Critica Sociale - XXXVI - n. 12 - 16-30 giugno 1926

ritica Lasc Se hi a ; oc1a e RIVIS_TA QUINDICINALE DEL SOCIALISMO Nel Regno: Anno L. 24 ·- Semestre L. 12 - Ali' Estero: Anno L. lt. 30 .- Semestre L. 15 DIREZIONE: Milano • Portici Galleria, 23 - AMMINISTRAZIONE: Via Omenoni, 4 • Milano Anno XXXVI - N. 12 • Il Numero separato L. UNA Il Milano, 16-30 Giugno 1926 SOMMARiO POLITICA E ATTUALITA': La «tregua• belga (Rabano Mauro). Necrologio: Giuseppe Soglia (La a. S.). L'ebbrezza di patire (G. Zibordl). 1l partito repubblicano (X). STUDI ECONOMICI E SOCIOLOGICI: Il «loro• a1itimara,ismo e le tesi catastrofiche (I - II) (A. Labrlola). Per « la te1Ta a chi la l<tvora • in Danimarca (A. Schiavi). FILOSOFIA, LETTERATURA, FATTI SOCIALI: L'uomo medio e lo Stato di dit'itto (Dino Bonardi e c. S.). Pubblfoazioni pervenute in dono. LA ·'_TREGUA,; BJ:LOA Se non ci pare che la tattica dei socia– listi francesi risponda agli interessi del par– tito e della causa internazionale del socia– lismo - come abbiamo avuto occasione di scrivere, esaminando la Mozione trionfata al' Congresso di Clermont-Ferrand - non siamo per questo affatto disposti a fare eco a quelli che esultano constatando la de– cadenza. la rovina della democrazia parla– mentare in Francia. A noi pare che mai un Parlamento fu· più alto nella comprensione delle sue funzioni e dei suoi dov,eri. Quelli che hanno per ideale un Parlamento grop– pone, strumento di omologazione delle tasse che impone il Governo, possono insieme inorriQ..ire ed ... esultar-e. Anche il massimali– smo, che ad ogni difficoltà democratica, urla alla vittoria del metodo intransigente ect. antidemocratioo, con coincidenza inqui,etante con i partiti di dittatura, può tener bordone gridando allo scandalo. Ma coloro che non hanno il culto dello Stato-Molock, coloro che dello Slato prendono vol-enlieri lutlo ciò che è compatibile con le aulonomie. anzi pi– gliano lo Stato come male necessario per la custodia e la difesa di tutte le autonomie, non sono affatto disgustati nel vedere l'ar– dore oon cui le autonomie parlamenlari, in rappresentanza di quelle di fuori, guerreg– giano per la propria difesa sul lerreno fi– nanziario e tributario. Non è mica per altro che sono stati inventati i Parlamenti. I mi– nisteri si succedono? I programmi si mu– tano 1 Non c'è stabilità di Governo? Peuh ! Si vive benissimo in tali condizioni ed anche meglio di dove il Governo è un'in1mobilc lapide e il carico viene imposto senza do– mandare l'avviso del buricco che se Io deve portare. I nostri massimalisti rivoluzionari, . appena ebbevo abiurato la democrazia che 81bl1oteca Gino Bianco avevano seguilo fino a ieri si sono lrovali , . , un ammula adattatissima alle nuove circo- stanze, un'animula suggestionabile creden– zona, sem_pliciotta, scevra di ogni' malizia· un'animula fatta per servire devota e scevr~ di peccaminose curiosità; 'un'animula che non si impaccia di comparazioni nè di .ri– portare gli effetti alle cause che è esercizio dialettico contrarissimo al' quieto vivere. Non fosse così, si chiederebbe se, dove il reo parlamentarismo è crollato la crisi· sia ignota. l'abbondanza vi regni, 'e la moneta non .cali mai dal suo -valore di acquisto. Ma il _cervonez sovietico ha le sue pene, il caro-vita non ·è una fantasia in Russia e j salari stentano sempre più ad adeguarvisi. La discussione è sempre aperta: il pane ~– una faccenda di libertà o di autorità? Costa di più in repubblica parlamentare o in re– giine di dittatura antiparlamentare? I socialisti francesi non hanno voluto prendere parte , alla battaglia del franco dal~o spalto governativo. É una mezza diser– zione che agev·ola l'infiltrazione, nella bat– taglia per il franco, delle schiere che la vit– toria tendono a portare a favore delle auto– nomie _plutocratiche. Altro consiglio hanno adottato i belgi. Essi hanno ancora rati-– ficalo la partecipazione al Governo, ricono– scendo nel loro recente congr-esso, con la parola eloquente di Emilio Vandervelde, cne essi vi restayan.o a scopo essenzialmente di– fensivo, per limitare alla classe lavoratrice i sacrifizj che . questa ineluttabilmente è chiamata a sopportare per ,effetto della crisi, che non è nelle loro forze di sopprimere di un colpo, ,perchè è il risultato di cause che eccedono la portata della loro influenza. Il Yandervclcle spiegò al Congresso le cose con l'ardore del socialisla e la consapevo– lezza del ministro. Il governo democratico del Poullet aveva un piano di stabilizzazione del franco. Pu– ranle sei mesi il franco belga si era fissato al lasso di 107 per sterlina. Il Parlamento votò prima 600 e poi 1.500 milioni cli im– poste. rinnovò il privilegio della Banca ;\T a– zionale, ~ J ansen, il ministro delle finanze, preparò la consolidazione e l'ammortamen– to del debito fluttuante. A marzo pareva cli toccare il porto. Ma il 15 fu la Waterloo del finanziere J ansen. I banchieri ameri– cani. mancando ai loro affidamenti, dichia– rarono che essendo la situazione mutata, essi non potevano più concedere in prestito 150, ma solo 100 milioni di dollari, e non più per 20 anni, ma solo per tre, e domandavano in

RkJQdWJsaXNoZXIy