Nuova Repubblica - anno II - n. 21 - 10 novembre 1954

L. 35 Spedizione in abbonamento postale (Gruppo",ll) A J)(1yr1..._.,_,.~oçumenti sul Convegno del M.A.S. I ,.. L:BSA ~ - Il CLA UD l O Vi,:i Riso ~res30 Trgt~ento 3 erren1 ' D,1, p l s A. •• - Anno Il • N. 21 (45) QUINDICINALE POLITICO Firenze - 10 novembre 1954 MAX SALVA DORI: t suonata la campana (1>ag. 2) - La nuova- t1ufTa della Jcggt.' cl('c– toralc (pag. 2) - VICTOR ALBA: Un messaggio di buon senso (pag. 3) - PAOLO PAVOLIN I : Un maniano in aula (pag. 7) - MARCELLO MORANTE: La paura cldl:r democra7.ia (1>ag. 8) - FRANCO RAVA': Ragioni d'una tisc,va (J>agg. 8 e 9) - Do– cum enti del 2.o Convegno del M,\S (pagg. 5 e 6) - RASSEGNE: l giovani nella soci(•l;Ì: Sviluppi del movimcnlo !tudt·ntt-sco. di G1AN CARLO Bu:uo {pag. 3) - Italia, oggi: Gìu– seJ>J)e il vf'ggentc (pag. 4) - Cou di Frar1cia: La 1egola alge1ina (1>ag. 4) - Il M11ro, D i tanto ht lanto, le ucqne sta– gnanti delle posizioni ,:o,·er– native ituliane vengono mosse dtt un'iniziativa socialden1ocrutica: rnolto rurnore, sensazione, sbigot– litnento: poi tulto rientru pucifacu- 1nente nel suo ah•eo normale. Que– sta volta, il susso nello stagno l'ha tiruto un allo es1>onente della << intellighcntia » saragutiuna, cer– to Tanassi, che fece le sue pri,ne prove in politica conte tirapiedi dell'on, llotnitu allorché <1uesti si ingegnù di distruggere <1uel poco che si eru costruito col P.S.U. Di punlo in bianco, Tunassi ha sparato dalle colonne dellu « Giu– stizia» palle infuocate contro il governo; e gli ha fatto eco il Vice-Presidente del Consiglio, in uno dei suoi scalti di eroici fu.-ori che tanto lo fanno simile ngli eroi del Melustusio. Ecco che si parlava già di turn sostituzione ugli Esteri dell'on. l\1urtino con l'on. Sarugut, e di unu elevazione al rninistero della P.I. di uno dei più freschi poeti che la letteratura italiana nbhia avuto, 1'011. Ariosto. Si vo– ,·iferava di un rientro dell'on. Pac– cfard1 e, luuu,nente, dr una for- • nu,le assunzione alle responsabilità del Gabinetto dell'on. Fanfani. A chi ci chiedeva le nostre i1u- 1>ressioni, abbiun10 sc1nplicc1nen- 1e risposto: « nulla di nuovo». Che cosa infatti ci doveva es– sere di nuovo? L'on. Saragut, a distanza di rnolti 1nesi Jall'inizio dell'esperimento governativo, si ac– corgeva, dii su poi perché, che il chilotnetrico programma governa– th·o, anche di recente ribadito, era una luslru per i gonzi; e h1n– ,·iava anatc1ni contro l'on. Fan– fani perché non voleva accollar– si il sacrifit·io di fare il mini– stro, dopo che era stato silurato proprio dull'on. Sara~at allorché aveva ce.-cato di fare il presiden– le; si riconosceva, a distanza di <runiche rnese, che la D.C. aveva avuto una svolta, un chiaritncnto al Congresso di 1 apoli; e in fine si procla,navu che anche il P.L.L si era 1>ern1esso una recente svolta a destra. Per ultimo, ci si ri– cordava che <1ualche settimana fa, col beneplacito di liberali e di surugattiani, un clericale uvcvu ri– preso il governo della Minerva. Ra– gioni da ,,endere, d11n<1ue, 1>er l'itn• mediata aperhtra d'unu crisi; per modificare tutte le delegazioni al governo; per l'e,•cntuale ritiro (sal– voché non gli de~sero A"li Esteri) dell'.on. Suragat, che si surehbe dedicato, tnanco a dirlo, alla « rior– ganizzazione » del partito. Poi, tutto è finito con1e doveva finire. L'on. arugat si è sdegno– samente ritiralo nel suo eren1O di Torino (agli italiani queste cose fanno sempre t>iacere), per dare ulla direzione htlta la più an1pia libertà di .decidere. E la direzione, auspice l'on. Rornita, hu deciso che non c'era nulla da decidere: al go,•erno s'ha da stare, e alle condizioni dettute dalla D. C, e dal suo segretario: altri1ncnti, che diamine di sociulde1nocratici si sa– rebbe? Una ,•oha respinta ogni pos– sibilità d'intesu col P,S,I. e propo– sto di sopprimere dalla scena, con bel gesto democratico, i gruppi di opposizione che non raggiunges– sero il mezzo 111ilione di voti (In cosa, si ea1>isee, non riguarda il P,R,1., perclu: lui è «buono»), quale aTternativa credeva di uvcre in ,nano l'on. oragat '! Egli sa– peva benissitno, quanto noi, che in codesle condizioni non può che subire quanto la D. C. gli det– teri1, senza potersi ,,afcre delle fu– vorcvoli circostmu.e in cui il 7 giugno ha posto il suo partito. E così, sup1>iamo ora che della « bornba Tanussi » sono rimustc le seguenti schegge: 1) sistenu11ica cd attivu difesa delle istituzioni democratiche; 2) continuità dellu J>olitica estera italiana; 3) conti– nui1à della politicu scolastica con particolure riferi,nento all'ussisten– zu degli alunni bisognosi; 4) int– J>Cgno dei grup1>i parhunenturi a sollecitare il perfczionan1cnto e l'esecuzione del programma di go– verno; 5) i1npegno di dare ra– pido corso alla rifornu.1 fondia– riu e alla revisione dei patti ugru– ri, sulla base << di tulle le ist~1n• ze sociali cd econorniche in lJUC• stione » (sic!). Di questo condensato di aria /ritta conviene tuttuviu dire c11rnl– che purola. E cioè· che: per lu politica estera, si chiede sc1nplicc– n1ente ull'on. Murtino di attenersi e strettumente alla politica dellu CED e dei repubblicani arncrica• ni, senza far trapelare in alcun modo che la CED non c'i· più e d1e i re1H1hblicu11.i sono stuti sconfitti dai dcn1ocratici; per Ju politica scolasticu, si chiede che un clericale dei più ottusi e faziosi segua la politica di un liberule (ormai già morta e seppellita), e mettendosi l'accento prOJ>rÌO sul– l'ussis1enza agli alunni bisognosi ecc., cui, corn'è ben nolo, vogliono appunto arrivare i clericali u soste– ,:no delle scuole religiose; per il 1>rogrununa di go,•crno, si richiede l'a1>1>oggio dei grup·pi parlarnenturi a delle scn11>lici enunciazioni, Ja– to che non risulta che nulla o pressoché nulla dei bellicosi pro– positi riforrnistici stia per essere trasform~,10 in disegni <li legge; 1>cr la rifornta fondi:.tria, si invo– ca di tenere 1>rcse11ti tulle le istan– ze sociuli ed cconon1iche in c1ue– stione (comprese quelle dei luti– fondisti, cornc ben sa l'on. l\-fa– lugodi). L'uutore di cruesto sciagurato do– ctunento non può clte essere l'on. Rontita, col valido appoggio del Tanassi (il <1uale, dopo averlo scr– ,,ito, lo « tradì » in favore di Su– rugut; mu in <1uestu occasione non uvrà rnancato di offrire la sua di– sintcre~suta competenza). l\-1a una cosu rcsht pur da chiedersi: che cosa vogliono costoro? l..a ris1>osta è forse con1cnu1a nel 1>ri1no contma delle « inde– fettibili richieste »: sisteniatica etl attiva tli/esa ,/,:/le istituzio11i ,le– mocratiche. La nostru i1npressione è che sotto ,rueste parole si celi l'unico proposito effettivo, <Juello di vurure deJle leggi di discri1ni– nazione fra i cittadini i1aliani. Il P.S.D.l. lrn tentato forse di farsi una verginità socialista, facendo sco11piare un po' di n1ortaretti sot– to il tavolo del Presidente del Con– siglio, per senlirsi più libero di dure la sua ap1>rovazione alle nt'i– sure reazionarie insistcntc,nente ri– chieste dall'on. Togni e da « Pace e Libertà». Lu tragedia della dc,nocrazia itn– ]iunn resta (HtrtrOJ>PO <rucllu di possedere unu clas- K' se dirigente che non merita affat- to di essere sul- ,,nta. SOMMARIO di Ptc (pag. 4) • 15 giorni ml mnndo: T rap1><Hti f,anco-tcdl''K:hi e l'Europa, di PAOLO V1TIORl'LL1 (pag. 7) - l..ai·o,o e Sindacati: L<'gg(' d("lcga e statali. (pag. 7) • CruJ,pi al lai•oro (i>ag. 8) - Pa,:inc di cultura co111tmporanca: Il mo\imento 5indacalc jn Italia, di L. Rt:ros~, (pag. 9) • J.ibri ,. Problemi: Socialità e libertà nella scuola, a-ui del XV Conf,(resso della Feci. Naz. Insegnanti &uolt• Medie (Lu101 RooF.LLr) (pag. 10) • 'Pla11si I' /Jottr, cli 0CNUNO·(pag. 10). IN MARGINE AL CONVEGNO DI FIRENZE UNA DIRETTIVA DI LAVO I L 2° Convegno Nazionale di Autonomia So_cialist,1ha segna- . to un passo importante verso la riorganizzazione della sinistra italiana : problema che sta al cen– tro della vita politica del nostro paese, priva di una , itale dialettica proprio perché priva ò, una alter– nativa effettiva e real"aabile alla politica anemica e trasformistica della Democrazia Cristiana e dei suoi sateli iti. Il problema di fon,lo che si do– veva dibattere era, nelle app,trenze, un problema organizzJtivo: < ome dare efficienza pratica, di presenza costante e di azione politica, a quello schieramento cht il 7 giu– gno si era presentato agli italiani sotto il simbolo di U,. ,tà Popolare; e come, raggiungendc- questo fine, ;nantencrP in>st• 0 lo , .•lificazione. la fisionomia, la rag,on d'essere anche ideologica di quella parte di U. P. d1e è costituita da socia– listi, raccolti nel nostro Movimento di A.S. Sotto c1uesta apparenza pu– ramente organizzativa, stava, com'è noto, un problema politico di va– sta portata : qual i siano i mezzi cioè per rendere possibile in Italia un allargamento ddlo schieramen– to di sinistra, che dia consistenza, forza, prospettiva di realizzazione ad una alternativa socialista di go– verno; e come- sia possibile deter– minare un terreno d'incontro, per la costituzione di un efficiente strumento politico, tra forze di di– versa provenienza ideologica, ani– mate tuttavia da una ,olontà poli– tica comune. Forse, il maggior pregio di que– sto Convegno consisteva nel fat. to che esso non era frutto di im– provvisazione, ma al contrario il punto di arrivo di un travaglio faticoso. Codesto tra vagi io non si era limitato, è ovvio, a chiarire le condizioni organizzative del– l'accordo, ma aveva mirato molto più in là, attra, erso una discussione politica prolungata e serena, allo scopo di fissare quali fossero i punti di dissenso e di consenso, quali i limiti del possibile accor– do, qual i le garanzie per ciascuno di nulla dover perdere del proprio patrimonio ideale. L'accordo coi gruppi democra– tici facenti capo a Parri si fonda praticamente sui seguenti punti : a) la crisi, che si va accen– tuando, della D.C., apre un grosso problema di riorganizzazione poli– tica alla sua sinistra, considerata la ormai manifesta carenza dei due p_artiti (il P.S.D.I. e il P.R.I.) che di tale crisi avrebbero dovuto rac- cogliere l'eredità: al posto di essi, c'è oggi un vuoto pericoloso, che può far rientrare la situazione in un alveo di supino conformismo; h) la più recente politica del P.S.I. mostra qualche tendenza ad una maggiore individualizzazione di temi politici, ad una presenza più attiva, ad una iniziativa non puramente subordinata a quella co– munista: si tratta però soltanto di un accenno, che trova diflicoltà di sviluppo per la mancanza, sul fian– co del P.S.l., di posizioni sociali– ste e democratiche che non si pro– pongano, contrabbandando avaria– ta merce governativa, di spostare il di TRISTANO C DIGNOLA P.S.I. verso un sostanziale schie– ramento antioperaio; e) non esistono oggettive con– dizioni per esperienze di · terza forza laica·. Queste posizioni han– no fatto fallimento negli anni suc– cessivi alla Liberazione: esse sono stare espresse da forze equivoche, che hanno finito per schierarsi re– golarmente dalla parte della con– servazione sociale, in tutte le svolte decisive; d) né esistono condizioni og– gettive di 'unificazione socialista', altro mito distrutto dal concreto at• teggiamento delle forze politiche in giuoco. Il persistente, anzi crescen• te allontanamento del P.S.D.I. da ogni prospettiva socialista, da ogni legame efficiente col mondo del lavoro, lo ha ormai caratterizzato come un partito di destra, sotto certi aspetti in modo anche più appariscente della ste,sa D.C.; e) forze rnspitue dominate fi– no ad oggi dal partito cattolico mostrano palese insoffcrenz.t verso quel gioco da cui cercano di libe– rarsi, verso posizioni di apertura riformatrice. Ma anch'esse non trovano nell'attuale schieramento uno strumento che sia capace di attribuire un senso preciso a que– sta insofferenza, uno sbocco poli– ticamente utile di essa. Vi è dunque ·un problema di grossa portata: la costituzione di una forza politica nuova, destina– ta a fissare il terreno, le condi– zioni permanenti attraverso cui la classe operaia può aspirare a di– ventare davvero parte operante nel– la guida dello Stato, non distrug– gendo ma valendosi finalmente es– sa di quegli strumenti che la de– mocrazia offre e dei quali sembra- no doversi valere, in Italia, solo o prevalentemente le forze del!· im– mobilismo o della reazione. Su questo terreno, è evidente, si può aprire anche un dialogo proficuo tra socialisti, decisi a valersi della democrazia nell'interesse dei lavo– ratori, e cattolici, decisi a trasfor– mare lo Stato secondo le esigenze e gli interessi della collettività. Ma l'incontro di socialisti e di catto– lici è solo un episodio di una funzione assai più permanente di connessione democratica, che il P.S.I. non è stato in grado di com– piere ,,cl passato e che sarà solo faticosamente e gradualmente in grado di compiere in avvenire. Dunque: rigorosa scelta a sini– stra del terreno di battaglia, ma non in senso statico, anzi con la volontà precisa di allargare i con– fini di <1ucsto terrrno, di far con– sapevoli forze, incosciamente domi– nate dal la destra economica, della realtà dei loro interessi; e, insie– me, con la volontà di allontanare sempre di più dalla psicologia del– le masse la sensazione di uno Sta– to nemico e lontano, da distrug– gere anche attraverso l'eversione della I ibertà : al contrario, di im– metterle consapevolmente nello Sta– to, per la conquista democratica di strumenti democratici, E perciò anche netta e chiara repulsa dei due equi, oci che han• no contribuito ad immobilizzare la situazione italiana nella fase in cui per suo conto il P.S.I. non con• sentiva .altre possibilità di apertu– ra: quello dell'unificazione socia– lista (tra forze contraddittorie, che operano su versantj opposti), e quello della terza forza ( raggrup– pamento di volontà tendenzialmen• te conservatrici). Come proponevo in altra occasione, il mito della terza forza può anthe essere ri– preso, solo alla condizione ch'es o venga inte_ramente trasportato al– l'interno del movimento operaio, come esigenza cioè di una nuova componente di esso, resa necessa– ria dal suo stadio di sviluppo sto– rico, dalla necessità e dalla possi– bilità ch'esso ha ormai, col suo maturarsi, di valersi a proprio be– neficio degli strumenti della de– n1ocrazia. Questa impostazione, preceden– temente concordata dopo un serra– to chiarimento cogli altri gruppi di Unità Popolare, è stata portata davanti ai compagni convenuti al Convegno da ogni parte d'Italia, e dibattuta con alto senso di re– sponsabilità; e infine consegnata ad alcuni documenti che, nell'insie-

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