Discorso del conte Terenzio Mamiani - page 12

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caro alla nostra gran madre Italia. Deh
vogliate, o giovani, serbare a questa
città natale il titolo suo invidiato di cul–
ta
e
di gentile e non vi piaccia di con–
fondere mai l'austerità e l'energia con
Ja salvatichezza e con la ferocia c di
scompagnare dall'uso dell'armi gli studj
gravi e gli ameni. Ben conoscete che
l'armi indotte sono barbare e in guerra
non durano
e
non prevalgono, come
per lo contrario la scienza imbelle c in–
difesa appiccolisce sè stessa c muor nel
servaggio. E a cui non è noto il sim–
bolo elegantissimo per via del quale rap–
presentavano i greci l'alleanza perpetua
c necessaria dell'armi e delle lettere?
Chi non sa che Minerva figliuola della
mente di Giove usciva dal capo del
Dio brandendo l' asta e imbracciando
Io scudo? Ma perchè m'andrò io rav–
volgendo tra le favole greche , men–
tre la storia vera d'Italia ofli·e a noi
mctaurensi
e
ai popoli tutti cornpaesa-
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