Vita Nova - anno II - n. 7 - luglio 1926

• BOLOGNA 15 ' - cardinale Consalvi iniziò tali concessioni e diede un impianto ispirato ad una sufficiente larghezza, coloro che a lui _successeroqime::ticarono le raccomandazio- ' ni del congresso, abbandonarono ogni concessione e a Bologna .tolsero ;ogni ricordo- di quel senato che pure stava tanto ·a cuore dei cittadini nostri, della comunità e in particolare dei nobili, che il senato ' stesso aveva fino dal 1796 costituito. E naturale perciò che in Bologna e in Romagna, la quale fu in ogni tempo legata a Bologna, sorgessero numerose Ie-sètte, espressione chia1issima del malcont~nto che serpeggiava qui. Contro le sètte si scagliar~no i pontefici e più ancora i cardinali legati Jl!andati in Romagna, quali lnvernizi e Rivarola -che riuscì finalmente a comprendere, esempio quasi unico _ nella giqrisprudenza criminale, in una stessa sentenza oltre 500 condanne· e altrettanti condannati ! > Questo malumore ·che serpeggiava· un po' dappertutto in Italia, ma specialmente nello stato pontificio -e in particolar modo in Bologna e in Romagna, è ben espresso dal Chateaubriand nelle sue Memorie di oltretomba. Egli dice che è inutile farsi illusione, che l'Italia non può durare così divisa, ~he il difetto non sta. già nelle sètte, ma che le stesse sètte sono una conseguenza insopprimibile del modo di governare dei vari ~~pi dello Stato. - Noi comprendiamo perciò facilménte come al primo balenare di una difesa del ·diritto di nazionalit~, affermatasi in Francia con le giornate di Luglio del 1830, l'Italia centrale insorgesse cominciando da M9dena, estendendosi poi a Bologna, alla Romagna, alle Marche e l'incendio arrivasse fino quasi a Roma. In questa rivoluzione del · 1831, nella quale Bologna e l'Italia centrale. ebbero la parte più importante, non c'è solo un'espressione generica di carbon~ria o un'estrinsecazione di un pe·nsiero seftario, c'è per la prima volta l'affermazione d'uno spirito nuovo, ·c'è un senso generale d'italianità il quale troverà poi più ~ tardi il campione e I'apostolo in Giuseppe Mazzini e più tardi ancora nel Gioberti, nel D'Azeglio e nel Cavour. Bologna diventa .la capitale del nuovo stato delle provincie unite ; ma lo stato era fondato su argomenti diplomatici, e specialmente sopra il diritto di « non intervento » proclamato da Luigi Filippo di Fran- / eia. È a t~tti noto che diritti scritti sulla carta e diplomazia ben ·poco contano quando c'è bisogno • I anca invece di armi, di soldati, di sacrifizi e di sangue : ed è per questo che la rivoluzione bolognese e quella romagnola del 1831 dovettero cadere invano. Da allora fino al 1848 Bologna e la Romagna sembrano tacere, ma è il fuoco che cova sotto la cenere e qua e là il buio ~ rotto da qualche bagliore, come Savigno, come i casi di Romagna. La salita al trono pontificio di Pio IX apre nel . 1841 un nuovo periodo di libertà anche per Bologna, e questa volta di una libertà che non si , accetta soltanto, ma che si vuole conquistare, come ben chiaramente il popolo bolognese dimostrò col glorioso fatto dell '8 Agosto, quando una città inerme si scagliò cohtro l'armatissimo generale austriaco .W elden, lo ributtò e lo sconfisse : grande fatto che ha portato a Bologna l'attributo di eroica. D~opo i rovesci del 1849 sotto Novara, ·note le. gloriose ma tristi giornate' del maggio 1849 e la fucilazione di Ugo Bassi. Nel 1859 però Bologna è di nuovo in piedi con uomini insigni quali il Minghetti, il Malvezzi, il T anari,. I'Inviti, il Cassarini. Si. costituisce qui un governo provvisorio il quale· è tutto propenso ali' annessione al Piemonte e alla costituzione di quel primo grande stato che" assorbirà gli altri stati. ' In tutto il secolo XIX Bologna è una delle poche città che troviamo sempre a capo delle idee innovatrici e fattrici di nazionalità ; e anche più tardi dopo l'unità d'Italia, Bologna sente la missione della nuova compagine. Favorisce perciò la .: democrazia, la qqale è indispensabile alla formazione di quegli italiani che si augurava Massimo D'Azeglio; eleva i contadini e gli operai nel lato sociale e intellettuale, diventa il centro· delle ~ssociazioni operaie e le f~vorisce . finchè esse stanno nei limiti assegnat~, finc_hèesse cioè non si corrompono e diventano elemento deleterio non solo per il ben vivere, ma persino per la compagine · dell'unità italiana. ·E Bologna perciò è la prima città in Italia, dopo guerra, a ribellarsi contro i i socialisti pervertiti e i comunisti, i quali, dimenticanclo persino il sacro nome di patria, corrono dietro a un fantasma di internazionalismo che è il pugnale nel cuore della nazione. Bologna chiude la sua linea storica con l'insurrezione contro i negatori délla patria nel 21 Novembre 1921, nella quale, pur perdendo un v~loroso e indimenticabile campione, il Giordani, distrusse per sempre i prototipi di quei demagoghi impagliati i quali erano· creduti imbattibili e che minacciavano la patria '\

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