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Una biblioteca e una emeroteca digitale

per riandare al passato e riflettere sul presente.

La Biblioteca Gino Bianco con la sua emeroteca digitale di riviste, opuscoli, libri di storia e di politica, dagli ultimi decenni dell'800 al secondo dopoguerra del 900, si propone in particolare di far conoscere, innanzitutto ai giovani, le tradizioni di pensiero e di impegno sociale, italiane ed europee, del socialismo umanitario, del libertarismo, del liberalsocialismo, del socialismo democratico, del repubblicanesimo, del liberalismo democratico e del federalismo, rimaste minoritarie, spesso calunniate, per lo più dimenticate, a cui la Storia, e solo lei, col tempo, ha dato ragione.

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La Critique Sociale è online!

La rivista, promossa dal Circolo comunista democratico, radunò intellettuali e comunisti dissidenti, a partire dal direttore, Boris Souvarine, espulso nel 1926 dall’Internazionale e dal partito comunista francese.

Vi scrissero, tra gli altri, Georges Bataille, Lucien Laurat, Michel Leiris, Raymond Queneau, Simone Weil

..."Au déclin de la pensée socialiste ou communiste correspond indubitablement un abaissement du niveau intellectuel du prolétariat, ou plus exactement de sa fraction considérée comme la plus avancée. Dans quelle mesure les deux phénomènes se reflètent l’un dans l’autre, ou réagissent l’un sur l’autre, la question reste à traiter. Toujours est-il que la constatation optimiste d’Engels, attribuant à la classe ouvrière le rôle de conserver le sens et l’intérêt de la théorie ne se confirme pas de nos jours. À ce propos, des explications diverses se présentent à l’esprit, mais ce n’est pas ici le sujet. ...
Dans cette situation sommairement esquissée à grands traits, des hommes qui ne désespèrent pas de l’avenir veulent s’employer à le préparer. Les mauvais jours des lendemains de guerre et de défaite ne sont pas éternels. Les générations frappées d’impuissance par la plus grande tuerie de tous les temps et par ses conséquences immédiates feront place à d’autres. Les besoins d’une époque nouvelle doivent engendrer les forces qui fraieront de nouvelles issues. Et à la jeune génération demain en scène, il y a un héritage à transmettre qui peut épargner bien des tâtonnements, faire l’économie de bien des erreurs. Du moins est-ce la conviction des rédacteurs de la Critique sociale qui se mettent au travail.
Assez de revues ont formulé d’ambitieux programmes jamais réalisés. Notre rédaction juge préférable de se fixer comme point de départ une tâche modeste et nécessaire à la fois plutôt qu’un but prometteur peut-être inaccessible. Cette tâche a son intérêt en soi tout en ménageant et en favorisant un développement futur vers des étapes supérieures : il s’agit surtout de commencer par recenser brièvement la production intellectuelle dans le domaine social, d’en tenir à jour une bibliographie critique, de rendre compte des idées qui cherchent à percer, de faire régulièrement l’inventaire des éléments nouveaux susceptibles de s’incorporer aux conceptions déjà connues, de dégager enfin le sens des courants qui s’élaborent à travers de multiples publications.
En l’absence de toute revue bibliographique spécialisée, la Critique sociale se trouvera combler une lacune. Elle sera un instrument de travail utile à tous ceux qui étudient les questions politiques et sociales, les sciences économiques et historiques, la philosophie et le droit, et cherchent à s’informer, à se documenter pour se faire eux-mêmes une opinion. …
(da "Perspectives de travail", di Boris Souvarine, n.1, marzo 1931)




Quaderni piacentini è online!

La rivista espressione dei giovani della sinistra, fondata nel 1962 da Piergiorgio Bellocchio, diventò un riferimento per il dibattito e l'elaborazione di idee che culmineranno nel '68.

Oltre a Grazia Cherchi e a Goffredo Fofi, tra i primi a affiancare Bellocchio alla direzione, vi scrivevano, tra gli altri: Luca Baranelli, Bianca Beccalli, Alfonso Berardinelli, Cesare Cases, Francesco Ciafaloni, Carlo Donolo, Franco Fortini, Giovanni Jervis, Edoarda Masi, Michele Salvati, Rrenato Solmi, Federico Stame, Sebastiano Timpanaro.

la copertina del numero del febbraio 1968

... "I propositi sono di studiare i problemi locali di fondo - dalla scuola all’edilizia, daal’industria all’agricoltura, dalla stampa ai divertimenti, ecc. - beninteso con un’apertura mentale ampia e spregiudicata, non provinciale. Nonché seguire gli aspetti più significativi della cultura del nostro tempo. Comunque sollecitare dai giovani una maggiore presenza e partecipazione.
Vogliamo che questo sia un foglio di battaglia, portata non solo all’esterno ma anche all’interno. Ospiteremo testimonianze e opinioni anche contrastanti purché impegnate, vive, serie. E vorremmo infine provare che serietà non è necessariamente solennità e astrattezza. Si può e si deve esser seri senza essere noiosi. Con allegria".
(da "Prova per una rivista da farsi", n. 1, marzo 1962)

Le prime 17 annate di Rinascita sono online!

Il mensile di politica e cultura fondato e diretto da Palmiro Togliatti. Dal 1944, a Salerno, al 1960. Indirizzo: Roma, via delle Botteghe Oscure 4




Vi scrivevano, tra gli altri, Paolo Alatri, Giorgio Amendola, Italo Calvino, Renato Guttuso, Lucio Lombardo Radice, Mario Alighiero Manacorda, Concetto Marchesi, Felice Platone, Eugenio Reale

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