Il Socialismo - Anno II - n. 9 - 25 giugno 1903

IL SOCIALISMO 1 37 Essi se1tono che una solidarietà li unisce ai lavo~atori delle altre nazioni e aliora, senza esitare lungo tempo, essi fondano un partito del lavoro e si gettano nel• l'azione politica. Che siano i benvenuti fra noi! Il presidente inglese del Congresso, il cittadino Peckard, ha annunciato che, secondo ogni previsione, nell'.anno prossimo, al Congresso di Parigi, noi avremo la gioia di salutare l'entrata della grande Federazione dei minatori degli Stati-Uniti nel\' Internazionale dei minatori. Si ucciderà il vitello grasso in onore di questi nuovi fratelli di lotta, poichè, da quel giorno i quadri del grande esercito saranno completi e l'Internazionale operaia stenderà i suoi tentacoli sui due emisferi. Poco a poco, dunque, i minatori di tutti i paesi acquistano coscienza della loro stretta solidarietà, di que– sta gran legge che associa i loro destini, che stabilisce la ripercussione universale delle condizioni di ogni mer– cato per i prezzi e i salarì, e che I i obbliga in conse– guenza a lavorare in comune. Quando questa espansione sarà completa, non vi sarà al mondo potenza che le possa stare a fronte : quando l'Internazionale, tutta l'Internazionale vorrà, potrà, a dispetto dei capitalisti e dei re, ciò che nes– suna potenza ha mai potuto. Essa potrà impedire pur la guerra tra le nazioni. Essa sarà il più meraviglioso istrumento di pace e di civiltà che la storia abbia mai conosciuta. E questa potenza benefica è in gran parte sotto la terra. Di laggiù s' innalza il grande edificio della pace, e sono i minatori che lentamente l'edificano. Sì sono, dei poveri esseri anneriti dal carbone, che lavoraoo lon– tano dalla luce del giorn_o, quei che dànno tepore e fulgore ai raggi del sole dell'avvenire, sono essi che preparano un'umanità riconciliata. Il poeta era profeta quando cantava: Io sento di spingersi Germinai sollo la Terra! Aug. Dewienne. SCIENZA ED ARTE I patriarchi del Socialismo IV. TOMMASO MORUS.* - PerchC non siete stato in Uit;,fù.> HVLHTODKB. - Se questo uomo di Stat,., inglese, partecipe di uno tra i più ce• lebri drammi della storia, se questo principe degli um:misti d' In– ghilterra, se l'amico e l'ispiratore di Erasmo, se il carattere più onesto e mite che la puritana terra abbia mai dato, se l'autore di UttJpù, insomma, Thomas More, il 9 dicembre del 1886 è stato beatificato da papa Leone XlII, io non ne ho alcuna. colpa. Il Pap: :i.to ,che di fronte al\:1 coscienz3: morale e giuridica, dinanzi al controllo del buon senso umano, è una successione storica cli <.< N"Ja hibli"grafica. - Expositio fìdelis d1emorte T. Mori, Anvers, 1535, in•8. - Th. Staplet,m, Tres Thomae; D011:,i, i588, in-8 - F. de ffrrrera, T. i\loro, Séville, 1592, i:1.8 - W. Roper, Vitn T. Mori, London, 1626, in•8 - Jlfore, Life and death of sir T. ~!ore, Paris, 1626 - P. War,ur, ~lemOirs of the !ife of sir T. M. London, 1758 - ftfackfolo.sk , I.ife of sir T. i\lore, l.ondon, 1830 - C• .Darerle, T. Morus et Campanella (thCse), Paris, 18-B - /Valter, Lifc :md tìmes of sir T. J\I. Lo11don, 1847 - Ru– dlwrl, T. ~lorus nus den Quellen, bearbeitet, Nuremberg, 1829 - Brid~ett, Life of ble,ssed T . .More, Londo11, 1891. - Védi anche i più celebrati storici" delb le1teratur.:1 inglese, tra cui il Taine, m.:l soprattutto: Nisard, Rénaissance et Réforme, Paris, 1877, T. Il. assurdi, rapprèscnta, a.1contrario, una mirabile coe;enza politica in tutti i suoi atti. Che cosa v'ha di pili logico c'1e questa beatificazione cattolica? Sir Thomas l\fore, al secolo umanista Morus 1 fu in relazioni più che amichevoli con Enrico Vili d'Inghilterra, di cui, anzi, cantò l'ascensione al trono - così fatale per ia chiesa romana, - con un poema entusiasta. Enrico VIIT rimunerò il grande pensatore, incaricandolo di varie ambasciate, in Fiandra (1515), in Francia (1517) e lo nominò maestro di istanze ( 1518). L'anno 1518 è l'anno famoso nella vil:1 di Tommaso l\forus, qudlo appunto durante il quale fu scritta Utopie, tra le occupa• zioni innumerevoli e gravissime di una esistenza che Enrico VIII voleva tutta per sè-,essendo divenuto entusiasta <le\la conversazione col filosofo eèl. erudito e politico famoso. Il quale scriveva: :. ... io posso appena una volta al mese ottenere un congedo per tornare presso mia moglie ed i miei cari figliuoli :. . Il nome di sir Thomas l\fore corse l'Europa intiera, dopo la pubblicazione di Utopie. Enrico Vlll colmò l'autore di lodi e di fortune. L'anno 1521 lo innalzò a suo vicetesoriere, due anni dopo lo vediamo speaker della Camera dei Comuni e il 1525 cancelliere del ducato di Lanc!lster. E solo quattro anni dopo ecco, per la caduta del Wolsey, sir Thomas More gran cancelliere d'Inghilterra. Qui incomincia il· dramma. La prop!lg!lnda luterana oltrepassava i confini del mondo te• desco. Il Morus, fervente caltolico, cercò di arrestarla e, in tale resistenza, fu rude, spiegò una durezza della quale la celebrata do\• cezza del suo c..'\rattere non lo avrebbe fatto credere capace. Il suo pamphlet: La difesa dei selle sacramenti è uno. dei più violenti che la letteratura conosca, come fu serrata, fervida, molteplice, acce• lerata l'attività che il gran cancelliere incominciò a dispiegare per realizzare il program1~la di riforme, preparato in molta parte da Colet e da Erasmo. Attività. diretta anche contro il diffondersi del protestantesimo, al quale il :More credette per un certo tempo di portare colpi decisivi. Ma Enrico VITI fece sapere al mondo di voler prendere in moglie la sua amante, Anna Boleyn. Il papa, in questo caso, ne• gava il divorzio dalla prima moglie; e il gran cancelliere non po· tcva non tenere per il pnp::i..Thomas Cromwel, allora, ispira al re d'Inghilterra la famosa negazione di o°gnigiurisdizione ecclesiastica e la più famosa dichiarazione di capo della chiesa inglese. Le sue Corti gli avrebbero, così, ottenuto il divorzio. La posizione morale di sir Thomas More cambiò, d'un tratto.. Ei credette ancora di poter continuare il suo alto ufficio politico, restringendosi ai doveri puramente giudiziari, nel compimento dei quali seppe in tempo breve recare innovazioni restate tipiche nella storia. Ma fu obbligato a leggere din=inzi ai Comuni il consenso delle due Università di C..ambridge e cli Oxford al divorzio di En• rico Vlll. Allora, si dimise. Era il 1532. Lo perseguitò la legge di quell'impassibile Cromwell che sanzio– nava il nuovo matrimonio reale e costringeva tutti coloro che avevano giurato, a firmare h loro dichiarazione di credere valido il divorzio. Sir Thomas i\fore fu inviato a L'lmbeth e non disse che una parola: no. Imprigionato alla Torrt' di Londra, lo si sottomise ad un pro– cesso senza alcuna serietà. giudiziaria e lo si dannò al patibolo. Tutti i biografi ci raccontano che egli mantenesse sul palco la sua calma e la sua ironia luminosa. Sul punto di chinare il capo sul ceppo, con una mossa lenta e con molta cura sollevò la bella barba diffusa e dolcemente esclamò: • Sarebbe ingiusto che fosse tagli:1ta, essa che non h:-imai tm• dito nessuno! :. I Londinesi videro per molti giorni quella testa stmna dalle .fini linee irregolari, dalle esili labbra nervose, dai capelli cadenti sulla fronte, sul ponte di Londra.

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