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Diario della quindicina

Tratto da «Lo Stato moderno», n. 8, 20 maggio 1945

La quindicina sembrerebbe dovesse essere dominata da un evento solo; la capitolazione delle armate tedesche e cioè la fine della guerra in Europa, se non ancora la pace. Eppure, se volete ancora una riprova di quanto sia strana, oscura e dubbiosa questa nostra epoca, rileggete Io sviluppo di queste due settimane e non sarà la data del 7 maggio quella che tratterrà di più la vostra attenzione. La guerra è finita per esaurimento e nell’esaurimento. La fine non è apparsa un atto di volontà suscettivo di giudizio morale, ma una strana conclusione logica ed attesa di un dramma che aveva da un pezzo perduto ogni incertezza. Gli uomini di questa generazione non hanno potuto nemmeno assaporare questa gioia e già si buttano ansiosi a interpretare il futuro. E l’ottimista (ce n’è ancora al mondo) si sofferma soddisfatto sull’8 maggio a leggere che a San Francisco si dichiara che nella nuova Carta delle Nazioni Unite sarà data importanza preminente ai diritti e alle libertà fondamentali dell’uomo. È chiaro che duecento anni di critica politica non hanno tolto agli uomini la illusione che la libertà possa essere codificata. Pigrizia intellettuale o indolenza morale?
Il pessimista invece punterà le sue carte sul 13 maggio e ancora su San Francisco dove si è svolto un nuovo episodio della rivalità russo-americana. Ma se l’ottimista appare retoricamente ingenuo, il pessimista è, per ora, un politico ignaro di sottigliezze. Noi preferiamo fermare la nostra attenzione su una data di chiusura della quindicina; il 14 maggio, giorno che registra due notizie di acuto interesse: la proclamazione della indipendenza della repubblica austriaca, e la vittoria dei social-comunisti nelle elezioni amministrative francesi.
La prima notizia impone all’Italia un problema di politica estera che era scomparso il giorno dell’Anschluss; non sarà inutile affermare fin da ora che i nostri rapporti con la nuova repubblica austriaca dovranno essere attentamente sorvegliati perché si svolgano in quell’atmosfera di mutua fiducia, necessaria al consolidamento della situazione politica e degli scambi economici che appaiono vitali per le due Nazioni. E poiché agli amici è bene parlar chiaro e leale subito diremo che il problema dell’Alto Adige è e rimarrà un problema interno italiano cui sarà data quella soluzione di autonomia che vogliamo disegnare per tutto Io Stato, e che sarebbe grave errore da parte di chicchessia porlo in modo diverso.
La vittoria social-comunista nelle elezioni amministrative francesi meriterà di essere attentamente seguita nei suoi futuri sviluppi.
La quindicina della pace trova l’ansia del mondo ancora implacata.

1 maggio 1945
Celebrazione in gran parte d’Italia della festa del 1° maggio.
A Monfalcone i neozelandesi si uniscono alle truppe del generale Tito.
Graziani ordina la resa delle truppe italo-tedesche della Liguria.
La radio tedesca annuncia alle 22.20 la morte di Hitler a Berlino e in pari tempo che è stato nominato suo successore l’ammiraglio Doenitz, ex comandante in capo della marina germanica.
Berlino. La bandiera rossa è issata sul Reichstag.
In Baviera viene catturato da truppe americane l’ammiraglio Horthy, ex reggente d’Ungheria.
SanFrancisco. Russia Bianca, Ucraina e Argentina sono invitate a partecipare ai lavori della Conferenza.
2 maggio
II Quartier Generale Alleato in Italia annuncia la resa dei tedeschi del colonnello generale Heinrich von Vie-tinghoff, comandante in capo delle forze tedesche del sud-ovest (Italia settentrionale, Tirolo, Vorarlberg), resa firmata nel pomeriggio di domenica 29 aprile al Quartier Generale delle forze alleate a Caserta. Le ostilità debbono cessare a mezzogiorno.
Truppe neozelandesi occupano Trieste (con l’aiuto delle forze jugoslave) e Gorizia.
Sbarco alleato a Rodi.
Berlino capitola alle 3 del pomeriggio; anche Rostock occupata dai Sovietici.
Wismar e Lubecca conquistate dalle truppe americane.
Il ministro degli Esteri von Ribbentrop viene sostituito dal conte Schwerin von Krosigk.
Il conte Bernadotte rientra a Stoccolma reduce dalla Germania, dove ha intavolato trattative per la resa te-desca.
3 maggio
Italia. Raffaele Cadorna, comandante di tutte le forze partigiane dell’Italia Settentrionale, viene nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.
Amburgo occupata dagli Alleati.
Estremo Oriente. Sbarco delle truppe australiane nell’isola di Tarakan al largo delle coste orientali di Borneo.
Rangoon, capitale della Birmania, riconquistata dalle truppe britanniche dopo tre anni.
Spagna. Il Governo spagnolo annuncia che Pierre Laval si trova a Barcellona in stato di arresto.
4 maggio
A Vipiteno la 7ª armata americana, oltrepassato il Brennero, si unisce alla 5° operante in Italia.
Tutta l’Istria occupata dalle truppe del maresciallo Tito.
Proclama del Comitato di Liberazione dell’Alta Italia ai partigiani del Corpo Volontario della Libertà con invito alla consegna delle armi e alla smobilitazione dei reparti.
Annuncio della resa delle forze tedesche della Germania sud-occidentale, Olanda e Danimarca. La capitolazione ha effetto dalle ore 8 del giorno 5.
Berchtesgaden, nido d’aquila di Hitler, occupata dalle forze della 7ª armata americana.
Estremo Oriente. Truppe americane occupano Davao, capitale e porto principale dell’isola di Mindanao.
5 maggio
Milano. Il luogotenente, Principe Umberto, giunto per una visita alla città, ne riparte quasi subito in seguito alle minacciate dimostrazioni popolari antimonarchiche.
Roma. Giungono in aeroplano i rappresentanti del C.L.N. Alta Italia.
Truppe francesi operanti in Germania liberano Francesco Saverio Nitti, ex Primo Ministro italiano.
Quartier Generale alleato. Come già annunciato dal giorno precedente, si arrendono le forze della Germania nord-occidentale, dell’Olanda e della Danimarca.
L’ammiraglio Doenitz, in un messaggio alle truppe combattenti contro i russi, esorta a continuare nella resistenza per sottrarre una parte della Germania alla bolscevizzazione e alla servitù.
Cecoslovacchia. I patrioti iniziano la insurrezione in tutto il paese; Praga insorge contro i tedeschi, che oppongono resistenza.
Danimarca. Re Cristiano saluta alla radio il popolo danese e ringrazia le potenze alleate che hanno liberato la Danimarca. Si costituisce un nuovo Gabinetto che rimarrà in carica sino alle elezioni generali.
Olanda. Si celebra il primo giorno di libertà. Si annuncia l’arrivo in territorio olandese della Principessa Giuliana e del Principe Bernardo.
San Francisco. Sono sospese le conversazioni sulla questione polacca, dopo la notizia data da Molotov circa la sorte toccata ad alcuni degli uomini politici polacchi scomparsi da circa un mese in Polonia. Molotov infatti avverte Eden e Stettinius che essi si trovano in stato di arresto per ordine delle autorità sovietiche, essendo accusati di aver compiuto atti ostili verso l’armata rossa.
6 maggio
Milano celebra la lotta partigiana e insurrezionale. Quarantamila combattenti del Corpo Volontari della Libertà sfilano per le vie della città.
Roma. Il C.L.N. Alta Italia ha i primi colloqui coi rappresentanti dei partiti.
Cecoslovacchia. Plzen (Pilsen) occupata dalle truppe americane del generale Patton; Olomouc (Olmütz) occupata dalle truppe sovietiche. A Praga continua la lotta partigiana contro i tedeschi.
Daladier, Reynaud, Gamelin, Weygand, Blum e Schuschnigg liberati dai campi di concentramento nazisti.
7 maggio
Le armate tedesche in Europa si arrendono. La firma della capitolazione ha avuto luogo alle 2.41 al Quartier Generale di Eisenhower a Reims. Firmatari: per la Germania, il nuovo capo di Stato Maggiore Jodl; per il Comando supremo alleato, il capo di Stato Maggiore del gen. Eisenhower, Beddle Smith; per la Russia, il generale Ivan Susloparov; per la Francia, il gen. Sevez.
L’Alto Comando tedesco della Boemia e Moravia dichiara di non riconoscere l’avvenuta capitolazione.
Breslavia occupata dai sovietici.
Le forze tedesche in Norvegia capitolano.
Goebbels, la moglie e i figli vengono trovati morti. Da fonte russa s’informa che si sono avvelenati.
8 maggio
Alle 15 Churchill e il Presidente Truman annunciano ufficialmente la fine della guerra in Europa in seguito alla resa incondizionata delle truppe tedesche. La cessazione delle ostilità avrà inizio un minuto dopo la mezzanotte; per risparmiare vite umane tuttavia, l’ordine di cessare il fuoco fu diramato sin dal pomeriggio del giorno 7.
Berlino. Viene ratificata la resa delle truppe tedesche. Firmatari: il Maresciallo dell’Aria Tedder, vice-comandante in capo del corpo di spedizione alleato, il generale americano Spatz ed il generale De Tassigny, in rappresentanza del generale Eisenhower; il Maresciallo Zukov, per l’Alto Comando sovietico; il feldmaresciallo Keitel, l’ammiraglio Friedeburg e il generale Stumpf per i tedeschi.
Anche il Comando tedesco della Boemia e Moravia capitola in Cecoslovacchia, alle ore 13. Radio Praga annuncia che delegati cechi si sono recati presso il Comando per trattare la resa incondizionata.
Zagabria e Lubiana in mano delle truppe del Maresciallo Tito.
I tedeschi si arrendono anche nelle Isole dell’Egeo.
II Governo spagnolo informa il ministro tedesco a Madrid che sono cessati i rapporti tra il Reich e la Spagna; altrettanto fa il Governo svedese col ministro tedesco a Stoccolma.
San Francisco. Si dichiara che nella nuova Carta delle Nazioni Unite sarà data importanza preminente ai diritti e alle libertà fondamentali dell’uomo.
9 maggio
Italia. La Commissione alleata restituisce all’Amministrazione italiana le province di Terni, Perugia, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Grosseto, Siena, Arezzo e Ancona (ad eccezione per quest’ultima del comune capoluogo di provincia).
Città del Vaticano. Il Pontefice parla al mondo in occasione della fine delle ostilità in Europa.
Mosca. Discorso di Stalin in occasione della vittoria in Europa.
Praga liberata dall’esercito rosso.
A La Rochelle, Lorient e Saint-Nazaire entrano le truppe francesi.
Goering e Kesserling catturati dalla 7ª armata americana.
10 maggio
Belgrado. Arrivo del gen. Alexander per trattare la questione di Trieste.
Oslo. Quisling e vari membri del suo Gabinetto si costituiscono. Terboven, commissario tedesco per la Norvegia, e il gen. Wilhelm Rediess, capo della polizia, si uccidono.
Praga. Benes ritorna dopo 7 anni di assenza, accompagnato da tutti i membri del Governo cecoslovacco.
11 maggio
Roma. Arrivo dei comandanti del Corpo Volontari della Libertà (Cadorna, Longo e Parri) per trattare i problemi della smobilitazione e dell’impiego delle forze partigiane. Il generale Clark dichiara che nell’offensiva finale per la liberazione dell’Italia settentrionale, i patrioti hanno liberato 200 città (fra cui Milano, Torino, Genova, Venezia e La Spezia) e fatto 40.000 prigionieri.
L’isola danese di Bornholm (tra Germania e Svezia), occupata dalle truppe russe.
San Francisco. È respinta la proposta russa di permettere ai capi dei Sindacati mondiali di partecipare alla Conferenza.
12 maggio
Roma. Il Consiglio dei Ministri chiede il controllo delle potenze militari alleate sulla Venezia Giulia sino al momento della conclusione della pace.
Jugoslavia. Il Governo chiede l’estradizione dell’ammiraglio Horthy e dell’ex-Primo Ministro ungherese Bàrdossy, per giudicarli come criminali di guerra.
Estremo Oriente. Forze americane effettuano di sorpresa uno sbarco sulla costa settentrionale di Mindanao.
13 maggio
Napoli. Incontro di Léon Blum con Pietro Nenni.
Londra. Winston Churchill, in un discorso alla Camera, rievoca le fasi della guerra combattuta in Europa ad ovest e ad est e parla delle prossime operazioni militari contro il Giappone.
Germania. Gli Alleati sopprimono il Partito nazista, revocano le leggi razziali e il divieto dei partiti politici. Incomincia il lavoro di smobilitazione e di disarmo. Himmler nelle mani delle truppe del gen. Montgomery. Henlein, da qualche giorno prigioniero degli Alleati, si uccide tagliandosi le vene dei polsi.
San Francisco. L’U.R.S.S. si oppone al piano nord-americano relativo a mandati.
Cina. I Cinesi entrano a Foo-chow.
Estremo Oriente. L’isola di Kyu-shu attaccata da poderose forze aeree americane.
14 maggio
Milano. I componenti del C.L.N. Alta Italia unitamente ai rappresentanti del comando generale del Corpo Volontari della Libertà tornano da Roma.
Helgoland occupata dalle truppe britanniche.
Bruxelles. Re Leopoldo, in una lettera inviata dall’Austria, dove fu prigioniero, al fratello Carlo, Principe reggente, lo invita a continuare nella missione affidatagli, dato che il suo stato di salute non gli consente di ritornare subito nel Belgio.
Austria. La Repubblica austriaca si dichiara indipendente.
Francia. I socialcomunisti in maggioranza assoluta nei ballottaggi delle elezioni amministrative.
San Francisco. I lavori svolti nella settimana precedente hanno portato all’approvazione delle seguenti proposte: 1) Obbligo fatto all’organizzazione mondiale di seguire principi di giustizia e di diritto internazionale e di riconoscere i diritti dell’uomo alle libertà fondamentali. 2) II nuovo Tribunale Internazionale avrà sede all’Aja.
15 maggio
Roma. Ivanoe Bonomi all’inizio della seduta del Consiglio dei Ministri informa che gli Alleati hanno comunicato di mettere a disposizione dell’Italia sino a 200.000 prigionieri tedeschi per la riparazione e la ricostruzione di quanto fu distrutto durante la guerra.
Praga. Si annuncia che è stato arrestato Emil Hacha, ex-Primo Ministro della Boemia e Moravia.

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