ui-statori-consumatori ,lel potere politico. Anche Sartre (( chiama socfolismo <111esto mosrro sanguinoso che la– cem se stesso (ma è perchè) di socialismo non ve ne erano altri, tranne forse nel cielo delle itlee platoniche e si doveva voler quello o rnm volerne nessuno ». 1 Non stupisce che j comunisti si ostino a dire che in Russia è stato costmito il socialismo perchè « il dovere del militante è ,li diffo,ule,e le pie menzogne, di tenerle snlla lingua come un'ostia e poi rifarle ipocri– ticamente al vicino » 2 ma stupisce enonnemente che A.J. niuti alla dif– fusione di queste pie menzogne. f: tempo di concludere. La discussione ci ha portato lontani dall'ar– gomento centrale che era quello della possibilitì, di dialogare con i comu– nisti. Ma su questo vi era accordo 00 è stato naturale cbe abbia finito per rispondere agli argomenti laterali contenuti nella lettera di A.J. · Ma, ritornando al tema principale 1 A. J. potrebbe obiettarmi che con tali severe crilicbe io mi chiudo ogni possibilità d'intavolare un discorso con i comunisti. Ma la prima condizione per un dialogo da parte degli interlocutori è la sinceritì1, il diritto di poter dire, senza reticenze, tutto quello che essi pensano. Altrimenti non è più dialogo, ma ;finzione. Bi– sogna par1are con la si.essa franchezza con cui, finalmente, ha parlato re. ccotemente Pietro Nenni a proposito della ,rivolu:r.ionc di palazzo avvenuta nella direzione collegiale moscovita. C'è sempre, egli ha detto, qualcuno che ha « a portata di mano il solito ordine del gi.omo apologetico per qua– lunque cosa auuenga, con in bianco i nomi ai <Jtmliosa,inare. visto che questi possono cambiare». Bisogna incominciare a dire pane al pane e vino al vino. Non bisogna credere che Togliatti precorre gli avvenimenti dello Stato•guida solo perchè ha la capacità di adeguarvisi prontamente; uou bisogna assecondare il conformismo iu cui ristagnano tulli i connmisli; 1 e 2 J. P. S1.r.1:ir. cd nl:ri. La rivolta ungl1ereM!, Mondadori, ì\!il:1110, 1957. 636

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