Filosofia religiosa di Giuseppe Mazzini - E. Bollazzi - page 10

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Nel suo cuore egli t rovò una fiamma d' amore
che avrebbe voluto spandere l a sua luce su t utto
quanto vive quaggiù ; ed uua aspirazione al bene
e all'ideale, che la natura cieca non possiede
G
non può quindi comunicare.
Sulla terra rinvenne mille bellezze che misero
a tumulto l animo suo d'arbista e vi r iversarono
entro tale un fiume di poesia, che non avrebbe
più potu to esaurirsi, s'anche l a sua vita avesse
durato mill'anni. In seno all' universo poi scoperse
tali meraviglie e il dominio costante e provvido
di tali l eggi, che furono per lui la miglior prova
dell'esistenza del legislatore, quand'anche Egli si
sottragga alla nostm vista e alle nostre ricerch e
e si celi - · nei misteri dell'infinito - ad ogni
nostra indagine, ad ogni sfor zo per in travvederlo
o concepirlo.
Così il grande problema dell"essere non ha più
per Mazzini nè terrori nè sgomenti ; ei lo guarda
in faccia. (:olla calma e serenità dell'uomo che, si–
curo di avere afferrata la verità, si accinge ad un
lavoro continuo, affine di procunule il trionfo.
Il principio filosofico da lui stabilito, ch e la
vita, cioè, è mission e e cammino verso una meta
designata da chi è stato l 'aut ore primo della vita,
e ch e tutte le facoltà dell' umana natura devono
dir igersi verso quella meta; creandogli l a neces·
sità di far sì che la società sia costituita in guisa
tale da poter maggiormente aiu tare gl ' individui
ad esercitare tutte le potenze che sono in l oro, lo
portò a considerare qual'è il sistema di ass.ocia–
zi.one civile in cui le facoltil. dell' uomo possano
maggiormente e più perfd ttamente svilupparsi ; a
stabilire infine qual forma di reggimento politico
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