Discorso del conte Terenzio Mamiani - page 7

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tegra 7 Parecchj de' miei prediletti amici
ànno chiuso gli occhj nel sonno mor–
tale; ma più non riposano in terra di
schiavitù, ma
il
piede dello straniero
non potrà oggimai calpestare le tombe
loro e la viva riconoscenza del popolo
inverso ciò che vollero ed operarono a
bene di lui, a bene d'Italia più non
fuggirà paurosa li sguardi de' vilissimi
spiatori ; ed anzi mentre esso popolo
verserà su quelle tombe dolci lacrime di
gratitudine, le mani de' sacerdoti Jeve–
rannosi a benedirle e le lor sante boc–
che pregheranno la pace de' giusti alle
anime infiammate di carità cittadina;
imperocchè il maggiore de' prodigj e il
più profittevole al mondo che la sapiente
bontà di PIO IX conduce in atto si è del
sicuro quel caldo e fratellevole abbrac–
ciamento che vediam farsi in modi così
impensati e sublimi tra la virtù privata
e la pubblica, tra la libertà e la reli–
gione, tra l' incivilimento c la Chiesa.
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