Filosofia religiosa di Giuseppe Mazzini - E. Bollazzi - page 7

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-essi diventava un povero impercettibile atomo
unicamente, le cui t.zioni non possono avere nè
senso nè valore, in questo grande t ramestio di
-forze, che Universo ha nome. Entusiasmati delle
·splendidezze 0he tutt' intorno acl essi trovavano,
·cadevano in preda, se buoni ed amanti, ad un pro·
fondo dolore, al pensiero che così poco valore
avesse l'uomo al cospetto eli quelle; o si cullavano,
se t iepidi od egoist i, in un placido scetticismo, e
nel tranquillo godimento dei beni, che offre la
terra.
I secondi, invece, guardavano alla terra come
a sede eli lavoro· e le bellezze offerte dalla natura
le consideravano come stimolo a più fare, ad ar–
l'icchire più sempre il pa trimonio di sapere ed
opere, che gli individui privilegiat i d i genio e
di virtù consegnano alle generazioni, perchè que-
3te lo trasmettano, onde venga accresciu to, alle
generazioni future. Per Mazzini la contemplazione
dell'universo non fe ce che accrescere l a sua fede
in una missione dell'umanità, in un fine alla sua
vita terrena, a cui già l'esame della storia l'avea
condotto.
Innalzandosi al di sopra d' ogni
min~ziosità
anu.litica, e abbracciando d'un solo sguardo tutto
quanto il cammino percorso dalle razze umane, il
quadro sin t etico dei loro sviluppi e dei loro per–
fezionamenti, Egli trovò che una gran legge, in–
visibile, ma fatale e irresistibile, governava l'u–
manità nel suo svolgersi e moltiplicarsi SLllla terra;
una legge che le imponeva di avanzarsi più sem·
pre verso un fine, che le è ignoto, ma in di–
nzione del quale, come l'ago calamitato che tiene
costantemente volta la sua punta ad un dato _segno
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