Rivista popolare di politica lettere e scienze sociali - anno XIII - n. 2 - 30 gennaio 1907

... RIVISTA POPOLARE 37 non darebbe la somma che i funzionari ne aspettano. Non è meno fantastica la speranza di ottenerla per mezzo della riduzione delle spese militari. Il dott. Nurra conveniva altra volta con me, che sic stantibus rebus non c'era da spera re, per ora, da questo lato. Quello che ad ogni costo si dovrebbe ottenere pel momento sarebbe che i milioni dei ministeri della guerra e della marina si spendessero meglio e assicurassero la difesa dello Stato. Resta la diminuizione nel numero degli impiegati e la loro migliore distribuzione. E' questo un punto su cui molti insistono; e qualcuno uscendo dal vago mi ha mandato osservazioni e proposte con(rete. Un funzionario da Torino mi scrive che anzitutto nella burocrazia ciò che si guadagna nel numero si perde nella qualità. E può essere verissimo. Aggiunge: <( Osservate che cosa succede nei servizi tecnici dello Stato. Vi sono nella stessa città l'ufficio tecnico del Genio civile . » delle .Ferro vie » del Catasto >) di Finanza e ciascun uffìdo ha il suo Ingegnere Capo - con stipendi di 5000 e 6000 - mentre basterebbe un solo capo come per tutti i servizi amministrativi basta un solo Intendente. « Negli Uffici tecnici provinciali vi sono tanti Uffici di Sezione quanti sono i Circondari (generalmente) - ogni Sezione è diretta da un Ingegnere e vi è poi l'Ingegnere Capo. Orbene la Provincia di Torino, da più di 10 anni resosi vacante il posto d'Ingegnere Capo pensò di non coprirlo più, e il servizio tecnico della Provincia procede benissimo. Non potrebbero le altre Provincie fare lo stesso? E in molte amministrazioni dello Stato quante economie si realizzerebbero se vi fossero meno Capi e le responsabilità fossero cosi più facilmente accertabili? E' l'aristocrazia burocratica, ultimo residuo mediovale, che bisogna debellare. In tutti i servizi tecnici in generale, in quello del Catasto specialmente la competenza del Geometra è pari a quella dell'Ingegnere - eppure quanta diversità di trattamento. Dissi che in generale il Geometra vale l'Ingegnere perchè i servizi burocratici amministrativi non includono mai problemi di alte difficoltà tecniche - bastano pochi e chiari dettati della scienza e una certa dose di buon senso - la pratica poi è quella che vince sempre la prammatica in tali servizi >). « E quan<lo sorge una questioned'importanza allora si ricorre agli specialisti che non si trovano mai nel!' Amministrazione: Cosi avete visto che, le Ferrovie dello Stato hanno indetto un pubblico Concorso per la Stazione Nuova di Milano malgrado vi siano impiegati migliaia di Ingegneri. Lo Stato dunque deve fare la carriera proporzionata ai servizi, non ai titoli )>. Sullo stesso argomento un altro funzionario da Genova mi scrive: • • . . . . . • « Circa la marea montante degli impiegati, di cui Lei si sta occupando, desidero farle presente alcune considerazioni. Veda, certo gli stipendi sono bassi nei primi quin<lici o venti anni di servizio, ma poi sono rimunerativi, se non lauti. « Il guaio vero è che gli stipendiati sono troppi, e aumentano sempre, specialmente in forma di straordinari, di cottimisti, ecc. Da ciò una fabbriJ cazione incess~mte di spostati o meglio di disperati che nulla hanno da sperare da sè e tutto dagli altri, siano superiori, siano parlamentari o siano gonnelle, e che per la miseria in cui vivono sono capaci di molte cose. E siccome vivono fuori del mondo sono all' oscuro di tutto e inetti a ogni cosa, a ogni funzione della vita sociale, fuori che a tenere i loro registri. Creda, On.le, che più sono gl'impiegati in uno Stato più si abbassa il valore morale medio dell'individuo in esso >). « Poi, nessuno conosce i servizi, fra gli uomini parlamentari che possono andar Ministri, e quindi non c'è nemmeno la speranza che un giorno possano venire semplificati. Il capo-sezione che inventa un nuovo modello o stampato, può assomigliarsi al testatore benefico che lascia da vivere a famiglie povere, perchè su quel modello vivranno tante famiglie quante sono le provincie, se si tratta di un elenco mensile da essere spedito da uffizi posti nei capoluoghi di provincie ». « Quando dunque gl' impiegati parlano al Ministro di aumenti di servizi, di sviluppo di servizi, ecc .... quegli - non sapendo nulla - deve ammettere tutto. Tutt'al più nomina una Commissione, composta di impiegati, ed è lo stesso. Nessuno mi toglie di mente che Finali se ne vada perchè è nauseato dal nuovo organico che gl' impiegati della Corte vogliono, dop,) quello di due anni fa, ingiustificato come tanti altri >). « Il bello poi è che sono stati appunto Luzzatti, Rubini, Saporito ed altri minori a fomentare l'ampliamento d·egli organici , col predicare continuamente contro l'onere crescente delle pensioni. Quei discorsi da un lato hanno fatro spuntare gli uffizi della Previdenza presso la Cassa Depositi, che presto saranno una nuova Direzione Generale e dall'altra hanno costretto gl'impiegati a ricorrere al1' ampliamento degli organici , col pretesto dello sviluppo dei servizi, perchè resero intangibili i posti occupati dai vecchi impiegati. Cosi , per non far crescere ora le pensioni, si fanno crescere gli stipendi di tutti i Ministeri e degli uffizi subalterni >). E l'amico impiegato di Torino rincalza : « La Commissione da Voi proposta dovrebbe chiedere (come pare si faccia da ogni Ministro Inglese) ad ogni categoria d'Impiegati le economie e le semplificazioni di cui credano sescettibile il servizio cui sono addetti >). « Ricordo di aver letto un articolo di Luzzati ( « Anche la salvazione Finanziaria è in noi » Stampa del 16 Agosto 1903) in cui diceva che la Repubblica di Venezia teneva una magistratura che si chiamava Gli scansatori dellespesesuperflue che aveva l'ufficio di migliorare cosi i servizi pubblici amministrativi >). « In Francia il Dubuisson riferi sulle proposte di legge del Beaucquier e di Renè Renault (diceva il Luzzati) le quali contenevano l' idea di premiare gli impiegati che avessero proposto economie. >> Non metto in alcun dubbio che in certi servizi si possano fare economie di personale e quindi si possa spendere meno, riversando i risparmi nel miglioramento di coloro che restano. Ma la tendenza generale, fatale, e non nella sola Italia, è quella all'aumento nel personale. Non discuto e non critico ora il fatto - di cui è evidente dimostrazione il confronto dell'organico

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