Critica Sociale - anno XL - n. 2 - 16 gennaio 1948

22 CRITICA SOCIALE All'estrema sinistra si· è andato più nettamente delineando in questi giorni il concetto ispiratore di quel « fronte democratico popolare», venuto alla luce per opera della Segreteria del P.S.I., ma che il P.C.I. ha immediatamente adottato e preso sotto la sua protezione, mostrando molto chiaramente di volerlo considerare come filiazio– ne sua, delle sue direttive politiche, e di volerne fare strumento della sua azione. La caratteristi– ca di questo « fronte democratico popolare » è costituita dal tentativo di sostituire l'azione della « massa » a quella _dei partiti, forse anche perchè i promotori di esso fronte e coloro che lo han. ,no adottato si sono resi conto del discredito in cui son caduti _j partiti, per la inconcludente con– dotta che hanno tenuta dai. giorni della .Libera– zione sino ad oggi. Ma evidentemente i partiti di estrema sinistrà si riservano di manovrare lo– ro questa «massa». Per il momento essi hanno cercato di, farsi interpreti di quello che di più istintivo, e perciò di meno razionale, c'è nell'a– nimo delle folle, e hanno mostrato di voler secon-. dare questi impulsi dell'istinto senza cercare di porre ad essi alcun freno. In questo pi.1mo mo– mento il gioco può riuscir loro secondo il proprio intento, che per· ora è sopratt.)ltto quello di rendere impossibile qualsiasi azione ordinata di governo, sia per creare nuove difficoltà ai par– titi contro i quali sono scesi in lotta, sia per la prospettiva che dalle difficoltà per tal modo create possa sorgere una situazione nuova favo– revole ai loro intenti. Ma è calcolo fondato que– sto? Se per questa via essi riusciranno a crearsi. un tal seguito che dia 'loro la maggioranza nelle prossime elezioni e li porti al governo, riusciran– no essi a ricondurre ordine nella vita_ del Paese e a dominare le folle di cui avranno scatenato le pas~ioni 1 Rammentiamo che gli stessi dirigenti della Confederazione del Lavoro e 1 delle singole Federazioni ·e Camere del Lavoro hanno in certi momenti dovuto confessare che non riuscivano più a dominare i movimenti delle categorie siB– dacate, che si erano inizialmente mosse· sotto l'im– pulso dato da loro. Un. tal precedente dovrebbe servire di monito. Nelle nuove istituzioni e ini– ziative che sono propost'e come « miti » per su– scit&re l'entusiasmo della «massa», sono sicuri i partiti di estrema sinistra che questa non in– fonda poi in esse uno spirito e una sostanza che potrebbe essere in perfetta antitesi con le esi– genze della società nuova che essi partiti pro– e.lamano di voler creare 1 Sono sicuri, ad esempio, che i Consigli di gestione, creati oggi senza suf– ficienti cautele, anche per quel che riguarda la scelta delle persone, non diventeranno quasi dap. pertutto strumenti di interessi particolaristici o fonte di collusioni, come P,Urtroppo abbiamo do-. vuto constatare noi, che pure alla istituzione dei Consigli di Gestione siamo, in linea di principio, to,to corde favorevoli? Sono sicuri che i Consi– gli di Cascina, di cui non riusciamo veramente a intendere la fisionomia e il modo di funziona– mento, -non rinnovino in molti luoghi il lacrime– vole esempio ~dato dal primo esperimento fatto in una tenuta agricola della provincia di, Cremona, dove l'opera sua cominciò con l'abbattimento di quei pioppi che erano stati piantati per provve– dere la materia prima all'azienda cartaria alla quale quei terreni appartenevano? Sono sicuri BibliotecaGino Bianco che l'incomposta occupazione di terre non porti al tentativo di un frazionamento per la costitu– zione di piccole proprietà particolari dei singoli occupanti, con pericolo di un regresso invece che progresso nei sistemi di coltivazione1 E simil– mente dicasi della mezzadria, la quale rappre– senta forse oggi il miglior sistema di conduzione agraria in certe regioni, ma la cui scomparsa cer– to noi non lacrimeremmo, se essa fosse sostituita da un sistema di più razionale distribuzione di lavoro in aziende allargate, che renda possibile un sistema tecnicamente perfezionato di coltiva– zione e un più largo reddito della terra a benefi– cio della collettività, ma che sarebbe invece da deplorare e lacrimare se desse luogo a formazio– ni di piccole private proprietà in mano di colti– vatori avari, che rifuggano, tutti chiusi nel loro egoismo, dal ricorrere a forme di associazione e di cooperazione e al consiglio di tecnici, con ef– fetto quindi di peggiorare qualitativamente e quantitativamente la produzione, con danno del pubblico ìnteresse. . Col sistema inaugurato i partiti di estrema si– nistra dichiarano di mirare alla formazione di una democrazià nuova che non sappiamo se sia la stessa « democrazia progressiva» che il P.C.I. aveva- assunto come espressione del proprio pro– gramma. Dovrebbe essere una « democrazia di– retta», da sostituire a quella rappresentativa, che ha trovato conferma nella nuova Costituzione, a cui pure esponenti del Partito Comunista e del P.S.I. hanno attivamente partecipato. Ora noi non siamo certamente di quelli per cui la demo– crazia debba restare perpetuamente chiusa nelle forme rappresentative parlamentari. Siamo pron– ti ad ammettere e ad accoglier principi e indirizzi nu9vi, quando questi appaian,o" utìli ed efficienti, mentre i sistemi precedentemente attuati appaia– no ormai insufficienti o dannosi. :Ma per il modo in' cui s'inizia l'attuazione di questa nuova demo– crazia e con tutti i dubbi che abbif1mOsopra pro– spettati, noi non abbiamo. assolutamente fiqucia che i nuovi metpdi possano dare ora risultati b~– nefici. Noi li consideriamo anzi come una causa di dispersione e ài inutile consumo di forze, che potrebbero essére utilménte organ.izzate e di:r:_et– te ad altro fjne; li consideriamo come un gravis 0 simo intralcio posto attraverso al cammino che il nostro Paese ha bisogno di compiere per giun– gere alla sua restaurazione materiale e· morale. D'altra parte, pur riconoscendo che forze ostina– tamente conservatrici e retrive cercano di porsi a custodia del nuovo ordine politico per cercar d'impedirne il movimento verso qualsiasi forma di progresso, non dobbiamo nasconderci che la possibiFtà. di creare e rendere efficienti altre forze che cerchino di dare un progressivò svilup– po .ai prini:ipi della Costituzione oggi non man– ca da noi; e l'azione stessa che svolgono i partiti di estrema sinistra ne è una prova. Coi germi di ampio sviluppo che sono impliciti, come abbia.mo supra ricordato, in alcuni articoli della> Costitu– zione, noi.avremmo la possibilità, sul terreno·stes– so della democrazia tradizionale, di venir crean– do forme nuove di rapporti sociali e la progres– siva instaurazione di un ordine nuovo, in cui tut– ti i diritti del lavoro siano riconosciuti e -fatti valere e tutti i privilegi del capitale scompaiano dalle leggi e dalla realtà effettuale. Perchè do 7

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