RE NUDO - Anno VIII - n. 54 - giugno 1977

DUE O TRE COSE CHE SAPPIA SULLA VIOLENZA Avremmo fatto i partigiani, o da Al· gerini, la guerra di liberazione o, da Vietnamiti, la resistenza. Ma, in una situazione di guerra la resistenza non poteva che essere sulle montagne o nelle trincee fra le risaie o nelle casbah, con le armi e senza gioia, coscienti del prezzo tremendo di umanità e non solo di vita da pa– gare. Ma la nostra generazione non ha quelle montagne dove asseragliarsi in difesa. I nemici non sono i tedeschi, i fascisti, i francesi, gli americani e neppure più soltanto la polizia. i ca· rabinieri, il governo, i padroni e le squadracce, ma anche il PCI, i sin· dacati ( quasi tutti), i giornali e la Raitelevisione e tutti quelli che ben pensano e quelli che non pensano af. fatto. E non è più nemmeno solo l'Italia, ma la realtà terribilmente in– tegrata delle multinazionali e dei tan– ti governi al loro servizio. E il ne– mico è anche dentro di noi nell'e– goismo, nella paura del nuovo, in un conformismo estremista ( che esiste), nelle ambizioni personali e in altro ancora. Allora il senso della violenza del mo· vimento lo vogliamo rintracciare a partire da qui, adesso, dove un mo– vimento minoritario, diviso e alla ricerca di una identità culturale si trova contro tutro l'arco della « so· cietà civile ». E ancora il senso della violenza del movimento lo vogliamo rintracciare nella dinamica delle cose: la crescita impetuosa della disoccupazione e del– la marginalità parallela alla crescita gagliarda del mega-potere internazio– nale, dei ~uoi poteri di controllo, ma per fortuna anche delle ue peren– torie contraddizioni. E infine il sen o della violenza del movimento lo vogliamo rintracciare nella storia di ieri di oggi e di sta· mattina e nei frutti che ha regolar· mente maturati. E allora a partire da questi tre pun– ti, a partire dal passato, dal presente e dal futuro, noi crediamo che la violenza del movimento ia un er– rore. E' un errore come metodo perché: non paga. Contro le strutture repres· sive dello stato le P 38 sono pistole ad acqua ma anche i mitra dei Nap e delle BR. Non è vero però che non spostano di un millimetro il po– tere, lo spostano, ma dall'altra par– te, perchè i poliziotti e i magistrati si sostituiscono, ma un poliziotto morto ammazzato vale mille sussulti di paura che non sono mai di rinno– vamento. La DC e il PCI sanno di spartirsi questa paura. « Ma - ci dicono certi compagni - per ora si tratta di violenza individuale, di fughe in avanti, ma quando la vio– lenza sarà di massa »... quando già oggi a tirare molotov sono testuggi– ni di 200 operai, « come a Roma .. ,» Che sarebbe l'ortodossia leninista con– tro gli avventurismi piccolo-borghesi e sottoproletari. Ma quale sbocco è pos ibile immagi· nare a una futura violenza di massa in una provincia dell'impero? Oggi che è molto più forte il controllo sociale· che la sicurezza del meccani– smo di accumulazione? Noi crediamo che oggi e di più in futuro i paesi a capitalismo avanzato controlleran– no molto meglio gli apparati repres· sivi ( pensate al caso tedesco) che non i loro modelli di sviluppo lan– ciati su una pista di morte ( centrali nucleari indu. tria di interesse mili– tar.:. concentrazioni ad altis imi inve- st1menti di capitale e a sempre ere· scenti consumi di energia). E allora piuttosto che marciare compatti e suicidi contro gli apparati repressivi non è meglio cercare di inceppare il loro « modello di sviluppo »? E per questo il più utile, efficiente, pagante e duraturo metodo è forse davvero quello non violento: lo scio– pero, lo zucchero nei carburatori, il sabotaggio, l'ostruzionismo, ,l'assen– teismo, le occupazioni e la crescita di una coscienza generale della ne– cessità di non stare al gioco, a que– sto loro gioco che non chiede di me– glio che di trasformarci in soldatini per farci fuori tutti e subito. Cosl per altri 20 anni non se ne parla più. Anche su questa pratica pioverà una repressione dura e spaventata ma meno efficace perchè, se il terrori– smo (oltre ad offrire il suo tributo alle sbandierate necessità del control– lo sociale) è un da~o valutabile ( tan· te galere, agenti, soldi, armi all'an– no), la controcoUaborazione invece è un dato che incide direttamente sui meccanismi di accumulazione, che non possono essere predeterminati nella loro gravità e nelle loro impli• cazioni. La violenza è un errore come modo di essere. Mai visto nessuno a sini· tra teorizzare la vi0lc111..1 ..:ome un

RkJQdWJsaXNoZXIy