L'Unità - anno VII - n.37-38 - 14-21 settembre 1918

190 L'UNITA LA BUROCRAZIA E L'OLIO A distanza di pcchi g•orni, l'una dall'altra, a.l>– biamc rice,ule le seguenti lette,·e, tutte sullo stes– ~o a,·gomento. I. Le ì{equisizloni Cunt II Unita ", .\lolle, opportuno, auzi sacl'osan•o quel che hai sc:rillo nelle requisi,ioni. , e vuoj. un'altru, bellina, in proposito'/ Qui, sulle collin.e, che cil'condano Fil'enze, è slalo requisito L'olio nelle fattorie. L~ autotilà pretendo110 che 1 \}overi diavoli, che sono inerpi– cali sulle alture, portino l'olio in damigiane a Fi- • renze alle Ca~ei11c, ùove banno messo il deposito centrale. Ecco testuale la converSl'.zione del fattore cli una piccola fattoria, in c..ii sono stati requisiti otto quintali d'olio. 11 fattore, malgraJo l'iutimazione, si è recato a Fi,•enze a mani vuole. Commissario. - Ebbene-l'olio +lov'è? Faitore. -. E' si., nella montagna. Commissario. - Voi dovevJ.te porLarlo qui oggi. Fattore. - Signor Commissario, io non posso, io non ho dam,giaae, e lassù non e, sono cavalli Esporta:ione_ Q.li 3,(t:lG,897 Olio d'olil'a 52,359 Olio•di semi !J09,35(1 Olio di solfuro r;.li ~,98 ,350 Media annua Q.li 398,860 Esportati in più V-li 151,49-1 T11.s&atirnmente per l'olio di olivn si ha: (,!.li 3,0-ZG,897 esportato nel decennio 532,115 importalo nel decennio <J.li2,i\H,7~2 ùifforen.za esportata. in c'fra tonda annua Q.li 250,000. Nelle tre Puglie il raccolto d'olio d'oliva fu qua– si nullo nel 191,i-915;fu ottimo nel 191€91i, circa Q.IÌ 1,000,000; fu discreto nel 1917-918, Q.li 500,000 cirea; promettente è il pendente mccolto 1918-919. L'olio di solfuro, nelle tre Puglie, e nei raccolti 1916-9li e 1917-918,rappresenta un.a importante ci– fra, eh~ non è slala esportala ·nea11che in minima parte. Dun{1ue olio d'oliva ce ne è a vufficienza per I I,uoni ,·nccolti ultimi, e per la mancala esport.azlo- disponibili pel trasporlo. Gom,nissa,-io. - Guardate la portate, vi farà imprigione.re . n,0 media annua di Q.li 250,000 verificatasi nel di!-_ legge. Se non 10 - rennio 1905-914.Dunque non c'è uessun timore di Fattore. - _\li !acri.a iJnpl'igioniare; ma io l'olio senza damigiane no.n lo posso portare .. Commisario. -- Compratele. Fattore. - ~1a io soléli non cii n'l,o; e sull" spalle non le potrei portare; e poi visto che l'olio lo vendono o. 7 lire al chilogramma, u·ovo che loro che hanno automobili e muli, e cho a noi ce lo pagano 3.50, possono venirselo a pigliare. Ccm,missario. - Voi siete un insolente. Fattore. - Creda di no; ma senza bolli e senza cavalli l'olio non Si porta; .e cavalli e botti io non ne ho. · Con questi sistemi ùi requisizione, molli proprie– tari hanno grnndi quantità di olio req11isile, n_on possono venderle. non possono consérvarle, le au– tqriià non vengono nè a prenderle, nè a pagarle, e il nuovo raccolto si àvvici.na senza che si sappia dove metterlo. g. l. IL Olio e gfolittismo runanere p,•ivi di olio d'oli va, tau lo più che 1,on ~iamo mollo IonLani dal nuovo prodotto. Allora, perchè tanti regolamenti, rnnti inlermo– dia, i, lame requisizioni, tanta burocrazia? Perc!1~ non si la.➔cio. Iibern la gente di comprare e ven– dere c9me più le 1>are e piace? I prezzi fa– , olosi, o. cui è giun,to l'olio in certe provincie, non ,tanno lì .1. dimostrare che luila la regolame1.la – z1onc mostn,osa cr0atn dal Commissariato dei consumi, lungi dal diwh,uire i prezzi, li altlllenl<J.? Ed ecco un allm -nislero. P,·endiamo un quintale di oljo di .oliva a Galli– poli, paese di produzione, e portiamolo -a Genova, paese di consumo. F.ct e saminiamo iJ costo di que– sti 100 chilogrammi di olio frno all'origine e il co– st,, o.Ila' piazza di consumo. Genova, preRa in Ma.– me, perchè è alla massima .distanza da tutti i pae– si di JHoduzione, e perchè applica il massimo lasso di dazio consumo, L, 3t,O.- Primo costo, vagone part.,mza 8.35 Spese di traspoTlo s\.l peso lordo 3.- Noleggio fusi.i Cara « çlnitd •, 3.50 Sfrido massimo, che non g,. avvera. Bisogna domandare al Governo che pubblichi ., 16.- Dazio consumo l'elenco completo delle' autorizzazioni concesse dal- ., 2.15 Spese impreviste, che non s'avverano l'ex-prefetto di Porto Maw•izio, il famoso comm. • I. 383.- in totale, cioè L. 3.83 per nn chtlogram– Giulio Rossi, per spedizioni d'olio di _oliva ,a con- ma cli olio messo Genova dazio pagalo. sumalori privati. Or come mai avviene che l'olio si paghi fino Il Ci sono valide ragioni p~r credere, che quell'e- 12, a 20 lire al chilo? !eneo è una specie di quadro i;er.erale uello for- -Gnllipoli, 26 agosto 1918. zo politico-clett.orali, sulle quali può fate tuttavia assegnamentù l'onorevo!e Giolitti nella provincia di Torino. Non sa1>piamo per<;hè, mentre gli altri coua 1 1- matori di delta provincia sonb razionati rigorosa– mente a 125 grammi di olio per mese, gli ;unici delt'onorevol~ Giolitti e dei suoj amici sono privilP,– giati con assegnazioni di 25 chilogrammi di olio ciascuno, pur conservando il loro diritto a con– correre nella ripartizione del comingenle comu– ne. Que~ti l:5 chilogrammi sono prevenuti sempre dalla provincia di Porlo Maurizio! Ili. Un Mistero Cara « Unitd ,., I. g. Dalla statistica ùoganale del deceM;.J 1905-1914 risulto.no le seguenti cifre di impcrlazione ~ ll– spo\'lazione di olio d'oliva, semi, ed al solfuro. Importazione. Q.li 532,115 Olio d'oliva 1,083,12i Olio di cotone 634,479 Olio di semi ·.ar1 " 223,9t2 Oiio di arachide Q. .Ji 2,473,660 Media annua Q.li 247,336 n o Edoardo Fiorentino. JV. Un caso di cosdenza Spett.le Gioma!e « Unità ", Roma. Mi permetto inviare allo spett:wile giornale U– nitd il seguente problema, s1>era11dr,che qualcu– no possa farne la risoluzione. U,1 proprietario ha una i;.artita di olio 1ìno re: quisilo dallo Stato. Per quantll premure abbia fat– to per farne la consegna, non è stato possibile. Un g-\omo si pJ·esenta un compi·o.tore e ne do- 1nnnda la cessione, dapprim!l, a lire 300 poi a. circa 350 at quintale, prezzo di requi~iiione. Ed ecco il dialogo tra pl'Opri~tario e commerciante: Propr. - Cedendolo cadi·ei sollo il rigo1·e della legge. Co1mnerc. - ~t'incarico io a svir.colarJo e ren– del'lo libero. Propr. - :\\a è proibita l'esportazione dulia pro– vincia. çommerc. - Non ti _preoccupare lo mischierò con olio industriale Il lo manderò per l'estra.ziol'le della glicerina. Domami~: 1° Come può rare il commerciante per ottenere Io sviocoio·/ 2" Con tale meloilo non ai 11olt.raeolio al con– sumo alimentare? Con ogni riguardo Un abbonuto. V. ._ Abbondanza e carestia On. Direzione del!'« Unitd •, 1 n Puglia. gli oliveti vanno be119 e ~ont, promet– tPnti; e noi che, in vista del nuovo raccolto, do– v,·emmo o vorremmo disfo.rei del genere veccbio, 11011 possiamo ,•end ere, mentre alti ove in Italia non si ho. ma.i un goccio di olio. A»bcn.danza qua, carestia Jà. Così avverrà per le me; s'intende, sempre con gravi danni generali, creati specialmente dalle J.n– rertezze e dal disordine dell'andamento. I provvedimenti giungor.o sempre come il fa– moso aiuto pisano. V. S. Osservazioni 1 fatti raccolti i.n questo epistolario dovrebbero condurre ogni uomo cl! buon senso alla conalus.io – nc ch<l bisogna. abolire immediato.mente tutta la regolamentazione creata dai Co,mnissariato dei consumi suu·olio. L'olio non manca, anzi ce n'è in sovrabbondanza; dunque si lasci andare per la sua strada, S!lllZS. creargli uicilUllpi e di.lllcolià. L'm,ervenlo statale può es.sere inYocato dai glor– na.lisl.i, quando c'è carestia: 1~ persone intelli· genti non la invocano neanche in quella occa.òi! >– ne, perchè sanno chtl lo Stato, cioè gli impiegati. non poss<'mo creare le merci, che non i:i sono, pos– sono tutt'al più con la loro .incompetenza creare ostacoli alla eh-colazione di quel111che ci sono • alla produziozr,e di nuove merci. Qi.amlo la ca.te– slia è prodotta da de(1cicnza di trasporti dovuta alla guerra, allora si può, anch.11dalle persone in– telligenti, domandar~ che lo Stai.o, che fa la guer– rn, provveua anche ai trasporti, 6alvo beninl.eso a•I avvedersj cqe neanchll a risolvere questo gi,. nere di probl<lm) lo Stato, cioè la burocrazia, è ca– pace. Ma quando la carestia non c·è, quando la merce sovrll.bb :>nda, come è il caso dell'olio, in ·questo momento, in Italia, non è evidente, cke la sola cosa, che si d~ve chi11dere allo Stato, ciot ai oommendalori di :aoma, è di non occuparsj. del– l'olio e di non seccare I~ gente con un intervento 1;resuntuoso e perturbawni di ogni regolarli atti– vità.? Invece, fra i nostri corrisondenti ce n'è uno, l'ul– timo, che, invoce di prot.re contro qualunqua _ 1,rovvedimenlo, perchè qualunque provvedimento è non necessario e dannoso, si limita a domandare che i ptovvedimenLi non giungano come il sec– corso di Pisa; aspetta provv11dimenti tempest.ivi; e aspettando, s'illud<l che alla .flns j. commenda!Òti <li Roma smetteranno di tare s1>Topositi. Aspetti pure! , Noi non asptittiamo che spropositi. Perchè la pretesa insensata di sostituire l'ordine artlftciale dei decreti l>uroc,·atici all'ordine naturale delle leggi economiche e alla e::perienz!l, dep:li intere11- sati, non può 1>todurre che spropositi. Tutta la esperiema dalla slo:ta. economica - scri1evamo il 30 agosto 1917 su questo giornale, e la esp~rien~a di quest'anno ha confermato si~te– maticamente ciò rhEl alloro. scrivevamo - tutta la esperienza della storia econ.omie,a insegna che ogni ~forzo per sostituir, 11,eLcommercio L'opera arbitraria delle autoritd politiche al gtoco natu– rale e ferreo di certe elementari Leggi eç_onomiche, è destinate> a disorganizzare la circol,;izione e La produzione delle ricchezze e a crea· ; o ag11ra11are la carestia. ' 11 commercio di un paese è una delle macchine più meravigliosamente comp_Iessc, e delicate che si possano immaginare. Le singole ruote di questo meccanis o immenso sono rappr6.$enlate da una i1,/lnità Cli individui, ognuno dei quali è spinto dal proprio tornaconto a calcolare più esatta– mente che gli sia 1><>ssl.biJe il fabbisogno deJ·mer– cnlo di consumo, a cui eglj si propone dl servire, e a, ce.rcara a questo sco~o quei mercati di pro- ...

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