La Nuova Commedia Umana - anno I - n. 8 - 5 marzo 1908 - page 21

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Era un ometto pallido, sempre frettoloso, dalla guardatura
incerta e dal riso falso come la sua pelliccia: entrava nel Caffè
come una bomba, arraffava quanti più giornali poteva, e, te-
nendone due sotto i gomiti, un terzo sotto il piattello e un
quarto sotto..., il sedere, leggeva il quinto, ringhiando ogni volta
che un disgraziato avventore domandava qualche foglio al
tavoleggiante.
Questa iena, che passò anche qualche tempo alla Minerva in
qualità di
obinettisia,
usci un poco malconcio da nn processino.
appetto a quello del Nasi, minuscolo, per manomissione di og-
getti di pochissimo valore appartenenti allo Stato. Si ecclissò,
allora, per un bel pezzo, &eche gli avventori di quel tale Caffè
poterono finalmente leggere in pace qualche giornale.
Ma, non è molto, questo esemplare di
canis hyaena
ha ri-
cominciato a ringhiare, non più per i
suoi
giornali, ma per le
sue
scoperte archeologiche disputategli da un altro cane molto
più grosso di lui. E fu assai bello a vedere questo cane più
grosso che se ne stava a rimirare dall' alto in basso il piccolo
botolo con quell'aria di compassione che è, pur tra cani, la ven-
detta dei forti.
La iena piccola badava a ringhiare, arricciando persino i
peli della falsa pelliccia, chiamando disperatamente' a raccolta
gli antichi galoppini di fiducia, che facevano orecchi da mer-
cante; e la iena grossa scrollava il capo in silenzio, come a far
capire al collega rivale che, con quella pelliccia li, si conten-
tasse, per il suo bene, di sbarcare il lunario solito.
Ora, il tragicomico duetto è finito: ma qualche cosa mi dice
che ricomincerà, e più feroce, al primo soffietto archeologico
che si farà fare sui giornaloni seri la iena grossa. Un'altra lisca
di pesce, un altro cinto, un' altra pipetta che venga alla luce
sotto il fortunato piccone degli operai del commendatore : e il
cavaliere si rimetterà a ringhiare' come faceva in quel tale
Caffè che ho detto.
Nè, alla fin fine, io posso dar torto all'uno più che all'altro.
Mors tua, vita mea,
è, e sempre sarà, la divisa di quanti
(e son legione) càmpano a spese del popolo imbottando le nuvole,
e, come queste iene archeologiche, rovinandoci di e notte il sot-
tosuolo, in nome _della scienza, per impedire che sorgano, in
nome dell'umanità, case abitabili a prezzi meno ladri di quelli
d' ora.
PAPILIUNCULUS.
Nella VITA TURBOLENTA di Raimondo Henderson il lettore
vive della vita vissuta del suo tempo. L'uomo vi è completo. Vi si
muove, vi si sviluppa fisicamente e intellettualmente e nella
lotta per l'esistenza contribuisce con le sue passioni, con i suoi
visti, con le sue virtù, con le sue facoltà
a
produrre l'ambiente
sociale del nostro secolo.
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