Discorso del conte Terenzio Mamiani - page 15

t
a
so rimprovero, noi siamo li stessi che
i
padri nostri; e la invasione de' bar–
bari altro non à pur fatto che insinua–
re piccioli rivi d'estrania vena nel re–
gal fiume delle razze latine; e que' ri–
vi o sono già dileguati, o, come inse–
gnano
i
fisici, servito ànno a ravvivare
la
virtù e l'efficacia
d~
li
e antichissime
stirpi. Nè a chiunque s'ostini di ciò
negare dobbiamo rispondere altra cosa
se non invitarlo a girare gli occhj ver–
so le sacre sponde del Tevere. Là veg–
gia, là contempli la forza e generosità
indomabile delle vecchie progenie. Es–
sendochè quella misera plebe romana
giaciuta in sonno in gelo e in torpore
di servitù e d'ignoranza pel voltare di
qualche secolo e dopo aver tollerato lo
sprezzo oltraggioso non che degli stra–
ni ma de' medesimi compatrioti, ecco
si vien riscuotendo alla voce soave del
suo Pontefice e fa l'Italia e l'Europa
ma'ravigliare de' pensamenti e delle ope-
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