La Nuova Commedia Umana - anno I - n. 8 - 5 marzo 1908 - page 16

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che gli azionisti avevano abbandonato come carta straccia,
purchè avesse pensato lui, Clemeneeau, a saldare i debiti sociali
della
Justice,
e Boulanger ch'egli guidava, forse a stia insaputa,
verso la monarchia con un altro colpo di stato.
Immaginatevi che questo colosso della terza repubblica sta
processando dodici cittadini per un avviso che protestava contro
le fucilate militari di Narbonne — manifesto che è identico —
salvo la dicitura — a quello pubblicato dai cinquantadue deputati
socialisti alla Camera. E non crediate mica che la fraseologia
antimilitarista sia materiata di dinamite. E' la prosa piè mo -
desta che si possa leggere. Di violento non c'è che l'intestazione.
« Governo di assassini! » È la verità. Le fucilate non 'erano
mica spari di gioia. Hanno ammazzato dei poveri vignaiuoli in
sciopero di Narbonne, al sud est della Francia. Jean Jaurès le
chiama
tueries
doppiamente odiose per la loro stupida inutilità ».
Ma nel manifesto c'è qualche cosa che ha irritato i Clemeneeau
e i Briand. C'è che i firmatarii hanno approvato e lodato l'e-
sempio del 17° di linea, composto di contadini, che hanno capo-
volto il fucile piuttosto che freddare i loro colleghi di ieri e di
domani. E che cosa dovevano fare 1 E non hanno fatto lo stesso
i 52 deputati socialisti alla Camera con il loro manifesto che
glorificava i soldati del 17° che hanno compiuto l'atto eroico
di rifiutare di uccidere i loro padri? e biasimava quelli che
avevano compiuta la strage? E perché si processano le dodici
teste della Confederazione Generale del Lavoro? Perchè Cle-
meneeau ha iniziata la lotta contro la classe operaia. Crudele
coi proletari e indulgente coi parlamentari che possono rove-
sciarlo in una semplice seduta! Implacabile con le organizza-
zioni operaie e mite o incurante con coloro che- sono giunti al
palazzo Borbone! Ecco il lato debole che segnerà la fine del
presidente dei ministri della terza Repubblica, E' passato il tempo
di ristabilire «l'ordine » con pochi giudici e pochi carcerieri.
Bisogna essere giusti o perire. E con Clemeneeau perirà Briand,
guardasigilli, che dopo avere insegnato ai compagni a inorridire
dinanzi le carneficine militari, ha mandato alcuni di loro davanti
i giurati della Senna, accusati di ingiurie all'esercito! Si ingiuria
l'esercito quando i corazzieri si rovesciano sulle folle operaie,
ammazzando quattro poveri diavoli e ferendone a casaccio
parecchi. Ma, l'ora della giustizia è vicina. L'assoluzione dei
dodici rappresentanti della Confederazione del Lavoro sarà il
primo rintocco della morte del ministro Clemeneeau. Sulla
piazza degli assassinii ha gridato• una madre al proprio fan-
ciullo: — Quando sarai grande ti racconterò il delitto Cle-
meneeau !
MICHiLE CHRESTIEN.
P.S.
dodici giurati della Senna, pur essendo dei piccoli borghesi
proprietari di qualche cosa, con il verdetto che ha assolto i dodici
membri della Confederazione del lavoro hanno dato una lezione «lo-,
quante ai Clemenceau e ai Briand. Nel verdetto è implicita l'idea che
1...,6,7,8,9,10,11,12,13,14,15 17,18,19,20,21,22,23,24,25,26,...36
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