Critica Sociale - Anno V - n. 4 - 16 febbraio 1895

CRITICA SOCIALE 51 che si disputarono il campo in seno al partito, qual fosse da prererirsi. Confusi nella lista democratica o rinunzianti in suo favore alla lotta su nostri can• didati, saremmo seco coinvolti nella disfatta. Schie– rati contro di essa, grave1·ebbe su noi la responsa• bilità di un esito infelice, che in parte almeno fu per opera nostra sventato e che potrebbe, in altra occasione, essere sventato del tutto. Distinti e al tempo stesso coadiuvanti, avemmo tutto da gua– gnare e nulla da perdere. Quale strategia migliore di questa! Ed ora a chi ci chiede: ma poichè ad ogni modo il nostro presidio non bastò al trionfo della lista radicale, non sarebbe egli il caso di tornare a11a formula antica: i voti dei socialisti at soli socta– listì1 - noi rispondiamo recisamente di no. No, innanzi tutto, per una ragione di coerenza e di logica. Perchè non fu solo in vista del fugace accidente di una elezione, che noi ci determinammo. Le ragioni di ordine politico e storico, che stanno al fondo della nostra condotta, non cessano in un giorno; buone ieri, non sono oggi cattive perchè quattro pizzicagnoli frodarono sul peso e adultera– rono la scheda elettorale come una derrata qualsiasi della loro bottega. No, perché ogni partito deve lottare per quel che crede il migliore, senza preoccuparsi di uno scacco sofferto; molto più se questo 1100 lo toccò che di sbieco. Nè noi lottammo così per certezt.a che aves– simo del trionfo de' radicali, ma solo per la cer– tezza che li avremmo, altrimenti, inabissati. No, infine, perché la lista radicale, se non trionfò, non fu del tutto perdente; perchè, se non trionfò oggi, potrebbe trionfare domani. E deve al nostro ausilio se si presenta così forte da poter ritentare con fiducia la prova. Ora, la minaccia di un futuro trionfo della lista radicale è il solo schermo che ci rimanga contro le intemperanze della reazione al potere. La piccola differenza di voti, dovuta a noi, fra l'uno e l'altro partito, è la spada di Damocle sospesa sul capo dei vincitori, è il freno salutare che può render-e un'amministrazione moderata pari o poco dissimile da un'amministrazione radicale. Le minoranze forti, come certi tossici potenti, agiscono anche a distanza sui nervi sensibili delle ~aggio– ranze al potere. Certo sarebbe spavaldo, se non ingenuo, asserire che i 4200 voti, riportati dagli otto socialisti, rap– presentino altrettante coscienze socialiste decise. La persecuzione stessa, per quanto ci abbia van– taggiati, non può avere operato il miracolo di quasi triplicarci in pochissimi mesi. Per quanto un tale apprezzamento non sia che intuitivo, basta confi– gurare l'ipotesi che noi fossimo scesi in lotta con una no~tra lista esclusiva, per acquistare certezza che il numero dei nostri voti sarebbe stato di pa– recchie centinaia minore. Ma ciò deve rallegrarci piuttosto che affliggerci; ed è una nuova conferma della assoluta bontà della tattica noslf'a. Tristi ed illusorii1 conducessero anche alla vittoria d'un momento, sono i voti p1-ezzodi un contratto mercantile, di un calcolo di conve– nienza passeggera, o carpiti dall'inganno o dall'in– trigo. Noi questi voti abbiamo espressamente e clamorosamente ricusati. Perciò quell'aumento di suffragi, che non rap• presentasse ancora completa adesione al nostro programma, è pur sempre un alone di spontanee simpatie che, formatosi intorno al nostro partito, lo estende, lo protegge e lo raiforza. Sono i voti di allt'ettanti socialisti che diventano, se non sono quelli di altrettanti socialisti fo,-mati. Nell'ambiente politico, come in natura, è assurdo immaginal'e ca– tegorie chiuse e specie stabili: dopo Darwin, non si to1'naa Linneo. Noi amiamo piuttosto assimilare la formazione del nostro partito a una formazione astronomica. Il nucleo interno abbia carattere deciso e spie11hi la sua forza attrattiva sulla nebulosa che lo cir– conda. Questa si rattrae a poco a poco, cade sulla crosta già consolidata, e il nuovo mondo si forma e va per gli spazii. LA CRITICA SOCIALE. Il Manifesto dei socialisti ELEZIONI AMMINISTR!TIYE DI M LANO. Cilladini Milanesi, li voto cho siete chiamati a dare domenica prossima. ha. un'eccezionale importanza, sia. pel significato politico generale, sia per le conseguenze amministrative e mo• rali che ne seguiramw in questa citta. Pet si!Jnificato politico gene,·ale: esso dirà. se la più colta. ed operosa delle grandi città italiane intende subire e approvare In. feroce reazione governativa che, sopprimendo lo Statuto, attraversando ogni paciflco progresso di spontanee evoluzioni sociali, risuscitando la. turpe persecuzione al reato di pensiero, riempiendo le carceri di gioventù generosa, facendo della « giu– stizia> l'organo della menzogna. e della rappresaglia di classe, e inspirandosi insomma ai consigli di una paura. altrettanto cieca quanto improvvida, rievoca tutti gli obbrobrii delle dominazioni straniere, tenta ricondurci a. un regime da medio eYo, e semina odi e prepara. violenti conflitti, inutili, selvaggi, dolorosi per tutti, non proficui neppure a que· medesimi interessi che cotesto nuovo dispotismo crede o millanta. di servire. Questo significato politico è impresso alle imminenti elezioni mila.nesi dall'opera stessa del GoYerno - e invar.o interessati sofisti tentano d'offuscarlo e di dis– simularlo. Non è esagerazione rotorica il dire che tutta la nazione guarda in quflsti giorni a Milano e attende di cogliere nel responso di Milano il preludio e il pre• sagio di quello che sarà fra breve il responso dell'Alta Italia. nelle elezioni politiche generali. Pe,· le conseguen:se amminist1·ative e m01·ali nella ce,•chia cittadina, non meno grave è la lot.ta oggi im– pegnata. Le alte classi possidenti milanesi, monopoliz– zatrici d'ogni ricchezza e d'ogni potere, ca.cciat() in bando ogni coerenza ed ogni pudore, si danno in braccio, per rendere più saldi i loro tremanti privilegi. a.quella teocrazia che i loro uomini più eminenti hanno flno a. ieri dileggia.ta.e vilipesa., e che si presta a proteggerne gli ozi e le usurpazioni - come ha fatto sempre .nel corso della. storia - riserbando a sè dell'immondo mer– cato, moralmente e materialmente, la parte. del leone. La vittoria della coalizione eterico-moderata. signifi– cherebbe l'abolizione completa. e definitiva di tutte le franchigie popolari - infeudalo alla. superstizione e al dominio della bottega chiesastica. il Governo delle in– telligenze e della carità cittadina - risuscitato e fn.tto signore della città. di Beccaria. e di Cattaneo lo spirito della santa inquisizione. Avremmo insediata nella « casa del popolo »> una. seconda polizia. in tricorno ed abito talare. Di fronte a tale situazione specialissima. - qt1ale non mai prima d'ora si manifestò così aperta e cosi miria.e• ciosa.- i socialisti milanesi sentirono d'aver da com– piere un doppio dovere.

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