Critica Sociale - Anno I - n. 5 - 30 marzo 1891

CRITICA SOCIAl,E 7!l « o della nta pratic:t !ti pre--entcranno all'uomo in « ro1,na di rapporti c,·identi o mzionali co·suoi i;;i– « mili o colla natura. La ,·ita ilOdale, la cui b.i.-:c è « nella produzione materialo o nei 1-:\111'l0i-li ch"C5-..:a e J>Ol'fancce."..;;.·triamcnlC' con fl-l>, i:uù llbcr~ta dalla « nubo mi ..tica elio no Yrln \'n~potto ~lo in qu<'I « ~i01·no in cui si manilh,do11\ 1)(11• ~1(;_1 l'opera di « uomini che. Jibemmc.nfo n~~iati. agi~:mo co– « ~dC'ulemcuto o sicno r).1d1'0ni ,101loro morimc.n!o e sociale.... I.ROSU>A DISSOUTI. 1.'1 l'ttflllfl numt:ro della .,htt' Zdt, In un ar1kolodel KrltacMw-- 11tr 1111 RIOl'IIIM'DlO rholu.bOnarlo MINO nel ...... lo e nel pN!Hnle. \"O"\ ,1 nprt~ Intorno a Olorclo PIHllanow, fllluatre rouo rl– fuJlato a Olnewn.. rle:<NK,Klatodaall llfflll anerurl come Il pld l{f'nlale e-ronorul•ta ruuo dopo Il Cttnk•••kr: • 011 nn dall"13 nel auo lnoro • Il s«1,u-1mo e la lotta J)Oli– Urn ~ l'll"(h11now ll1"ev1ll':i.tloIl prlmn lfn!Ati1'0 di una critica atul11, dnl punto di 1'18111. del ~OC'lall,mo ~lenlldco, del confu10 ml■CHJl'IIO (Mi1tllmateh.J di teorie e di 011lnlonldi cui erA formato t11Un ti mowlmenlo rholu:tlon:irlo r111to,VI ltnne dietro tutta unn ,erll" di 11trl 11trltll - fr:a. I cui 11.111orl, lnBll!.me I\ l'lech:tnow, sono dll ricordare l'. Axelrod e Ver11.ZIIOU!llch - hllll 1, plnitl allo ecopo di guadtllflllN la 110,·entll IIUdlNa dflla .Ru.. la rlvolu1.lo– naria al prlndpt, coel a lunl{Oml11tonottlu1l • fl-ftlntecl, del a o– cl1ll,mo 1den11nco. rimettendo toa:l nella glull1 tarrtgalata que.l mo•lmento cb• altrimenti tuor1'1au • al perdna Mila ubbia. VHha ln,ollN da en1 dimoatrato com• la ten"nica dello 1wiluppo KOfMHnlca-.oclale della Ruula • la 1toria l•I~ del mo'f'imento rhohu.lonario nlUO non comporta.Uf'ro altro programm:t. che q1tdlo della democru.la 110ClallU1 .•.•0ll la lnl'll.llcablle e ,renlali► •Ima aUhltà l etteraria del PIKhanow tomlncla a portare I auol t'rutel, Oram:t.l abbondano In nuu11 I riwolullon:irl che l':lnno piena adulonlli al progr:tmma dtl toelal1t1l•democr11.llcl ed at;;I• atono di con1eguen:t.'\. • 1:111r1lun;er11del Plechanow - di cui lrnduclnmo qui AOltoun notewollulmo 11.rtlcolo- 11ll11. 11chlf'rn del 110,trl coll11borntori l 111ir111 Crl/lca &>ciale una ,·ha <'0m11l11.ee11u. ed un lieto aut;;urlo• Quel cne pensa l ~orgnesia ~ella sua rivoluzione N'el 1880 si restcy-~iU in f'ran<'ia <'ti in tutti i paesi clviii Il centenario di quella rholuzlono che, chiamata a ragiono « la grande>, segnò il punto Ji partenza di un nuo,·o J>eriodo storico. Qucll'av,cnimcnto rceù molti boncnzl a lutti in genernlo I 1>nesi eh-ili, 11111 sopra.tutto nlla borghesia od in particolnro nlln borghesia f'rancese. l.1\ 1•ivoluziono tlell·so poso iorrulno nl dominio dolrari- 11tocrn.zlnod nssicm-ù alln bo1·glwsla In. provnlcnza in tut1o lo rnaniresiazioni della vitn 1mtibllcl\.Himasti vani tuHI I tentalh'I della rcsiaurulono di muta.ro lo stato di coso creato dalla ri,·oluzionc, I reazionari dimisero Il J>enslcrodi J>Otereonnai rlrnuon~rnc lo conseguenze più imJ)Ortan tl, cioè Io 0011!<!:guenzo IOCll\11. Nessuno J)Oto,a allora idea.re J)OSSiblle,per lalo rapporto, muta– zione alcuna; si sentim che per qunnli « indennizzi> si potessero dare alla nobillà feudale, es.c;a,wem per sem11ro terminata la sua parlo di <'hlSSO dirigente. Colla grande rivoluzione ha principio Il dominio incontestato tlolla.borghesia. ~on clO\'O dunquo recnro 1;;or)) rcsn.so In borghesi:~ rnmmentò <1uel ratio impol'innto o fès1eggiò anch'essa Il suo nrrnhersario. Già ml'i nnni J>r·lma. del centenario della J•h·oluzione la stampa borghe~o strombll.zzam in tutti I toni ra,•,•icinarsi della gran re,;ifa.\'cdiamo dunque t'ho cosa pensasse la borghe~la della sua rh·oluzionc; quale quadro ella racesso di un a.neuimento cosl signi-– ftcante. ,\bbiamo sotrocchio lo studio d'uno scienziato ufficiale clella borghesia rmncesc, PROIO Janot, ( 1 ) il quale - e ri~I ~;•J~t1f!":li 1789. lll1lolre de 111 ni,oluUon rrnnt:ilS<' r:ar J)Arech"egli non ci tro,·i nulla da ridire - , ieno anche annoverato ni.. i fllosoft. Che Paolo Janot. abbia qualche attinenza colla filosofia - del cho conrosslamo di non OSSOl'Ci a.v,·lstl nrni - è cosa cho ci gcr,•o n meraviglia, ))Oichònessuno meglio di un fllosoro borglioso potrebbe lnfonnnroi tmlln ntosona borgl1ci,:etlollt~g1•nndori\•olu- 1.!0110. Andlluno dum1uo in 1raccia..,col 111.11'0 In mnno, di coiesln. nt~thi. Primi\ di hallo però una J>iccolaosse.n·nzlono. Com·è noto, l'h1~1illlerra p.'lSSO lo suo tempesto rivoluzionarie nel 15ecolo X\11 e precis..,mento cbbo due rh•oluziooi: la 1>rimaci diede, f'ra l'altro, il supplido di Carlo I, la 80C0nda tcrminll ron un« allegro restino• o rol ronda.rsi d'una nu,na dinllStia. I.a borghe!!ia inglese però, per a1)prcuaro coteste rirnluzioni, si scr,·o di duo J)Untidi \'l'ila tlinmc1rnlmentc opposti: mentre la prima non merita ni suoi occhi 11ep1mro il nomo di rivolu1.ione, ma ,•iono srnmpllcemento chiama1n h~ « grnndo riliolliono > (Tho (Woat llobellion), la sccondn, nl contrario, viene bnt1e1.1.ntacol nomo sonoro di « rh•oludono gloriosa• (Tho Glorlous nc,olution). li segreto Ji cotcstadlrfcrcnm di apprcuamcn11 ru già s,·elato da Augusto Thlcrry nei suoi la,·ori sullo rirnluzioni inglc i, ed è ques1o: nclln. J>rima il popolo ebbe una p.'U'te imporlantc, mcntro ri– mMe qmu1i p.mi\ ·o nella. seconda. M11 appena cho il J>Opolosi pre,;:enta sulla scena. della s1oria o comincia. I\ tf('('hlero secondo la sua coscienza o le suo rorzo delle sori! 1lel suo 1>r1ese, allora le cfas~i dominanti (e nel caso nostro la borKhe,;iia)si mettono di mal umore. Il popolo ò j;Om1>ro « 1' 01.zo • e, se per giunta ò im•ru;odnl demone tlolln. rivoluzlouo, allora diventa bl'utulo n diritlnra; e, si sn, lo clnssl SU))CJ•iori tonh'OIIOmoli Issimo nlla cortesia od n.llobello m1miorc - almeno lo richiedono dal popolo. Perciò lo classi superiori propendono sempre A. quali• ftrarc «ribellioni• quei moti ril'OlutloMrl, nel quali il 1>0polo è l'a1tore principale. I.a J!foriA della Francia ~ p.,rficolannento rlC<'ae di « j.'1-nndi ribellioni • o di « glori~o ri,oluxloni •· S.'\h·o che I& •·rancia imerti l'ordine. In Inghilterra la « grondo ribellione• precedetlo; moniro In Fmncit~ rurono ordiMrinmontc le « gloriose rh·olnzlonl • che diedero luogo allo« gl'nndl rlbollionl •· Cil, si r!J)Oiodurante il secolo XIX. Alla« glorlosn. ri– voluziono> tlcl 1830 a. Pari~i segui nel 1831 la. « grnndo riliollione > del tessitori di Lione, cho reco tremilre h1Ha la borghesia; nlla e gloriosa ri,•oluzlono>dol rebbmjo 1848, µ-loriftcata anche da Lamartine, segui 111. « grande ribel– lione> di glu~,'nO,che costrinse la borghesia a gettarsi in bncclo a una dittatura. militare; alla. « gloriosissima. riYoluziono • del settembre 18i0 segui ftnalmente, nel mano succesah·o, la« più grande• dello ribellioni l'mn– ccsl. J..a borghesia quinlli asserisco cho le « grandi ri– bellioni• rltrono sempre la cagiono tloll"insuccesso delle « glorioso rivoluzioni >. Non J>OSSiamoqui diseuloro 11nanto ciò sia gtato vero nel socolo XIX, dovendo in– \'CCO occuparci di c1uclcho dico il ntosoro borghoso in torno ngll nnenhnenli del secolo XVIII. Anche alla nnc del secolo pa.ssnio nn-onne1'0 In Francia una« grande ribellione> ed una « gloriosa ri,·olutiono >, doè la « gloriosa. n,·oluiione • del 1780 o la. « grande ribelllono • del rnn Da quel che abbia.mo detto il let– toro può già. ron i;icurezza uguiro corno la pensa il fllosoro borghese Paolo Jancl intorno a quel moti rivo– luzionari: « Per riui;ciro ad un apprezzamento obbiolth•o della 1holuzio110 rrnnceso - osscn'a Jo.not noll'ullimo capi– tolo lloll11.11ua.opora- bisogna. distinguer,·I tro momenti:

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