La Rivoluzione Liberale - anno III - n. 21 - 20 maggio 1924

t 84 Premessa ad uno studio sul Mezzogiorno rr. Omaggio alla realtà . Se nel 1:resente clima storico il Regionalismo, 1n sè_co~1s1derato,rappresenta nulla più che 1tn'('- nunc1_az10nevolontal"istica di partiti politici (che n?n e a credersi non abbiano obblighi O con ve menza, ma 111,tirctti, per riguardarlo progrnmm_at1camente). e non già invocazione passionale di ceti popolati (qualora se ne escluda il Sardismo), s'impone una considerazione meno suJ>:~ciale della rnaltà politica, nel senso che <'1 s1 ~po11ga che in essa giochino gli esorbi. tanti problemi del Mezzogiorno. Sarà è vero una costrizione vivace; ma, soltanto ad' essa ob~ bedendo, sarà non infondato il ripromettersi qualche miglioramento tangibile per una vas1a parte d 'ltaLia. E' prevalso sinora un metodo scientifico ui studi sul Mez7..ogi0Tno: da fondamentali coast::i. t~7:ioni "'.'ouomico-sociologicbe - e perciò quanto pm poss1btle pmnordiali - s'è pervenuto quasi sempre, attraverso elaborazioni varie e successi. ve, a schematiz7.,are una costituzione politico-ani. ministrati va che le specicrl ilà accertate si credeva avesse in riguardo come nessun'a1tra. Crea. zione, questa, che nella realtà inconsiderata eù ostile, doveva significare come un lavoro inutile e puramente dilettantistico, dedicato all'edificazione di una nostrana Ut'opia. 11 nuovo metodo, invece, -· imponendosi l'omaggio senza dubbiezze al presente tipo di con. formazione statale - dovrà permettere un non vano ragionamento, alla Jennnini!fe, cioè utilitaristico. Per non attirarci qualche rimprovero immeri. tato, ci spieghiamo subito. 111 una « fotogr,afia :a di questa nostra vita politica, noi vediamo una immaturità pel Regionalismo (Ri11. Liberale n. ,6) Perciò, dalla considerazione che gli interessi di gruppi econ0:mici son quelli che, in princ1pal modo dan l'indirizzo e alle m<eecaniche parlamentari e alle più comprensive politiche statali, sca. tu.risce il fatto che le regioni che ne hanno cli meno considere\ioli, e che perciò godono di minori riguardi, debbono svolgere una duplice azione: r) cercar d:i guadagnarsi - sempre cbe i più tenaci OStacoli sian natl.I.liali - regimi <li vita più ~onfacenti, con- preparazioni spirifuali domestiche e con rassegne intel"iori che poi debbono sboceare sul terreno politico "ntegrale e risolversi in adeguazi<JllÌ alle peculiarità strutturali; 2) influire per quanto più è possibile sull'indirizzo amministrativo dello Stato, bene in. teso riconoscendogli per pri~ cosa limiti costi• tu.rionali di elasticità: fare, in altri termini, politica volga.re e mercantilistica, valorizzando così i metodi di estorsione che ora vigono irrnz.ional. mente, in attesa che maturino situazioni nuove. Le due specificazioni possono a prima vista sembrare in antitesi, in realtà non 1o sono. Te~ nendo presente· che queste parole son da ,;ferirsi alle m.inoraJ1ze direttrici delle volontà pepo~ lari, si p,uò meglio intendere la sostanziale coerenza che è in esse. Il ragion.amento è questo: Esistendo o maturando spiriti consapevoli - in caso contrario non può essere consentita nessuna proposizione, costoro hanno a meglio educarsi e ad educare pel clo.mani (fatto mentale); e ,poi, come fatto distinto e spiegabile per la necessità cH vivere deyono scendere snl sia pur pregiudicato terre~ no ~1.e1lalotta e ivi contenclereJ con l(l coscienza, però, che i due /ab/i si impongono contemporaneamente 1na per motivi opposti, e che un d~essi - la politi'ca 11olgare ;-mercantilistica - può solo affze-uolirsi in necessità conseguentemente a una maturazione di spiriti che non t ce-rtamente dell'oggi,, e che de-ue porsi come fatto iniziale. Ciò è possibile nella vita individuale (uomini che pur vivendo tra infelicità attuali, riposano confortevolmente e si preparano un avvenire migliore); 11011 si sa vedere perchè questa situazione non possa generalizzarsi per la vi,ta sociale (noi perciò abbiam parlato di minora11ze-intellettuali-direttrici). La scarsa conoscenza del come si determinar.ono -- sul terreno dell'Economia. le azioni di inclividui e di gruppi - che promana dal vivere straniati da11a vita capitalistica., ingenern 11elL1 gioventù anche colta del Mer.zogi.omo, un equivoco clamoroso e fondam.entale, che. deve essere _ notnto, perchè è di quelli sine qua non: il credere ai meri volontarismi nei più ardui giochi delle manifestazioni positive. E' opinione, ad. es. di diffusi strati che quasi sempre son quanto di meglio sa offrire il Mezzogiorno, come mnnifestazioni cli collettività - che il sucl sia infelice per colpa della ... borghesia den.arosa che 11011 vuol destinare a più profi.cni investimenti industriali parie di quel che baratta con obbligazioni dello Stnto: quanto semplicismo ,e che gravis• simo errore, riprovevoli ancor più quanclo dalla a.ffen11azione sba~liata si risale a considerare ~.a mentalità che rende logici siffatti giudizi.· E' necessario mettersi in mente che chi quaggiù ha capitali e Ji investe in titoli cli rendi':a è qunsi sempre uri uomo che si ispira al -uerace raziocinio c1e11'homoeco1101nicus. Chi scrive, ricorda che· vi fn un momentO -- nei primi due o tre anni del clopo-guerra - :n cui, vittime della credenza nel volontarismo ad ogni costo, si credette esser nel vero, quando si scantonò in un grosso equivoco economico. I ,a LA RJVOLUZJONE LJBERALF. guerra, tra le altre sue cose, aveva portato allo sviluppo di indu.strialismi municipali, che parvero consistenti mentre invece eran fittizi affermarsi - per gli ostacoLi allo scambio originati da conti ngem,e belliche e per provvedimenti di autorità pubbliche - della mentalità dell 'Economia a « baza-r ,. o ad • empori >, e quindi un efietti vo reg-redire, sempre che 11on si fosse trattato <li fenomeno transitorio e intimamente {Xl· litico. Le industrie nuove - per un periodo privilegiate - poi decaddero. Di questo fatto, ciò nonostante, non se n'è fatto tesoro. r!-d è aucora un impreca.re, quasi sempre infondato, contro la borghesia, da parte di gente che perciò non può ancora capire l'ammaestramento della realtà. La borghesia, cr..,meogni altra cosa, è passibile di cvolu,,.1rme. Ma non bisogna confondere: in questa attualità non può 11edere diversamente. Apprestarle un ambiente di capacità di vedute più pms]X-tt.i\'e: ecco a che cosa bisogna tendere; cri è possibile! S'è esaurita la 11ostra preme;csa. In appresso w,1TC1n ttn!.are realisticamente lo studio sulle condizirmi di quest.o :MeZ7.,1)$dot'ncohe noi vi. viamo S<.:ntimentalmentc insk--me con un profondo 6C11timento unita.rio. L'unità <l'Italia è una troppo bella cosa per volerh vede,·e sciupata in discussioni regionalistiche! GIUSEPPE DELLA CORTE. I PARTITI IN ITALIA Se di frnnte al te11t..1.tivointeressato ,lei partito dominante, che, per restarsene tranqu.illo là c,ve ottima.mente si trova, vorrebbe la scomparsa di ogni distinzione p,olitic::a e questo scopv cerca di r3¾(git1ngere, dividend:, arh'trarwmente gli Italiani in na7,iorL1Jje antinaz•vuah, è ;egittirrua e morale la reazione e la f1an,.;a p-fl(.rmazione dei partiti gelosi d'un prnprio ideale; è d'altra parte malinconico il fatto che questa cListinzione gi1tnga a.Ila parossistica, frantumazione cui è giunta nelle ultime elezioni politiche, in cui si mise il paziente elettore cli fronte a ben ven,. titrè diversi simboli. Ventitrè correnti ideali? No certo; e la prova si ebbe nella miseria dei discorsi progr'a1nmatici, da cui solo alcune voci seppero elevarsi, per parlare al nostro spirito più che alle nostre orecchie. Ri-z:ol11,zi01ieL1,berale ha già richiamato l'attenzione d'el lettore su un dato df fatto : I'Ifulia è vittima di due ma.li; organico ..l'uno: la sua, iucoltura; morfologico l'altro.: il suo gioliittislt)o. Questa diffusa immaturità polùtica non è da l"iscontrarsi solo nelle folle ancor troppo attaccate alle volgal"i abitudini da basso imper.:,, per cui basta un cinematografo e un po' di pane per tenerle buone, ma ben di più nei disinvolti volteggiamen.ti di certi intellet-tuali ,di certi accademici, tipizzati nel J>errotiu del Roland, , quali, dimèntichi del loro prossimo passato, a si affannano a sollecitare -la laurea per l'On. MllSsolini o scrivono libercoli iu difesa del .fa_ scisma ,come ieri ii sCFissero in difesa del popolarismo. e del liberismo. Son questi intellettuali - gramigna cli tutti i tempi - che giustifica.no poi la reaz,ione e la diffidenza dei rivoluzionari contro la rntelligenza. Il popolo, che non ha una tradizione unitaria, si sente dfaorientato da queste frequenti e crisi spirituali , e va all'osteria, e cerca di scansa.re, come può, i danni del vento contrario, .ma là ove ha potuto fonnarsi una coscienza politica, resiste e si dimostra ben più maturo dei vari PeJ;rotin., cui 1'on. Paolucci vorrebbe assegnare un vot6 plurimo. Su questa materia sorda si è diffusa la crittogama del giolittismo. • Noi oggi condanniamo il fascismo, lo stesso on. Giolitti s'è appartato e, pur non volendo apparire oppositore, ha platonicamente voluto rivendicare le benemerenze del partito liberale, ·facendo versar lacrime di commoz.ione a tante vergini coscienze; ma ottimamente s' appone Ri11ol'uzione Liberale, quando denuncia il Fa~ scismo, come un giohttismo portato al suo massimo sviluppo. I partiti storici si esaudscono dopo il 170, la destra, che pur aveva nelle sue vene l'alito vivificato;re della filosofia dello Spaventa, si raggl"inzò nella microcefalia del monocolo junker Di Rudinl; e la sinistra, che, con l'autoritarismo del Crispi, aveva perduto ogni suo carattere distintivo ,si moatificò nella politica di piccolo compromesso e di piccola amministrazione deL l'impiegato Giolitti. Col Crispi s'aveva tuttavia un 'eco del passato, una volontà, col Giolitti' si perdette anche questa e lo Stato liberale mori nello Stato-partito . La ·furberia del vecchio uomo eonsistette in quella sua pacchiaua arte di nascondere i suoi arbitri sotto frasi di ironica bonomia. Ma la realtà era, cento in minori proporzioni, quella che è... oggi. Il ballo dei Prefetti fu specialità sna, le ele. zioni affidate ai mazzieri rurono inventate da lui, la corruzione dei partiti con compromessi · fu sua arte, l'asservimento del Parlamento Ju sua vantata abiJi.tà, nell'uso degli organi dello Stato per il trionfo della sua parte e contro gli oppositori, tgli fu maestro più dell'ou. Mussolini; la confusione dell' idee con i più disparati atteggiamenti, fu poi fortunata tenacia da lui sempre perseguita. Egli solo non amava le pose gladiatorie oggi di moda, non amava deformare il suo viso ad uomo « dal fiero aspetto» e preferiva gabbare il mondo, con la s-ua igienica ironia anche nei n10menti più gravi. Egli 11011 fece la lotta civile per l'occupazione delle fabbric-he, ma richiamò fuori gli invasori con la promessa del controllo, che ora poi deride; e quando nel 1921 non potè attuare il suo sogno d'un ministero social-liberale, per dispetto, fece le elezioni e diede via libera al fascismo. La sua politica fini come doveva finire, iper0o1izzandosi in quel partito che essa aveva creato, per punire socialisti e popolari, ma che invece si valse della sua esperieum per far la "l'ia da sè. E durante tutta qµesta trasformazione, i liberali tacquero o applaudirono, sen7,a capire che l'opera giolititiana, portata alla sua più esagerata esplicaz.ione, significava appunto la morte del liberali~-mo ,della democrazia: fanne politiche a cui l'on. Giolitti non aveva mai sinceramente creduto. Ed ora quci liberali e quei democratici credono d'essere a posto perchè, dopo essersi stropic. ciato gli occhi, starnazzano in difesa dei loro sac,·i ideali, che non hanno saputo difendere. Dovremmo commuoverci e applaudire ai democratici che ora cercano dl riscattare il loro passato giolittiano con i loro sermoni sulla liberta? Bisogna ben distinguere tra antifascisti e auti. fascisti. Antifascismo è prima cli tutto reazione morale, che trae la sua spinta dalla dignità stessa dalla persona umana e ch1 non 1'ha sentita da principio, giustificando il fascismo sia pur pet un momento ,non la può sentire ora e se la sente, la sente solo per un sordo risentimento e noi noni possiamo prenderlo sul serio, fosse pure uno di quei tali sociali,sti, che, nei primi mesi del Governo :Mnssolinfano, eran pronti, per una virtù lungimirante, a sobbarcarsi a:11 'onore della fe.- ,luca, e dovettero poi l"iuunziate a questo- sacrificio, solo per l'intransigenza dell'on. Farinacci. La marci'a su Roma può essere accettata come marcia rivo]qzionaria, solo se è presa come momento di netto ripudio da quel passato che serrò e fecondò i germi della O!iiema servitù politica. Gh uomini ciel passafu non possonò in nessun modd essere uomini dell'avvenire, per la loro mentalità inadeguata al bisogno nuovo. L'on. Amendola, ha saputo apporre recentemente nella sua Balta.glia liberale una concezio. ne di Stato cbe è in perfetta antitesi con la concezione conservatrice, che oggi è sublimata nel ,machiavellismo fascista. Il punto di divergenza di questi due stol"ici e naturali partiti è la concezione dello Stato, che per il primo è concepito come ente vivente, in sè i fini stessi degli individui componenti la società, donde lo Stato trae ragione d'essere; mentre _per il second_o è un Ente racchiuso in/ sè e V1vente una ,~ta sua sacra. ed opposta alle ansi.e dei cittadini. Ma questa concezione liberale kantianamente conduce alla forma politica più adeguata al Liberalismo: alla repubblica ;di qui la naturale giustificazione del terzo partito che oggi, Lelle condizioni presenti, ba diritto alla parola. Con- -elusione cui del resto giungeva lo stesso Treitscbke. La concezione liberale dello Stato non può neppure nella defini,joue dell' Amendola, esprimere i nuovi bisogni delle masse lavoratrici, dal c\UJ moto ascensionale si viene delineando una superiore forma. di Stato etico, che de.ve non solo permettere, ma aiutare Piudividuo nel suo sforzo alla sua liberazione interna, raggiungibile solo in una forma econonrica diversa. Lo Stato liberale è ancora troppo aderente al liberismo manchesteriano suo progenitore, per poter sentire questa nuova lotta e perciò deve difendere i suoi diritti contro la critica. dell'altro partito naturale, che cggi ha un'idea da difendere: del ,partito socialista. E avrei esaurito l'elenco dei partiti naturali, se non fosse nell'agone anche il partito popolare, che è basato sull'equivoco di voler ridurre la politica a funzione dell'elemento religioso. Anche l'ineffabile senatore Cl"ispolti crede questo e, per questo, appoggia il fascismo. Luigi Sturzo ribatte che per la stessa sua intima natura) il fascismo è anticristiano e allora la lotta o si limita al campo delle libertà statutarie e il partito popolare dovrebbe accomunarsi con l'opposirione democratica o si estende al campo economico e allora, entrati nel bin.:-'l..Tldoella lotta cli classe, il popolarismo è...• socialismo, sia pure evangelizzato. Se poi il popolarismo volesse trovar la sua base nella sola questione religiosa, come può impostarsi in Italia, esso dovrebbe ridursi ad un vero pa1tito temporalistico, e sentirsi, come ve. ramente è, l'erede del partito clericale, che era politicamente conservatore e siccome ogni popolare è conteso da due anime, così non può pr<r metter nulla per l'avvenire: egli è e resta :figlio dell'anno 1919. (r) Vi sono altri partiti? Ombre del passaito o insegne mosse da clientele o espressioni cli risentimenti. Campeggia grandiosamente su questa confusione spirituale la figura del poeta che par faccia parte per sè stesso : Gabriele D'Annunzio. Io creda che nessuno mai abbia dimostrato quanto avesse ragione Platone di voler bandire dalla sua repubblica i poeti, meglio di Gabriele D'Annunzio, che, col suo atteggiamento misterioso, ha fanto contribmto all'odierno confusionismo spirituale. 1 suoi legionari credono in lui, che ogni tanto, lancia loro telegrammi sibillini; ma egli poi si cinge il capo della 'tuova cornna principesca, proprio mentre commuove il monrlo con il sno mes.saggio in difesa dell'esiliato Unamuno, e contro la dittatura spagnuola. D'Aragona, pc-r propiziarsi l'animo suo, ha voluto parlare in linguaggio di Dante, Cicerin. gli ha fatto visita, l'on. MuS501ini Io ha fatto principe eri il poeta ha una promessa ed un c.-imelio pc-r tutti. Victor Hugo a Guernesey si accontentava di dar sorrisi e regali ai suci ni,. potini; peccato che D'Annunzio non abbia nipoti, forse ci libererebbe anche da. questo e-- qu.ivoco opprimente, J giorni cb'e viviamo sono ben tragici, per poter fare della politica a base di r,:sponsi sibi~ lini ; la prima e fond.amentale esige:117,aè che ciascuno sia sincero di fronte a sè e agli altri e pre11,la il suo posto deciso. ALFREDO POG-G-I. r,) A nostro parere il ck-ricali.sm.o è morto : ;. ck-rico-fascismo. Il partito popolare ha u-n avv"" nire come partito di masse, nella pratica della lotta di classe. (N .d. R.) (2) I lettori sanno in quali particoiari la n0stra concezione differisca dal punte, cli vista del nostro collaboratore. Tuttavia la rass<:gna del Poggi ci sembra intere55ante per chiarire i sintomi di rinnc,vamento della vita dei partiti in Italia, nei quali R"coluzi<>ne Liberale npone le speran7,e del futuro. (N. d. R.) G. B. FARAVIA & C. Editori • TAhrai - Tipografi, TORIN- OMILA-NFOlBEIZ-EROM-ANAPO- LI PA1.f81 Biblioteca dei Classici Italiani :::t GIACOMO LEOPARDI I CANTI introduzione e note di Valentino Piccoli - L. 9,50n criterio fondamentale a cui si è uniformato Valentino Piccoli è il seguente : un commentodeve servire a far intendere in. tutta la sna pienez?,a un poeta e non a mettere in mostra l'erudizione del commentatore; deve essere uno strumento che agevoli, non un ingombro che inceppi. Per questo, il Piccoli - pur tenendo presente l'opera di altri commentatori e riassumendone, quando è necessario, le diverse opinioni - ha cercato di eJiminare. ogni inutile ingombro, e sopra tutto quei continui raffronti con. altri poeti - che spesso sono puramente esteriori e sn.perficiali - e quei troppo minuti riferimenti bi0grafici, che tendono spesso a dare una falsa concretezza a quanto è pura cr-eaz:ione ideale ciel poeta. Afil\lBAL CARO L'ENEIDE DI VIRGILIO con introduzione di Vittorio Cian. . L. 9,50 « L'Eneide di Virgilio tradotta in versi sciolti da Annibal Caro è la più fortunata fra le traduzioni volgari dj classici uscita dal nostro Rinascimento. Il Caro vi seppe cogliere il fiore della bellezza Virgiliana e trasfondere quasi una nuova vita nell'opera sua, facendone un.a cesa beila e viva, anche in grvia di quella dovizia felice cli linguaggio, rampollante fresca come <la .vena montana , ... VITTORIO CHN. dell'Università di Torino "b'Eao DEhbA srAmPA,, il ben noto ufficio di l"itagli da giornali e riviste fondato nel 1901, ha sede ESCLUSIVA~ENU in Milano (r2) Corso Porta Nuova, 24. U.IJ.i,,.ll. \,.ol::,u 1·11,1,._,,.,t.. lll..HIUllc, li , .. , 111,J PIERO GOBETTI - Direttore-_responsabilP

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