Critica Sociale - Anno XVIII - n. 8 - 16 aprile 1908

Critica Sociale f?IVIST .Il {)_U/NfJICIN.IILE DEL SOCI.IILIS/l10 Nel Regno: Ànno L. 8 - Semestre L. 4 - All'Estero: Anno L. 1.0 - Semestre L. 5,50. Lettet·e e vaglia all'Ufficio di CRITICA SOCIALE - MILANO: Portici Galleria V. E. 23 Anno XVIII - N. 8 Non si vende a ntnne,•i seJJa,•ati. MIiano, 16 aprile 1908. 1 . . . è . I l ritardo eccezionale dello scorso mtme,·o si in j P<irle ripercossoanchesul presente fasc,rolo. Speriamo, dal 1° maggio, di, ·ritornare in pace col lunario. SOMMAlxIO Politica ed Attualità. Contro gH ucldl profttflt"f t ptr U 1odaU1mo (l,A. CRITICA SOCU.1,R). G1w,·d1rnrlo it1 giro (1. in.) .1tio1,cipollzzaz1011t t co11con•t11za ti-<1mt•lm•if1: Il proottlo G.. 11011/t• tll{ll"Ulll f)tr lt t,·amvlt della tapitalt (Av,· . .\lr.UCCIO numi). La c,·tsi dtt socla/Jsmo mtmto~·ono: ''I. /,a qlostn, l11ton10 o/te l,tpl1t - ,lli-11hlel'iatls1110 e m1Umh1Lsteria/ismo - J,(1Qrl0Hsmo e sfacelo 1 {l'ro. 01ovA~x1 irnonm). Dopo U Co11grtsao catlolko dJ Ge11oi·a; Lo ,·,p11l>bllco guelfa (Prof. Ro– nou·o SA\"ELLI), Studi economici e sociologici. Da q11au 1111rnktpaH:::azio11L si dti:e comh1clare {l'ror. t:. Bt:RTARt!LLI). Com;eg11e11:e sociau dtl /(1/i(ondo si-cUia110: l.'<rnalfabeUsmo, la cattlr11 t•lpw·tizioue dei- IOTllod e U prol>/tm/1 della co1011lzzozio11e hl• ter11a (S. C,UU\ ARF.IU• SCURTI). Filosofia, Letteratura e Fatti sociali. A proposito dt vivisezto,ii 11pe1·ime11taU (Prof. t'll,IPPO l,USSASA). l}bnpre,a degU .sclope•·i (Oott. (H)'OLIELllO EVANS). Biblioteca di propaganda. AGLI ABBONATI IN RITARDO Nella prossima quindicina invie,·emo la quitanza a mezzo postale ai pochi abbonati che, malgrado le sol– lecitazioni, 110n inuiarono ancora l'importo dell'anno con·ente. Preghiamo la loro cortesia di volet·e possibilmente prevenire l''lnvio - quanto meno, voghano disporre pel vagamento o al fattorino medesimo, o all'Ufficio po– stale nel termine che sarù speciffrato nelfavviso. Controgli eccidi proletari e per il socialismo Un am\Co nostro fra i più cari ci scrive dolendosi un poco perchè non trattammo con sufficiente ri– guardo - CC'SÌ almeno gli parve - il toro preso per le corna dal compagno Morgari. "' Soggettivamente - egli ci osservn.- ò una eoddl– efazlone rinfacciare Il ravvedimento ai ravveduti; ma non giova a.Ila cosa. Tutt'altro! Punzecchiati così, i rav– veduti sono amareggiati e scoraggiati. Pare anche che voi cediate a piccini impulsi di dispetto personale. Ora, per quanto 1 qua e là, possa far sorridere per la forma atloperata, non è negabile che la campagna di Morgari sia utile, nobilissima e di molta efficacia. ,, Prevedemmo - ed era facile -- che il nostro ar• ticolo " il p,·oleta,·wto contro se stesso " avrebbe dato pretesto ai reazionarì dì proclamarci confessi delle pili orrende peccata e - poichè auguravamo che" il socialismo cominci " - li avrebbe mossi a constatare, ahimè! per l'ennesima volta, l'ineeistenza e la morto del socialismo in rtrtlia; come avrebbe dato agio ni rivoluzionari sindacalisti di denunciarci, una volta di pitt, arnesi rinnegnti di polizia, che consegnano il popolo, dopo le revolverate dei pretoriani) alle vendette dei Procuratori del Re. Le duo accuse - siamo immunizzati ! - ci lasciano perfettamente tranquilli. )Ifa non pensavamo di meritarci querela di inop– portuni e di pettegoli. Convien dunque che anche noi.... pigliamo il toro per le corna e dilucidiamo meglio - mcntrn giova l'insiste1·vi - il nostro pen- . * • No, amico carissimo: noi non ahbiamo dubitato mai che la campagna di Morgari non fosse nobi• lissima e, aggiungiamo pure, coraggiosa. Nò abbiamo dispetti da sfogare con anima viva. Come li avremmo, mentre ogni giorno che spunta ci offre il conforto di vedere accolto dagli amici già dissidenti un bran– dello delle tesi ohe qui sosteniamo da anni ormai innumerevoli? Ben altro, e più alto, fu il nostro intendimento. Anzitutto era obbligo nostro clirenderc, contro le ironie e gli assalti avvergarì, la serietà e la coerenza del pensiero socialista e del nm1tro. Sono ormai quindici giorni che tutte le gazzette d'[talia, pal'te compiacendosi con noi, parte dileggiandoci - c'è perfino chi ci attribuisce le leggendarie lagrime del coccodrillo! - proseguono dei loro " udite! udite!" la mossa morgariana, quasichè, nel partito soclalista, il precetto pragmatistico di Cristo," non farai ai quc– sturiui quello 0he non vuoi i questurini facciano a te " sia stato rivelato dai morti di piazza del Oesl,, e la sconressione dello sciopero generale come pa• raeccidi non avesse mezzo metro di barba. I~ dal J 90 l - sette anni! - che, seri vendo del Partito socialista e del momento politico che allora s'iniziava ( 1 ), notavamo come - conquistate alla. fine le libertà elementari - fosse tempo per noi di smet– tere le ormai sterili proteste, state buone contro Crispi, Rudinì e Pelloux, e cli venire sul terreno (I) li prwli-to sociaUs/a e t'ati11ale mome11topoUUco. - c,·iUca So• cit1le, 1901 {articoli od opuscolo, cent. ZO).

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