Discorso del conte Terenzio Mamiani - page 11

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mato. In cotal guisa, o Signori, poco
avremo ad invidiare a quelle nazioni in
cui li sparsi raggi d'ogni bene comune
e d'ogni specie di scibile radunansi tutti
in un centro solo sfolgorantissimo; con–
ciossiachè i lumi del viver nostro civile,
non ostante la picciolezza e tenuità di
ciascuno congiungendosi e rischiaran–
dosi mutuamente e a simiglianza di spec–
cbj l'uno nell'altro riverberando, cresce–
ranno da ultimo sì fattamente e di nu–
mero e d' intensione da soverchiare ogni
forma e grandezza di umano splendore.
Dalla qual cosa procederà fra gli altri
beni questo prezioso e singolarissimo di
convertire l'astio profondo e le misere
nimistà antiche in emulazione ardente
e operosa. Nè a voi, Pesaresi, dee fare
apprensione e paura l'entrare in simile
competenza con mille altre città; dapoi–
chè la natura v' à di raro ingegno e di
non comune gentilezza privilegiati, sic–
chè picciolo popolo siete ma glorioso e
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