Nord e Sud - anno IX - n. 33 - settembre 1962

• Jean Meynaud e Claudio Risé ostilità, mentre la CGIL è sempre stata più possibilista e qualche volta anche apertamente favorevole. . È noto come a questo proposito la posizione della CGT sia strettamente allineata su quelle della Federazione Sindacale Mondiale (cui sia la CGT che la CGIL appartengono), ostile in linea di principio agli - sforzi d'integrazio·ne europea finora attuati, mentre quella della CGIL, precisata tra l'altro nella dettagliata mozione votata dalla Direzione il 19 luglio 1957, è favorevole allo sforzo di modernizzazione produttiva e di omogeneizzazione delle condizioni economiche nelle diverse nazioni europee, avanzando riserve su possibili violazioni in senso monopolista e sulla presenza nel Trattato di Roma di restrizioni all'interve11to statale (in caso di imprese deficitarie - vedi l'attuale questione dei cantieri navali). Sembrerebbe, anzi, che l'esigenza di un impegno sindacale europeo, che assicuri la presenza delle forze popolari nell'edificazione delle nuove strutture economico-sociali sopranazionali, sia stato uno dei motivi di dissenso avanzati al Congresso del 1961 della FSM dalla delegazione italiana 9 , dissenso generalmente ispirato dall'esigenza di un'azio,ne sindacale non dogmatica e più articolata 10 • È anche possibile che il tentativo italiano di sottolineare la funzione autonoma dalle direttive della FSM delle organizzazioni sindacali regionali, non fosse disgiunto dal progetto di utilizzare il Comitato di coordinazione e azione sindacale fra i paesi del Mercato Comune della F.S.tvl., come centro indipendente di elaborazione di una politica sindacale autonoma ispirata al processo di integrazione europea. C) Sindacati e partiti. - Esiste poi un aspetto di fondo nelle strutture partitiche dei due paesi, che condizione in modo profondamente differente lo sviluppo e la formazione dei gruppi sindacali. Si tratta del fatto che - pur essendo i due sistemi sindacali accomunati da un elevato grado di politicizzazione, dovuta alla presenza di forze ideologicamente separate e contrastanti l'una con l'altra (che secondo un termine consacrato dalla scienza politica americana potremmo chiamare « subculture » ), e quindi tendenzialmente dirette ad accomunare con tecniche e n1ezzi differenti la propria azione a quella dei partiti che alla stessa subcultura appartengono - nel caso della Francia ci si trova di fronte ad uno sfaldamento progressivo, fin dagli ultimi anni della IV repubblica, dei partiti organizzati. 9 Vedi tra l'altro: V. Foà, Operaio», Dicembre 1961. 10 Vedi anche F. Simoncini: « Nord e Sud », Genn. 1962. 34 Nuovi problemi dell'unità sindacale in « Mondo - Riflessi italiani del Congresso sindacale mondiale, \ \ Bibliotecaginobianco

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