Gaetano Salvemini - Dal Patto di Londra alla Pace di Roma

t y - 237- ' l f I (~d~ll'Austria-Ungheria, mentre dobbiamo essenziaJ- «' men:te mirare alla realizzazione delle ·nostre aspirazioni , « in qualunque caso, cioè tanto se l'Austria-Ungheria « si dìssolverà, qua.nto se r,imarrà nel novero delle gr~ndi «Potenze))? Oppure la concentrazione di forze .sul fronte austriaco I dobbiamo chiederla, perchè la Germania non sarà battuta milit~rmente e ridotta all'impotenza politica, finchè l'Austria non sia ddstrutta? perchè gl'impegni morali ~ssunti con gli czechi, coi Rolacchi, G0n gli jugosJavi non ci permettono più di negozia.re coll'Austr.iai la sua vita, finchè abbiamo forze sufficienti per de.moHrla a fondo? • Insomma, dobbiamo chiedere ai nostri alleati un grande sforzo antiaustriaco, perchè questo è necessario alla guerra. di' tutti 1 oppure semplicemente perchè è neces.~ . sario a,lla guerra nostra? Se 1~ nostra propQsta la facciamo col primo programma, noi abbiamo il diritto e il dòvere di farla a fronte I I alta, per accelera,re ed assicurare la yittoria comune, con1e rappresentanti di tutte le nazioni oppresse dell'Im- , pero absburghese, la cui vita l'Intesa no~ può, negoziare I con la vita dell'Austria, se le dichiarazion,i dell'Intesa I , non sono « pezzi di .carta >>. Forse, anche quando si p·renda come base di discussione questo. programma, può nascere dissidio, fra i ·tecnici, sul modo migliore di risolvere 1militarmente il P.roblema dell'A'ustria: per es. : si può discutere se con- : venga dare l'assalto .sul fr9nte balcanico, o sul fronte italiano. E' un ·problema tecnico:, e non politico. Quel che importa è che resti bert fermo il programma politico, e che questo principi'o sia sostenuto dall'Italià, e che l'I- • Biblioteca Gino Bianco

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