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Turati, Filippo; Kuliscioff, Anna

La tragedia di Giacomo Matteotti



La tragedia di Giacomo MatteottiEditore: Editrice socialista romagnola - Forlì
Edizione: 1945
Pagine: 48
Raccolta delle lettere che Filippo Turati e Anna Kuliscioff si sono scambiati nei quindici giorni successivi alla sparizione di Matteotti (11 - 27 giugno 1924)
Il 13 giugno Filippo Turati dava in Parlamento la notizia della scomparsa di Matteotti. Il corpo sarebbe stato ritrovato due mesi dopo, il 16 agosto: era stato ucciso il 10 giugno del 1924.

Filippo Turati
(Canzo 1857 - Parigi 1932), dopo aver intrapreso gli studi giuridici, laureandosi nel 1877 presso l'università di Bologna, iniziò la carriera di pubblicista come critico letterario. Negli anni successivi si avvicinò agli ambienti operai e socialisti e attraverso Anna Kuliscioff, cui si unì dal 1885, entrò in contatto con esponenti della socialdemocrazia tedesca e aderì al marxismo. Nel 1889, insieme alla Kuliscioff, fondò la Lega socialista milanese, primo passo verso la formazione di un partito autonomo della classe operaia, che avverrà con la fondazione nel 1892 del Partito socialista dei lavoratori italiani (dal 1895 PSI), a cui diede un contributo decisivo. Intanto aveva fondato nel 1891 la rivista Critica sociale, diretta insieme ad Anna Kuliscioff fino al 1926, quando fu soppressa dal fascismo.
Deputato dal 1896, fu arrestato in occasione dei moti del 1898; condannato a dodici anni di reclusione, fu liberato l'anno successivo. A capo della corrente riformista, in età giolittiana promosse l'ascesa del movimento operaio per via gradualista e parlamentare, convinto della possibilità dell'instaurazione pacifica del socialismo nel quadro di un generale progresso economico. Antimilitarista, avversò la guerra di Libia (1911) e l'intervento italiano nel conflitto mondiale; nel dopoguerra il suo ruolo all'interno del PSI, ormai guidato dalla componente massimalista, andò progressivamente scemando. Espulso dal partito, nel 1922 diede vita, con Giacomo Matteotti, al PSU. Nel 1926, dopo una fortunosa fuga organizzata da Ferruccio Parri, Carlo Rosselli e Sandro Pertini, si stabilì a Parigi, dove promosse la nascita della Concentrazione antifascista e la riunificazione del partito (1930).

Anna Kuliscioff (pseudonimo di Anna Moiseevna Rozenštejn) (Moskaja, Cherson, 1854 - Milano 1925). Nata in Crimea, si iscrisse sedicenne al Politecnico di Zurigo, e qui entrò in contatto con i primi emigrati politici russi. Delusa dalla propaganda dei narodniki, seguì le idee di M. Bakunin e a Kiev svolse intensa attività di proselitismo. Nel 1877, perseguitata dalla polizia, si rifugiò in Svizzera dove conobbe Andrea Costa di cui divenne la compagna, ne ebbe una figlia e gli rimase amica anche quando si separarono. Arrestata in Italia una prima volta nel 1878, nell'agosto del 1880 venne espulsa in Svizzera dove iniziò gli studi di medicina che continuò poi a Napoli, a Torino e a Padova.
Nel 1885, unitasi a Filippo Turati, di cui fu compagna fino alla morte, iniziò a Milano il suo apostolato di medico fra la gente povera e nei quartieri più umili. Sempre con Turati dal 1891 diresse "Critica sociale”. Esponente della corrente riformista del Partito socialista, militò nel movimento per l'emancipazione delle donne e intervenne con passione nel dibattito sui diritti delle lavoratrici e sul suffragio femminile, entrando più volte in polemica con il proprio partito e con lo stesso Turati. Nel 1912 fonda la rivista "La difesa delle lavoratrici" a cui collaborano tutte le migliori penne del socialismo femminile italiano. Neutralista convinta, dopo la guerra combatté il massimalismo socialista e fu rigorosa oppositrice del fascismo.

Per saperne di più
su Giacomo Matteotti leggi
La versione integrale del suo ultimo discorso al parlamento il 30 maggio 1924
e
"Matteotti a Londra" di Gino Bianco

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